Un piano di recupero per la FALLER

La nota marca tedesca Faller ha rischiato la bancarotta per insolvenza.


L’azienda di scatole di montaggio di accessori per plastici “Gebrüder Faller”, insediata nell’idilliaco paesaggio della Foresta Nera a Gütenbach ha rischiato il fallimento. Il suo nome era dal 1946 il sinonimo di “casette” per i plastici dei trenini. Sorprende la velocità con cui l’azienda è precipitata nelle difficoltà, mettendo a rischio 130 lavoratori e le loro famiglie. Nel 2007 si era riusciti a far fronte alle prime avvisaglie riducendo a 40 ore la settimana lavorativa, tagliando la tredicesima e il buono per le ferie. Ma nel corso dei due ultimi anni la situazione si è aggravata ulteriormente. In un mercato globale i prodotti Faller erano troppo ancorati a una paesaggistica tedesca e per di più le ultime serie lanciate sul mercato (un complesso di giostre per Luna-Park vendute a prezzi proibitivi), rappresentava qualcosa di scollegato sia dal mondo dei trenini che dei plastici ferroviari.

Inoltre il problema della distribuzione si era aggravato ulteriormente. Col dollaro debole i prezzi praticati in America dal distributore ufficiale “Walther’s” erano del 30% più alti di quelli della distribuzione europea, portando del tutto fuori mercato il prodotto: per di più i prezzi praticati ai vari importatori differivano troppo fra di loro anche a seconda dei Paesi di destinazione e questo non ha fatto che aggravare il problema. Il manager addetto alla distribuzione non aveva tenuto conto dei notevoli  sviluppi che si potevano avere nel vasto mercato USA  e non aveva tenuto sotto controllo a sufficienza i prezzi all’ingrosso e al dettaglio.

A partire dal 2 settembre 2009, l’incaricato nominato quale liquidatore della Faller, il dr. Volker Grub, si è reso conto di come la Faller sia meritevole di assumere uno sviluppo sostenibile: dopo tutto l’azienda tedesca è importante, quasi come la Märklin e anche se le vendite sono diminuite, la Faller è pur sempre leader della produzione di accessori per plastici ferroviari.

Per riorganizzare la Faller è necessario modernizzare i processi di produzione e gli stabilimenti. Il dr.Grub sottolinea le difficoltà che la Faller ha davanti a sé, coinvolgendo tutte le persone che lavorano per l’azienda, dalla dirigenza ai sindacati, dai clienti alle banche e l’associazione pensionistica tedesca  è chiamata a lavorare insieme perché sarà inevitabile dismettere parte del personale, ma la produzione rimarrà in Germania negli stabilimenti di Gutenbach. La famiglia proprietaria è stata anche invitata a uno sforzo finanziario e Grub è intenzionato a proporre un piano di salvataggio da 9 milioni di euro che permetta di  fermare le procedure di bancarotta già nei primi mesi del 2010.

La partecipazione della Faller alla Fiera di Norimberga di quest’anno è il segno che la famosa Casa tedesca non è stata abbandonata.


 


Scatola AMS con i pezzi che permettevano di riprodurre il circuito di Solitude

 

Le prime casette, con base in legno e cartone robusto per pareti e tetto, furono messe in commercio col nome Marathon già nel 1946, ma fu solo nel 1948, dopo la riforma valutaria, che i fratelli Faller, con un capitale di appena 40 marchi, cominciarono una vera e propria attività nel settore ferromodellistico, con accessori adatti alla scala H0 (1/87). A partire dal 1953 tutte le scatole di montaggio Faller abbandonarono il sistema misto di costruzione legno-cartone-plastica per passare interamente alla plastica. Dieci anni dopo la Faller lanciò le sue piste elettriche AMS (Auto-Motor-Sport), che potevano adattarsi e integrarsi con il sistema ferroviario (benché in realtà le auto fossero ben più grandi, cioè in scala 1/66 circa), in quanto solo sugli autocarri in scala 1/87 c’era lo spazio sufficiente per farvi stare un motorino elettrico. Per ricreare le scene di traffico i modellini Faller AMS funzionavano a corrente alternata, in modo da poter viaggiare indifferentemente nei due sensi


Faller pista AMS

Un esempio di utilizzo della pista Faller AMS per riprodurre scene di traffico

Faller 230SL+JagE

Due auto sportive AMS: la Jaguar E e la Mercedes Benz 230 SL

Faller-fiat

Nel catalogo AMS c’era anche una Fiat 1800

Naturalmente, messi entrambi nello stesso senso potevano gareggiare come qualunque altra pista elettrica. Accanto ai modelli elettrici, Faller mise in vendita delle piste a caduta, sul tipo delle Mattel Hot Wheels. I modelli, chiamati “Hit Car”, altro non erano che le stesse carrozzerie dei modelli AMS montate su pesanti telai in zamac con ruote ad alta scorrevolezza, con l’eccezione di un paio (la VW-Porsche 914 e la Volkswagen 181 Pescaccia), la cui carrozzeria sottile non avrebbe potuto ospitare la meccanica per le piste.

Faller Hit Car

Faller Hit-Car, Volkswagen 181 Pescaccia, scala 1:66 circa

Faller Hit Car 350 SLC

Faller Hit-Car, Mercedes-Benz 350 SLC, scala 1:66 circa


 

Il sistema fu ampliato e nel 1975 chiamato AMS-Racing, andando a includere anche alcuni modelli dell’americana Aurora, leader del settore, con la quale Faller aveva stretto accordi. Nel pieno del boom per le piste elettriche Faller mise in commercio anche un piccolo autobus adatto a figurare nei plastici in scala 1/160 e una serie di modelli in scala 1/32 e 1/24 che in realtà erano prodotti dalla Atlas. Il programma delle piste elettriche Faller ebbe termine nel 1986. Dopo alcuni anni di silenzio il nome Faller tornò alla ribalta del collezionismo d’auto con una serie di modelli chiamata “Memory Cars” apparsa nel 1992, e questa volta in scala 1/43. Il primo modello fu una Mercedes-Benz 220SE coupé e cabriolet, realizzata interamente in plastica, il materiale più congeniale alla Casa di Gütenbach.


Faller Mercedes 220 SE coupé

Faller Memory Car, Mercedes 220 SE coupé/cabriolet, scala 1:43

Faller Mercedes 220

Faller Memory Car, Mercedes-Benz 220 ‘ponton’ 1956, scala 1:43


 

Nel 1993 fu la volta di una bellissima Mercedes-Benz 220 “Ponton” del 1956, con portiere apribili e venduta in diversi colori (anche bicolore) con o senza la riproduzione del tettuccio apribile, quindi fu la volta di un Maggiolino Volkswagen modello 1962 anch’esso in molte versioni.


Faller dr.Oetker

Faller Memory Car, Volkswagen Maggiolino 1962 “Dr.Oetker”, scala 1:43

Faller Mercedes 200

Faller Memory Car, Mercedes-Benz 200/8 berlina, scala 1:43

La serie si esaurì nel 1997 con l’annunciata Mercedes-Benz 200/8, mentre la versione coupé 230 CE di questa vettura fu presentata solo allo stadio di prototipo.

Nei più recenti cataloghi Faller erano ancora presenti, col nome “Car System” diversi veicoli con un innovativo sistema di trazione che permetteva loro di seguire un conduttore “annegato” nel fondo stradale. I modelli in vendita però erano tutti forniti da produttori esterni (principalmente Brekina ed Herpa).

 

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