Ferrari 250 GT Berlinetta Competizione 1956 – CMR 1/18

La Ferrari 250 Berlinetta Competizione nacque nel 1956 come vettura da corsa, adatta alla categoria Gran Turismo: disegnata da Pininfarina e costruita da Scaglietti, fu prodotta in 46 esemplari su tre serie. La prima serie (9 esemplari) è quella ben rappresentata da questo modellino: più tondeggiante, con il lunotto panoramico, si differenzia nettamente dalle serie successive, più squadrate e con pinnette di coda. Nonostante le sue caratteristiche strettamente “racing”, alcuni esemplari furono adattati per l’utilizzo stradale e dotati di paraurti, normalmente assenti sulle vetture da gara. Il motore era un 12 cilindri da 3 litri, e sviluppava circa 260 cv. I freni erano a tamburo sulle quattro ruote; le sospensioni erano indipendenti all’anteriore, mentre al posteriore si trovava un assale con molle a balestra semiellittiche e bracci longitudinali paralleli. L’interasse era di 2600 mm,  cosa che in seguito le frutterà la denominazione “Passo Lungo” o LWB, per distinguerla dalla successiva 250 Passo Corto, o SWB. Ma non è con questo soprannome che la 250 Berlinetta Competizione passerà alla storia, bensì con quello di “Tour de France” (o TdF) grazie alle vittorie nelle edizioni 1956, 1957, 1958 e 1959 della massacrante gara francese, la prima proprio con una vettura simile a quella qui riprodotta con Alfonso De Portago e Edmund Nelson.
The Ferrari 250 Berlinetta Competizione was born in 1956 as a racing car, suitable for the Gran Turismo category: designed by Pininfarina, and built by Scaglietti, it was produced in 46 out of three series. The first series (9 cars) is well represented by this model: more rounded, with the panoramic rear window, it clearly differs from the following series, more squared and with tail fins. Despite its strictly “racing” characteristics, some models were adapted for road use and equipped with bumpers, normally absent on race cars. The engine was a 3-liter 12-cylinder engine and developed around 260 hp. The brakes were drum-driven on the four wheels; the suspensions were independent at the front, while at the rear there was an axle with semi-elliptical leaf springs and parallel longitudinal arms. The wheelbase was 2600 mm, which will later give it the name “Passo Lungo” or LWB, to distinguish it from the following 250 Passo Corto, or SWB. But it is not with this nickname that the 250 Berlinetta Competition will go down in history, but with that of “Tour de France” (or TdF) thanks to the victories in the 1956, 1957, 1958 and 1959 editions of the grueling French race, the first with a car similar to the one reproduced here with Alfonso De Portago and Edmund Nelson.

Stranamente, fino a questo momento questa eccezionale vettura è stata ignorata dai principali costruttori di automodelli in scala 1:18. Per nostra fortuna ci ha pensato la CMR (Classic Model Replicars) con un bel modello in resina, venduto tra l’altro ad un prezzo ragionevole. La vettura riprodotta è la telaio n. 0507GT e fa parte della prima serie. Ha iniziato la sua carriera sportiva nel 1956, nelle mani del gentleman driver Ottavio Randaccio: partecipò alla Mille Miglia ed a parecchie competizioni in pista e in salita, anche con i successivi proprietari: venne modificata nella linea per partecipare al Tour de France 1959. Restaurata nel 2000 e riportata in condizioni originali, è stata venduta all’asta da RM Sotheby’s per ben 5.720.000 dollari.

Il modello è ben fatto, la linea è molto ben riprodotta, la verniciatura ottima. Le prese d’aria sulle fiancate hanno la cornice in fotoincisione ed una buona profondità (ma sono prive delle alette interne). Sono in fotoincisione anche i due ganci e le cinghiette fermacofano, che però risultano troppo piatte e poco realistiche. Avremmo preferito delle semplici cinghie in plastica stampata.

La vista laterale mette in risalto il passo decisamente lungo della vettura ed anche le belle ruote con raggi fotoincisi. Forse solo l’assetto  è leggermente alto, ma poco male.

La fanaleria è ben riprodotta, in particolare i fari principali, con la caratteristica carenatura. La calandra lascia intravedere una grossa elettroventola (presente anche sull’auto vera) probabile modifica recente; purtroppo risulta però un po’ piatta e priva di profondità. La targa è quella originale di Milano, ma come spesso accade la targa posteriore è di dimensioni errate.

Gli interni, di colore blu, hanno sedili ben riprodotti e nel complesso non sono male: denotano però una certa semplificazione, soprattutto nei quadranti degli strumenti, realizzati con decals ma un po’ piatti e nella pedaliera, semplicemente stampata nel fondo dell’abitacolo.

Il confronto con l’auto vera dimostra il buon lavoro fatto da CMR; certo, il modello non è al livello di altri produttori più famosi e titolati, le cromature sono forse un po’ troppo brillanti, ma indubbiamente il prezzo di vendita è più che appetibile e l’aspetto generale è veramente buono. La Ferrari 250 Berlinetta di CMR è disponibile anche in rosso (telaio 0555GT) e prossimamente anche in livrea azzurra con bande tricolori blu bianco rosso, come la vincitrice del Tour de France 1957  (telaio 0563GT). Se siete appassionati della Ferrari o semplicemente vi piacciono le belle auto classiche, non perdetevele!

Un ringraziamento a Guido per averci fornito il modello.

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