Ferrari California T – Bburago “Signature” 1 : 18

Quando, nel novembre dello scorso anno, il May Cheong Group (detentore dei brand Bburago e Maisto), annunciò di avere acquisito i diritti esclusivi per la riproduzione dei modelli Ferrari, che sarebbero stati commercializzati con il marchio Bburago, addetti ai lavori e collezionisti si chiesero immediatamente se, a fianco delle varie versioni “giocattolo”, sarebbero stati distribuiti anche modelli di qualità superiore, come già aveva fatto la Mattel con la serie Elite.
Nei mesi successivi si iniziarono a vedere nei negozi i primi modelli Ferrari marchiati Bburago, nelle scale 1:43, 1:32, 1:24 e 1:18 ma solo nella serie “Race & play” che, soprattutto nelle scale più grandi, mostrava modelli di buona qualità ma orientati più verso un pubblico eterogeneo che verso i collezionisti veri e propri. Da poco però sono iniziate le consegne dei modelli appartenenti alla nuova serie di prestigio “Signature”, della quale oggi andiamo ad esaminare la Ferrari California T in versione aperta, riprodotta in scala 1:18.

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Già a partire dalla confezione si nota il lavoro fatto per caratterizzare la serie come gamma “di lusso”: l’astuccio in cartoncino è privo di vetrina in cellophane e presenta, su fondo rosso opaco, un bel disegno della vettura, rifinito con la verniciatura lucida, così come il nome del modello ed il logo Ferrari nell’angolo superiore destro; il logo Bburago e la scritta Ferrari sono in argento impresso a caldo. L’insieme è molto elegante e piuttosto grintoso. All’interno dell’astuccio troviamo una scatola in polistirolo a guscio, che racchiude il modello. Quest’ultimo non è però “annegato” nel polistirolo, ma avvitato sul fondo dello stesso mediante un supporto in plastica. Questa soluzione ha reso necessari due piccoli pioli di fissaggio, non bellissimi da vedere.

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Comunque il modello si presenta subito bene: la linea è ben riprodotta e la scala, un tempo spesso “tallone d’Achille” dei modelli Bburago, è corretta. Osservandola, possiamo sicuramente affermare che questa è la più bella Bburago che ci sia mai capitato di maneggiare: si nota immediatamente lo sforzo fatto per rendere la serie Signature appetibile per i collezionisti più esigenti.

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Le aperture sono quattro, le ruote anteriori sterzano e sono presenti anche le sospensioni funzionanti. L’utilizzo dei materiali, rispetto alle Bburago che ci ricordavamo, è migliorato di molto. Le fessure tra le parti mobili e la carrozzeria non fanno gridare al miracolo, ma sono più che accettabili. La fanaleria anteriore è di buona fattura, così come la calandra, ornata con barrette orizzontali cromate ed il cavallino rampante al centro. Le prese d’aria ai lati della calandra sono però semplicemente stampate e non dotate di griglie fotoincise come ci si sarebbe potuto aspettare.

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La verniciatura della vettura è lucida ed uniforme, non troppo spessa ma perfettamente coprente anche sugli spigoli. Si notano però, qua e là, alcuni piccoli granuli, dovuti a minuscole imperfezioni nello stampo del metallo.

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Aprendo il cofano, possiamo osservare una buona riproduzione del V8 turbocompresso da 560 CV che muove la California vera. Anche se non se ne può vedere molto, come su tutte le supercar moderne, il piacevole uso dei colori lo rende piuttosto realistico. La parte interna del cofano è rivestita con un pannello di plastica, ad imitazione del materiale fonoassorbente. Anche qui notiamo però un particolare migliorabile: le cerniere del cofano sono decisamente sovradimensionate, e perdipiù non garantiscono un ampio angolo di apertura del cofano stesso.

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Notiamo che gli sfoghi dell’aria sul cofano e sulle fiancate della vettura sono rese con decal a effetto “griglia”: non sono male, ma su modelli di questo genere avremmo preferito delle grigliette vere, magari fotoincise, o comunque semplicemente applicate a parte.

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Molto belle le ruote, che su questa versione “Signature” hanno disegno esclusivo e sono in nero lucido. I dischi freno, che si possono vedere attraverso le razze dei cerchi, sono dotati di pinze freno ben fatte. Lo sterzo funziona solidale con il volante, ma è dotato di un ritorno “elastico” che non mantiene la posizione delle ruote e che le fa tornare dritte.

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Gli interni, ben visibili grazie alla mancanza del tetto, sono riprodotti con molta cura e con l’utilizzo di colori corretti e realistici. Non manca la moquette (molto sottile) sul pavimento dell’abitacolo. Il cruscotto, rifinito con un gran numero di decal e tampografie, è piuttosto ben fatto, così come i sedili ed i pannelli delle porte. Le cinture di sicurezza sono presenti e abbastanza realistiche, nonostante siano realizzate in plastica e non in vero tessuto.

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Aprendo Il cofano posteriore possiamo correttamente osservare la riproduzione del tetto ripiegato e l’interno del vano rivestito in moquette. Di nuovo i cardini troppo massicci disturbano un po’ l’insieme.

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La parte posteriore del modello è impreziosita dai loghi Ferrari realizzati con fotoincisioni adesive. Ben fatti i fanali posteriori ed anche gli scarichi, correttamente dipinti di nero al loro interno. Purtroppo niente fotoincisioni metalliche: le griglie non sono passanti ma semplicemente stampate.

Siamo quindi di fronte ad un modello abbastanza ben fatto, ma che purtroppo presenta ancora alcuni particolari migliorabili e qualche ingenuità di troppo che non gli consentono di distaccarsi in maniera ancora più netta dalla serie “giocattolo” Race & Play. Certo è evidente il lavoro fatto da Bburago per rendere il modello molto gradevole anche agli appassionati. Probabilmente il successo sarà assicurato, complice il prezzo di vendita estremamente contenuto (circa la metà di una Hot Wheels Elite): non dubitiamo però che i ferraristi di tutto il mondo sarebbero disposti a spendere anche qualche decina di euro in più, in cambio di una maggiore cura della qualità di riproduzione.
In ogni caso, l’inizio non è affatto deludente: vedremo se in futuro le buone qualità contenute in questi primi modelli potranno ulteriormente svilupparsi ed affinarsi.

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