ECTO 1 – Ghostbusters 30° anniversario – Mattel Hot Wheels Elite 1 : 18

Era il 1984 quando nei cinema venne presentato il film “Ghostbusters – Acchiappafantasmi” diretto da Ivan Reitman e interpretato da Harold Ramis, Dan Aykroyd, Bill Murray, Ernie Hudson e da una Sigourney Weaver in gran forma. Il film ebbe un successo travolgente, tanto da diventare ben presto campione mondiale di incassi (generando nel contempo un enorme business legato al merchandising, che a quanto pare dura tutt’ora) ed entrando di diritto nella storia del cinema.
Ambientata a New York, la storia è quella di Egon Spangler (Harold Ramis), Peter Wenkman (Bill Murray) e Ray Stantz (Dan Aykroyd) tre improbabili e un po’ squinternati ricercatori universitari in parapsicologia che da tempo si dedicano allo studio dei fenomeni paranormali. I loro scarsissimi risultati ne provocano la cacciata dall’università, non prima però di aver finalmente avuto un burrascoso contatto con un vero fantasma all’interno della biblioteca pubblica.I tre decidono quindi di intraprendere una nuova attività, quella di acchiappafantasmi a pagamento (Ghostbusters, appunto). Armati di uno “zaino protonico” in grado di catturare gli ectoplasmi con un flusso di particelle subatomiche, i nostri eroi, coadiuvati da un quarto acchiappafantasmi assunto per aiutarli nell’impresa (Winston Zeddemore, interpretato da Ernie Hudson), iniziano una serie di incredibili ed esilaranti avventure che li porteranno a salvare il mondo dal ritorno di Gozer, un malvagio semidio Sumero, salvando nel contempo anche la fidanzata di Wenkman, Dana Barret (Sigourney Weaver) che era stata “posseduta” da Zuul, uno spirito sevitore di Gozer.Nel film i Ghostbusters si spostano con uno strano veicolo derivato da un’ambulanza Cadillac Miller Meteor del 1959 targata Ecto 1, trasformata in laboratorio semovente, la cui riproduzione in scala 1:18 è l’oggetto della nostra recensione.

Foto di Andrea Torchio

Testo di Pierpaolo Torchio

ecto-1_trqmusobassa_3Presentata da Mattel Hot Wheels nella serie Elite già da qualche tempo, in occasione dei 30 anni del film, la Ecto-1 dei Ghostbusters è stata di recente riproposta in una serie speciale a tiratura limitata, denominata 30° anniversario, arricchita dai quattro figurini dei protagonisti del film.

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Che dire di questo modello? Innanzitutto, possiamo affermare che, trattandosi di una Cadillac 1959, per di più in versione ambulanza basata sul telaio della limousine, è un grande modello. Grande nel senso che è enorme, davvero! Calcolando inoltre che è montato su una base e che davanti a lui vanno ancora fissati i personaggi, lo spazio occupato è veramente parecchio.

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Già la scatola è di dimensioni superiori al normale: una volta aperto l’astuccio in cartone, troviamo un “guscio” in polistirolo che copre la macchina, fissata su una base in plastica nera. In appositi vani ricavati nel polistirolo sono sistemati, in blister trasparenti, il portapacchi, la barella, la scala, i tubi laterali e  i quattro personaggi. Il montaggio è semplice, ma non manca un dettagliato foglio di istruzioni. Con un po’ di pazienza, una volta sistemati tutti i pezzi e fissati i figurini, si ottiene quindi un piccolo diorama di grande effetto scenografico.

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Risultano soltanto un po’ fastidiose le grosse “colonne” su cui è fissato il modello, che oltretutto non tocca la base con le ruote. Un sistema di fissaggio meno invasivo avrebbe sicuramente giovato.
Il modello è veramente ben fatto. La verniciatura è perfettamente lucida, le cromature sono molto brillanti, e la linea, manco a dirlo, è perfettamente riprodotta.

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Com’è logico aspettarsi il modello è dotato di sei aperture, che presentano spazi molto fini. Attenzione però ad aprire le portiere: la cornice del finestrino (realizzata in plastica) è molto sottile e potrebbe rompersi se utilizzata per aprire le porte stesse. Meglio aprire usando le maniglie.

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Molto belli i finestrini parzialmente oscurati, come nella vettura reale. Non male la fanaleria anteriore, piuttosto realistica: solo le quattro luci di profondità montate nel paraurti risultano un poco piatte, ma l’aspetto generale è buono.

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Belle anche le ruote, con pneumatici di larghezza corretta e dotati di fascia bianca laterale. Sulle portiere è tampografato il classico logo del fantasmino “barrato” dal segnale di divieto: le enormi pinne rosse completano la fiancata. Da notare la fascia cromata sul brancardo: non è applicata a parte, ma realizzata con un sottile foglio cromato.

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Non male anche la riproduzione del propulsore che si può osservare aprendo il grosso cofano anteriore: non manca nulla. Quello che comunque colpisce di più è la ricchezza dei particolari: confrontando il modello con le foto della vettura originale nulla è stato dimenticato, dalle lunghe antenne fissate sulla carrozzeria alle due piccole luci stroboscopiche sulla calandra, passando per i tergicristalli in fotoincisione per arrivare all’incredibile quantità di oggetti “tecnologici” fissati sul portapacchi. Antennine, tubi, cavi, condotti e ventole si alternano a luci blu o rosse, lampeggianti, fari.

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Ogni pezzo è dotato di scritte e segnali di pericolo tampografati o resi con piccole decal. Completano il quadro le due barre lampeggianti blu (che lasciano intravedere i fari girevoli in esse contenuti) identiche a quelle delle vetture della polizia dell’epoca e la grossa sirena che nel film aveva un caratteristico suono gracchiante.

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Osservando gli interni, poi, ci si perde ad osservare l’incredibile quantità di strumenti stipati nell’abitacolo: computer, oscilloscopi, tastiere, manopole e bottoni dalla funzione misteriosa (tanto più che nel film l’attrezzatura presente sulla macchina non viene mai utilizzata).

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Il posto guida ha il pavimento rivestito di moquette ed un cruscotto abbastanza ben dettagliato. Solo il volante ha la corona un po’ spessa. Nel vano posteriore non manca la barella, ben dettagliata, che nel film viene modificata per diventare il sostegno per gli zaini protonici dell’equipaggio.

ecto-1_spangler+wenkmanecto-1_zeddemore+stantzA proposito di equipaggio: i quattro figurini presentano un livello di dettaglio all’altezza del resto del modello. Le uniformi, simili a quelle dei vigili del fuoco americani, sono del giusto colore e presentano all’altezza del taschino la fascia nera contenente il nome del personaggio. Tutti portano lo zaino protonico (molto dettagliato) sulle spalle e imbracciano il fucile a particelle: i tubi di raccordo sono realizzati in materiale morbido. Sul fianco sinistro di ognuno pende la “trappola” e sul destro il “rilevatore di energia psicocinetica”. Il dottor Stantz/Aykroyd porta sul capo gli occhiali per la visione notturna. I colori ed i particolari sono ben riprodotti ma, stranamente, sulla spalla destra dell’uniforme non è stato riportato il logo del fantasmino.

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La fisionomia dei personaggi è abbastanza azzeccata, in particolare per quanto riguarda Spangler/Ramis e Zeddemore/Huston. Il meno somigliante è Stantz/Aykroyd, il cui sguardo è diverso da quello del celebre attore. In ogni caso, un buon modellista potrà, con colori e pennelli, rimediare facilmente. Comunque, a meno che non si sia fanatici di action-figures, ci si può tranquillamente dichiarare soddisfatti anche di questi quattro personaggi.

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Ricapitolando: il modello è bello, i personaggi simpatici, la tiratura limitata, il film indimenticabile… ce n’è abbastanza per iniziare a liberare un po’ di spazio nella vetrina!

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