FERRARI 599XX, HOT WHEELS ELITE 1/18

Foto di Andrea Torchio

Ferrari 599 XX, Hot Wheels Elite, 1:18

Questa volta Mattel ha veramente fatto centro. Il modello in scala 1/18 di questa straordinaria e superesclusiva Ferrari può essere definito, al momento, il migliore di tutta la serie Elite, superiore anche alla già ben riuscita 458 Italia e alla notevole 410 Superamerica.

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Iniziamo presentando un minimo la vettura reale (che non è omologata per l’utilizzo su strada!): un vero e proprio laboratorio viaggiante che racchiude tutto il meglio della tecnologia Ferrari, sia a livello motoristico che elettronico. Derivata dalla 599 Fiorano, la vettura è stata alleggerita al massimo, sia riducendo ai minimi termini il confort e la dotazione di bordo – come in un vero prototipo da corsa – sia utilizzando largamente materiali compositi e ultraleggeri. Il motore è rimasto il 6.0 V12, ma potenziato fino ad arrivare a 730 cv a 9000 giri, e l’aerodinamica è stata ottimizzata fino a raggiungere, pur senza appendici aerodinamiche “invasive”, un carico verticale di ben 630 kg a 300 km/h, grazie anche all’innovativo sistema Active Flow, che aspira l’aria dal fondo della vettura per ottimizzarne il flusso sull’estrattore posteriore,  evacuandola poi da due fori sulla coda. L’elettronica è di livello adeguato, con il sistema High Performance Dynamic Concept che gestisce l’elettronica per assicurare la massima reattività. Prodotta in soli 30 costosissimi esemplari, è destinata a una clientela selezionata che la potrà utilizzare in pista, in un programma di eventi appositamente organizzato dalla Ferrari stessa.

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Esaminando il modello, notiamo subito il peso elevato (ben 835 g.) e la perfetta qualità degli accoppiamenti e delle verniciature: un grintoso rosso per la supervitaminizzata carrozzeria e un nero opaco metallizzato per il tetto. Tutte le parti che nella realtà sono in fibra di carbonio sono qui ottimamente rese con una plastica verniciata in nero con effetto metallico, stampate con una sottile trama che riproduce bene quella del carbonio, oppure coperte con una decal altrettanto accurata. Il muso, che presenta uno spoiler maggiorato, è caratterizzato dalle ampie griglie nere (fotoincise) che lasciano intravedere il radiatore, il gancio per il traino di colore rosso sporgente  da un lato ed il consueto cavallino fotoinciso al centro.

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La fanaleria è molto bella, con i due elementi polielissoidali coperti da un’unghia trasparente (con bordo in fibra di carbonio), ma è il cofano la parte più caratterizzante, per la moltitudine di feritoie di sfogo dell’aria ed i ganci rapidi di fissaggio applicati. Il parabrezza è sormontato da una vasta fascia antiriflesso che riporta il logo 599XX e sulla cornice tampografata sono segnati in argento i punti del fissaggio di sicurezza. Il tergi a pantografo ha la spazzola fotoincisa e un braccio molto fine. I finestrini laterali sono del tipo “racing”, con vetro scorrevole, qui semiaperto per facilitare l’apertura della porta. Sulle pinne del padiglione sono fissate due ali aerodinamiche, sottilissime e riportanti correttamente un piccolo sfiato (passante) alla base. Il lunotto anche in questo caso è dotato di cornice tampografata e di fissaggi di sicurezza, mentre il cofano del baule, oltre ai ganci di fissaggio, ha un grosso spoiler rivettato con bordo in fibra di carbonio (reso con una splendida decal) alle estremità. La coda ha i fori per l’evacuazione dell’aria al posto dei fanali, un bel cavallino cromato al centro e un’enorme (e finissima) griglia di sfiato dell’aria che comprende anche i tubi di scarico. Sotto il pianale è presente il grande estrattore aerodinamico, anche qui simil carbonio. Da notare i piccolissimi fanali posteriori (applicati sotto il paraurti), il gancio traino e la luce di posizione a led tipica delle auto da corsa, resa in maniera veramente realistica. La fiancata non è da meno: i cerchi bruniti montano delle gomme “slick” molto ben riprodotte, con tanto di stampigliatura sul fianco e lasciano vedere i grossi dischi carboceramici carenati con pinze freno marchiate Ferrari. La minigonna aerodinamica è in similcarbonio, così come la presa d’aria sul lato della fiancata, chiusa, come tutte le varie aperture di sfiato, da una griglia. Non manca un piccolo logo Pininfarina cromato sulla parte bassa del passaruota posteriore, lo scudetto della Scuderia Ferrari alla base del parabrezza e il tappo benzina per il rifornimento rapido sul lato sinistro. Anche i lunghi specchietti “racing” sono in similcarbonio, con uno stelo molto profilato e sottile.

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Aprendo, anzi asportando completamente il cofano anteriore, si può osservare una stupenda riproduzione del motore: eliminate le coperture estetiche che sovrastano molti motori moderni, il propulsore si mostra pieno di cablaggi, cavi, tubi e manicotti di vari colori. L’effetto, molto scenografico, è accentuato dall’aspetto carbonio del coperchio dell’iniezione, arricchito da due loghi Ferrari cromati e da sottili filetti rossi. Anche qui la ricerca  del dettaglio, anche il meno visibile, è notevole. Da sottolineare l’intelligente sistema di fissaggio del cofano, bloccato in posizione chiusa da due ganci nella parte anteriore e da due piccole calamite nella parte più vicina al parabrezza.

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Aprendo le portiere si rivela l’interno se possibile ancora più dettagliato del motore: tutto l’abitacolo, dai pannelli della porta al cruscotto, alla struttura dei sedili è in similcarbonio, con il logo 599XX inciso sui pannelli porta e sui battitacco: solo la seduta dei sedili, il piccolo volante e parte del cruscotto riproducono il tessuto ignifugo nero, con un effetto splendido. Il volante, dalla tipica forma schiacciata “racing”, è fitto di spie e interruttori e alle sue spalle sono ben visibili i due comandi del cambio. La pedaliera è in fotoincisione e fissati sul pavimento, si notano due piccoli tappetini di spugna. Le cinture di sicurezza, marchiate Ferrari, sono in vero tessuto con la fibbia in fotoincisione e sono correttamente fissate alla scocca dell’auto. Tutte le parti metalliche dell’abitacolo sono verniciate in un realistico colore alluminio. Non manca nemmeno l’asta che sorregge lo specchietto retrovisore; ai piedi del passeggero si trova l’estintore e tutte le targhette, rese con decal, sono leggibili. La strumentazione è molto dettagliata così come la consolle centrale, dove spicca il manettino per l’impianto antincendio in rosso. E tutto questo è racchiuso nella fitta rete di tubi del roll-bar da competizione. Un insieme veramente eccezionale!

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Anche il cofano posteriore si asporta completamente e di nuovo troviamo le due furbe calamite; all’interno del vano si possono osservare tutti i tubi ed i raccordi del sistema Active Flow, collegati come nella realtà agli spazi che avrebbero dovuto contenere i fanali, qui eliminati del tutto. Il fondo del modello, completamente carenato è tutto verniciato in nero opaco metallizzato, con le parti in carbonio ben definite e distinte.

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Una nota sulla livrea: la vettura esposta al salone di Ginevra 2009, che portava sulla carrozzeria il n. 3, differiva da questo modello per alcuni particolari, tra i quali la mancanza dei ganci traino rossi, della luce a led posteriore, di due ganci ferma-cofano sul cofano anteriore (che erano solo quattro), il tergicristallo doppio, un diverso posizionamento dei fari anteriori ed una diversa grafica del logo 599XX sul parabrezza.  Alle “Finali Mondiali Ferrari” tenutesi a Valencia nel novembre 2009, la n. 3 si è mostrata, pilotata da Marc Gené, nella configurazione qui riprodotta, che quindi risulta assolutamente corretta.  E per chi non dovesse gradire il rosso, la 599XX Elite è disponibile anche in livrea nera, con il n. 55, come ovvio realmente esistente.

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In ogni caso ci troviamo di fronte a un modello veramente ben fatto e di altissima qualità, al quale le foto non possono rendere giustizia: è molto meglio contemplarlo dal vivo. Complimenti a Mattel!

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