Ferrari 458 Italia GT2 AF Corse – HOT WHEELS Elite scala 1 :18

 

Con la F430 GTC, sviluppata da Michelotto, la Ferrari è finalmente riuscita a sconfiggere la Porsche nella classe GT2. Nel 2010 la F430 stradale è stata sostituita dalla nuovissima 458 Italia e alla fine di quello stesso anno sono state diffuse le prime immagini della versione da corsa, anche in questo caso seguita e preparata dallo specialista padovano.

Foto di Andrea Torchio

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Il nucleo della 458 GT2 è il leggero telaio in alluminio, direttamente derivato da quello della versione stradale, con la geometria delle sospensioni rivedute per un uso corsaiolo; la vettura pesa 1245 kg, ha trazione posteriore con cambio a sei marce sequenziale, comandato da una tradizionale leva; il motore V8 da 4,5 litri sviluppa “solo” 465 CV / 347 kW a 6250 giri/min. contro i 570 CV del motore di serie, a causa delle “flange”, ovvero i restrittori dell’alimentazione imposti dal regolamento. Le modifiche all’assetto, all’aerodinamica, all’impianto frenante e alla trasmissione ne fanno però una vettura estremamente adatta alle gare di durata.

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Difatti, nel 2011, prima stagione nelle competizioni, la Ferrari 458 GT2 schierata dalla scuderia semiufficiale AF Corse affidata a Giancarlo Fisichella e Gianmaria Bruni ha conquistato il titolo costruttori nella categoria Gran Turismo della Intercontinental Le Mans Cup, una serie internazionale di gare “endurance” per biposto Sport e berlinette gran turismo preparate, che comprende la 12 Ore di Sebring, la 1000 Km di Spa-Francorchamps, la 6 Ore di Imola, la 6 Ore di Silverstone, la Petit Le Mans di Road Atlanta e la 6 Ore di Zhuhai, in Cina. La vettura ha vinto anche la classe GT nella Le Mans Series.

Preparandoci ad esaminare il modello della 458 GT2 presentato da Mattel Hot Wheels nella serie Elite in scala 1:18 apprezziamo, per prima cosa, la scelta di aver sostituito la scatola-vetrina in cartone (con il modello fissato alla base mediante i fili di ferro) a favore di una scatola contenente un pratico blocco in polistirolo nel quale il modello viene “annegato”. I collezionisti ringraziano.

 

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Una volta aperta la scatola e liberato il modello, montiamo i cofani (che sono confezionati a parte) e notiamo immediatamente le proporzioni azzeccate, la verniciatura brillante ed uniforme, le decorazioni realizzate in tampografia, molto ben fatte e ben posizionate. Però, sono da registrare anche alcune imprecisioni: Il modello in questione vorrebbe riprodurre proprio la vettura n. 51 di Fisichella-Bruni-Vilander, classificatasi seconda di classe alla 24 ore di Le Mans del 2011, ma in realtà la livrea ed alcuni particolari non sono completi. Difatti, mancano due luci di profondità supplementari incassate nel paraurti anteriore, mancano i loghi “24 heures du Mans” sulle tabelle portanumero dei fianchi e sul cofano anteriore, alcuni sponsor non sono di misura corretta e sono assenti le antenne radio sul tettuccio e alla base del parabrezza.

458-GT2_muso

458-GT2_codaA parte questo, i particolari abbondano: sul muso della vettura spiccano il gancio traino estraibile (fotoinciso), i fari gialli (come da regolamento GT2) ed i due faretti supplementari incassati nell’ampia presa d’aria con griglia fotoincisa, Il cofano anteriore, tenuto in posizione da due piccole calamite, si può asportare completamente rivelando il radiatore con la sua ventola, le tubazioni del raffreddamento dei freni e dell’abitacolo, centraline e quant’altro: tutte le parti in vista sono stampate con una trama che riprende quella del carbonio. I ganci fermacofano, stampati in plastica, risultano un po’ massicci; sarebbe stato meglio realizzarli in fotoincisione, ma l’effetto è comunque accettabile.

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Sull’ampio parabrezza sono presenti un bel tergicristallo singolo con spazzola fotoincisa ed il laccio dello staccabatteria. Le portiere (con pannello interno in simil-carbonio) si aprono su un abitacolo estremamente dettagliato: oltre alla cintura di sicurezza a quattro punti in vero tessuto, con fibbie in fotoincisione, troviamo il cruscotto con la consueta trama “carbonio” rivestito in materiale nero antiriflesso, un bel sedile racing che imita molto bene il tessuto ignifugo, uno splendido volante,  la strumentazione, un’infinità di interuttori e manettini e la lunga leva del cambio con la sua altrettanto lunga asta di rimando. Completano il quadro i cablaggi delle centraline elettroniche, l’impianto antincendio, la fitta rete del roll-bar di sicurezza. Tutte le parti metalliche della carrozzeria sono verniciate in un realistico colore alluminio. Tra l’altro, la finestrella scorrevole per l’aerazione dell’abitacolo è correttamente posizionata solo dal lato pilota.

 

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Altrettanto dettagliato è il vano motore: anche in questo caso il cofano è completamente asportabile (attenzione, asportandolo, a non danneggiare le finissime griglie laterali): il propulsore, privo di qualsiasi copertura estetica, mostra tutti i suoi cablaggi, i fili delle candele, i grossi convogliatori d’aria… e tutto in maniera piuttosto realistica. Il grosso alettone (con trama in carbonio anche in questo caso) domina la coda del modello: bella la fanaleria, le griglie dell’estrattore e ben realizzata la luce a led di coda. Il gancio traino ed il cavallino rampante sono in fotoincisione.

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Le ruote del modello sono ben dettagliate, con cerchioni molto fini e di giuste proporzioni: belli anche gli pneumatici slick marchiati Michelin. Dietro le razze dei cerchioni si intravedono i dischi freno e le relative pinze; peccato, però, che i dischi siano fissi e non girino solidali con la ruota.

Un altro particolare migliorabile sono le luci di posizione laterali a led (tre per lato), che sono rese con un semplice tondino argento integrato nella decal: anche se nella realtà queste luci sono a filo della carrozzeria, sarebbe stato certo meglio, visto che lo stampo è stato realizzato ad hoc, evidenziarle con un sottile filetto stampato nel metallo o applicarle a parte come è stato fatto per la luce di coda.

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Il fondo della vettura non presenta punti di interesse, essendo come al solito completamente piatto e purtroppo privo di qualsiasi accenno alla meccanica o alle sospensioni.

In conclusione, Elite ci ha presentato un modello certo molto interessante, ben assemblato e dall’aspetto molto grintoso e che potrebbe essere facilmente migliorato in piccoli dettagli e nella decorazione della livrea di gara .

Il modello in scala della 458 Italia GT2 è anche disponibile nella livrea bianco/nera del Team Hankook Fernbacher Racing e nell’allestimento presentazione.

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 Una foto della vettura vera in azione alla 24 Ore di Le Mans 2011

 

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