ELIGOR-Miniminiera – OM Leoncino 1950 –1/43

Correvano gli anni della ricostruzione e l’Italia aveva bisogno di mezzi di trasporto, anche leggeri, per venire incontro alle esigenze dei piccoli imprenditori, degli artigiani e del commercio a breve raggio. La bresciana OM giocò le sue carte al Salone di Torino del 1950, e fece centro.

Miniminiera Leoncino (4)

Il suo Leoncino era quello che ci voleva: un camioncino in grado di trasportare almeno 25 quintali, roba che oggi basta un semplice Daily e aveva un robusto telaio con motore a 4 cilindri di 3770 cc, che sviluppava 54 CV a 2100 giri al minuto, sufficienti per trasportare la merce ad una velocità massima di 65 Km/h, dato che oggi fa sorridere. Prodotto in varie serie con lievi modifiche alla cabina e sviluppato in varianti di dimensioni e portata differenziate, caratterizzate da nomi di animali (lupetto, tigrotto, daino e cerbiatto), arriverà fin dentro gli anni ’70 in versione unificata come OM 40 e poi IVECO 40. Il successo di questo veicolo ci fu anche all’estero, dove fu prodotto su licenza da Saurer, Eicher, Büssing, Steyr, e si sentiva  molto la mancanza di una accurata miniatura in scala 1/43. Si deve rendere merito a Piergiorgio Casati della Miniminiera e ai suoi contatti con la Eligor, per aver spinto in questa direzione, se oggi possiamo inserire nelle nostre collezioni un OM Leoncino di prima generazione senza doverlo cercare fra gli speciali, costosi e con diffusione aleatoria.

Miniminiera Leoncino (6)

Il modello Eligor esce nella serie “Italian Collection” voluta proprio dalla Miniminiera ed è inizialmente previsto in cinque versioni: a cassone, civile oppure dei Carabinieri, a cassone con telone e imperiale sopra la cabina, furgonato e cisterna.

Miniminiera Leoncino (2)

Noi esaminiamo la versione a cassone civile, che ha una carrozzeria rossa con ruote e parti del telaio nere, nonché la calandra molto “italiana”. In quegli anni infatti il codice della strada stabiliva che i veicoli addetti al trasporto in conto terzi dovessero avere una banda di colore bianco disposta obliquamente sul frontale (il trasporto in conto proprio l’aveva invece di colore rosso). Accadeva spesso che il proprietario ci dipingesse una fascia verde e una rossa ai lati, in modo da ricreare la bandiera italiana, proprio come sul modellino. Le proporzioni generali del complesso cabina/cassone e ruote sono rese molto bene e la calandra è molto bella, i fari anteriori appaiono di dimensioni un po’ eccessive. Ciò non vuole essere a demerito di chi ha ridotto in scala le dimensioni dell’originale, ma probabilmente andavano un po’ interpretate, come faceva la Corgi Toys per dare le volute proporzioni a un modello che un’applicazione rigida della riduzione in scala avrebbe reso non perfettamente fedele al primo colpo d’occhio. Quello che è veramente non esatta é la riproduzione delle targhe, che non hanno proprio nulla a che vedere con le proporzioni che avevano in Italia all’epoca: troppo grande quella anteriore, che poi di solito era applicata sul paraurti o pendeva al di sotto, ma raramente stava sopra e troppo larga quella posteriore, per non parlare dei caratteri troppo fini e della sigla “MI” per Milano posta dopo i numeri nella targa posteriore, anziché prima.

Miniminiera Leoncino (1)

Miniminiera Leoncino (3)

Detto questo, il telaio è ben realizzato e le ruote sono assai belle anche se i cerchioni non sono verniciati in nero lucido. Il cassone riproduce molto bene quelli in acciaio in uso su questi autocarri, anche se osservando bene il modello balza un po’ troppo all’occhio la parte interna liscia. La cabina, come abbiamo accennato prima, rende bene le rotondità dell’originale e anche gli interni sono molto ben fatti. A questo proposito ricordiamo che all’epoca era molto diffuso avere gli interni della cabina, il cofano motore (interno), il cruscotto e il volante di colore grigio, come pure i rivestimenti dei sedili. Suggeriamo pertanto alla Eligor di adottare per le future versioni civili, un tipo di plastica di colore grigio, che oltre a tutto, renderebbe possibile ammirare meglio i particolari.

Miniminiera Leoncino

Il veicolo a cassone esaminato è accompagnato da un carico costituito da tre cassette di resina verniciata. La vernice tuttavia è un po’ sottile e sull’esemplare in nostro possesso era già leggermente danneggiata sugli spigoli.

Buona la qualità degli assemblaggi in generale e simpatica la presentazione della la scatola, anche se rimettere dentro il modello, una volta che è stato estratto, comporta un po’ di pazienza.

Miniminiera Leoncino (5)

Amici appassionati di veicoli industriali non lasciatevi sfuggire questo modello, che colma una lacuna troppo sentita nelle nostre collezioni ad un prezzo decisamente abbordabile.

 

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