FERRARI 308 GTB, MATTEL serie ELITE, scala 1/18

Foto di Andrea Torchio

Lanciata nel 1975 per sostituire la Dino 246, la  Ferrari 308 è stata il simbolo degli anni 70 e 80. Disegnata da Leonardo Fioravanti per Pininfarina, era dotata di un motore V8 da 2926 cc alimentato a carburatori e con lubrificazione a carter secco, montato in posizione centrale. La potenza sviluppata era di 255 cv. Nel 1980 il motore, per sottostare alle norme antinquinamento americane, adottò l’iniezione elettronica e la lubrificazione a coppa, ma la potenza scese a 215 cv. Solo due anni più tardi, per fronteggiare le proteste dei clienti delusi dal calo prestazionale, venne lanciata la 308 Quattrovalvole: con le quattro valvole per cilindro la potenza risalì a 240 cv. E questo è il modello, riprodotto da Mattel nella serie Elite, che esaminiamo questa volta.

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La scatola riporta la semplice dicitura “308 GTB” senza specificare altro, ma le feritoie sul cofano anteriore e lo spoiler sul tetto identificano immediatamente la versione Iniezione Quattrovalvole, in allestimento “Europa”; cosa confermata dalla presenza del logo “quattrovalvole” sulla coda, sotto al Cavallino rampante. Non si tratta di un inedito, avendo già visto sul mercato le riproduzioni da parte della Kyosho e dell’ Anson, ma questo modello è decisamente a un livello superiore ddella riproduzione realizzata dall’Anson e, se possibile, ha una linea migliore di quello Kyosho, che era un po’ troppo largo e schiacciato.

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La scala è giusta, la linea azzeccata, ma la verniciatura blu metallizzata, seppur molto elegante, non è molto uniforme e alcune parti, come ad esempio il cofano anteriore, risultano un poco più scure del resto della carrozzeria. Sicuramente la versione con verniciatura rossa, disponibile in alternativa, non ha questo problema.

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Il modello ha quattro aperture, ruote sterzanti e fari estraibili con l’ausilio di un bottoncino posto sotto il muso; la calandra cromata, con due bei faretti di profondità incassati, non è fotoincisa, ma comunque di spessore abbastanza corretto, mentre fotoincisi sono i tergicristalli neri opaco che poggiano sull’ampio parabrezza, per nulla deformante e dotato di banda scura antiriflesso. Porte e cofani si aprono agevolmente e restano in posizione senza bisogno di alcun sostegno. Sotto al cofano anteriore, sorretto da sottili cardini,  si osserva la ruota di scorta, il radiatore con le relative ventole e col tappo in fotoincisione; alcuni piccoli particolari sono solo dipinti e non applicati, ma non disturbano.

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La fiancata è molto d’effetto: le belle ruote, la sottile banda nera che delimita la cintura, gli specchietti resi con una plastica di colore molto realistico, le prese d’aria laterali, la maniglia di apertura della portiera, il logo Pininfarina e il blocchetto di apertura porta in fotoincisione formano veramente un bell’insieme. Tutte le parti nere sono ben opache e ben definite e sul cofano posteriore il grosso spoiler e le griglie nere di evacuazione dell’aria, unite al logo Ferrari fotoinciso, completano l’effetto. Solo l’antenna elettrica, raffigurata in posizione di riposo, è un po’ troppo massiccia e contrasta con la finezza di altri particolari. Anche la coda non è male: belle le luci, i loghi fotoincisi, gli scarichi, il largo paraurti. Sotto il bordo del cofano ci sono persino le due luci di illuminazione targa.

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Apriamo ora la portiera lato guida e osserviamo gli interni riprodotti in una tinta che riproduce il colore pelle chiara, che dà un piacevole effetto “bicromatico” in contrasto con il nero del cruscotto e dei braccioli nei pannelli delle portiere. Stranamente il pavimento non è rivestito in moquette, ma verniciato in una vernice chiara molto opaca e ruvida, salvo i due poggiapiedi in nero. I sedili riproducono l’impuntura originale e il materiale utilizzato per stamparli rende bene l’effetto pelle (anche al tatto!); le cinture di sicurezza sono in tessuto con fibbia in fotoincisione. Il tunnel centrale è molto ben dettagliato, con tutte le levette, gli interruttori, i due minuscoli strumenti aggiuntivi davanti al cambio (dall’asta un po’ massiccia). La pedaliera è ben riprodotta e la plancia, che imita molto bene la pelle, ha persino un minuscolo fregio GTB cromato su un lato.

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Dietro al volante nero a tre razze, però, il quadro strumenti è reso da una decalcomania che riproduce gli strumenti un pò in piccolo. Aprendo il cofano motore, possiamo osservare una buona riproduzione, come ormai di consueto completa di tutti i cavi elettrici, di tutte le targhette, e accurata nella scelta dei colori.

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Il piccolo vano bagagli non ha alcun rivestimento in moquette. Belle però le fini grigliette in metallo che coprono, dall’interno del cofano, le larghe feritoie per lo sfogo del calore. Capovolgendo il modello, troviamo una buona quantità di dettagli e una certa cura.

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Nel complesso possiamo giudicare questa 308 un buon modello, pur con qualche piccola trascuratezza, assente nelle altre ultime creazioni Elite.

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