DNA Collectibles Microcars 1/18

Il DNA del collezionista ci fa esultare quando nasce un marchio nuovo e questo prende la direzione di un fabbricante di modelli quanto meno insoliti. Ed è proprio quella la strada che sembrano aver preso alla DNA Collectibles (https://www.dnacollectibles.com/, che si presentano alla ribalta con appaganti miniature finora trascurate dagli altri produttori.

La curiosa linea della Fuldamobil S6 è perfettamente resa da DNA Collectibles in 1:18

Our collector’s DNA makes us rejoice the birth of a new brand especially when this takes the direction of a manufacturer of models at least unusual. And it is precisely that the direction that seem to have taken by DNA Collectibles (https://www.dnacollectibles.com/), which occurs in the limelight with rewarding model cars so far neglected by other producers.

L’aria simpatica della Mazda R360 coupé è ben riuscita grazie a DNA Collectibles

Abbiamo il piacere di esaminare la Mazda R360 coupé 1960 e la Fuldamobil S6 del 1956. La Mazda R360 è la prima automobile costruita dal Gruppo Toyo Kogyo di Hiroshima, nato nel 1920 e già produttore, fin dagli anni ’30, di apprezzati motocarri a tre ruote, e di un piccolo camioncino apparso nel 1958. Per inciso le Mazda R360 coupé e berlina, insieme a una Subaru 360, furono le prime auto giapponesi esposte al Salone internazionale di Torino, nel 1962.

Sopra: un’immagine da catalogo dell’auto vera, sotto la vista del modello in scala 1:18

Il modello è dotato di 4 paraspruzzi di plastica molto realistici, quelli dietro col logo Mazda del tempo

We are pleased to review the 1960 Mazda R360 Coupe and the Fuldamobil S6 of 1956 models. The Mazda R360 is the first car built by Toyo Kogyo Group of Hiroshima, born in 1920 and producer, since the ‘ 30, of three-wheeled light commercial vehicles, and of a small pickup truck appeared in 1958. Incidentally the Mazda R360 Coupe and sedan, along with a Subaru 360, were the first Japanese cars exhibited at the international exhibition in Turin, in 1962.

Una vista frontale di una Fuldamobil S4, praticamente identica alla S6 tranne che per il lunotto

Nella vista laterale si evidenzia lo strano taglio delle porte, che richiedeva agilità per salire a bordo

La Fuldamobil fa parte di quella schiera di microvetture chiamate anche ‘bubble cars’ per la forma spesso ovoidale. Per quanto dal primo prototipo alle ultime costruite fossero passati ben 19 anni, la sua produzione fu sempre alquanto limitata, con circa 2900 vetture in totale. La S6 del 1956-57, ad esempio, fu prodotta in appena 123 esemplari. Fu anche l’ultima Fuldamobil in alluminio: il modello seguente fu realizzato con carrozzeria di materia plastica. Mossa da un piccolo motore di 191cc, poteva avere 3 o 4 ruote. Fu costruita su licenza nel Regno Unito col nome Noble, in Olanda come ‘Bambino’, in Svezia come ‘Fram-King’, in Argentina e Cile come ‘Bambi’, in Grecia coi nomi ‘Alta’ e ‘Attica’, e perfino in Rhodesia e in India, ma sempre in piccoli quantitativi.

Piccola splendida fotoincisione del marchio Fuldamobil verniciata in quadricromia

The Fuldamobil is part of that group of micro cars also called ‘bubble car’ for their ovoid shape. As from the first prototype to the latest built 19 years had passed, its output was always somewhat limited, with about 2900 cars in total. The S6 of the 1956-57, for example, was produced in just 123. Driven by a small engine connected to 3 or 4 wheels, it had only 191cc of displacement. It was also the last aluminium Fuldamobil: its bodywork was afterwords made with plastic .

Vista dall’alto della forma a uovo della vettura. Il motore era posteriore come sulla Mazda

Con le ruote posteriori gemellate si evitava il differenziale

Ciò che sorprende a prima vista osservando la Fuldamobil sono le due dimensioni: per essere una microcar sembra troppo grande ma ciò è dovuto alla scarsa dimestichezza che abbiamo con l’auto vera, di fatto vista solo in qualche museo tedesco. In effetti la Fuldamobil risultava addirittura 50mm più lunga di una NSU Prinz II/III, il che rende corretti i 172 mm circa di lunghezza del modello. Le auto ricche di rotondità non sono mai facili da riprodurre e per questo motivo chapeau al modellista che ha miniaturizzato la S6. Anche la coda rastremata appare perfetta. Gli interni sono anche ben fatti, con decalcomanie (un po’ troppo lucide, però) che rendono la stoffa e i rivestimenti di tipo ‘scozzese’ della vettura reale.

Essendo chiuso, gli interni sono visibili con un po’ di difficoltà, ma sono perfetti

Secondo la tendenza attuale i dettagli sul fondo del modello sono ridotti al minimo. Balza all’occhio il curioso fissaggio delle ruote su 4 pilastrini (si è scelta una S6 con 4 ruote) tenuti con piccoli semiassi singoli anziché lunghi assi passanti. Peccato siano stati bloccati molto stretti e gli pneumatici girano a stento sui cerchioni che restano fissi.

La forma posteriore affusolata evoca una velocità che l’auto vera non aveva…

La vista posteriore dell’auto vera (sotto) mostra la qualità della riproduzione DNA Collectibles

Costruzione tradizionale per la Mazda R360 coupé nella quale le ruote sono libere di girare su lunghi assali passanti. Su questo modello la difficoltà maggiore probabilmente è stata la resa del bel lunotto panoramico e del simpatico musetto arrotondato, ma la cosa è riuscita perfettamente. Gli interni della Mazda erano meno ricercati di quelli della Fuldamobil, ma sono comunque rispettati gli accostamenti di colore originali e dall’ampia superficie finestrata è possibile osservare anche i curiosi pedali sospesi con i caratteristici lunghi rinvii.

Gli interni della Mazda sono abbastanza visibili attraverso il grande lunotto

I paraspruzzi donano un innegabile realismo al modello

Piuttosto inconsueta la confezione: il modello è ancorato alla solita basetta, ma è privo di una vetrinetta di protezione. Al suo posto vi è un complesso sistema di blocchetti di polistirolo che occorre sistemare con attenzione se si vuol guardare la miniatura e poi rimetterla nella scatola. In compenso la scatola viene ospitata in un curioso sacchetto nero di tessuto.

L’origine giapponese della vettura è richiamata dalle cornici dei fari

Vista l’ottima resa dei primi modelli non possiamo che augurare a DNA Collectibles di continuare a scegliere vetture non troppo inflazionate quand’anche piuttosto curiose.

Buone le proporzioni sotto ogni angolo di vista

Per la cronaca non sono molti i modelli di Fuldamobil e di Mazda R360 disponibili per il collezionista. Della prima ci risulta solo uno speciale di resina di Budig (esiste un’altra Fuldamobil in white metal, ma è una S7), mentre della seconda, ad eccezione di una recente miniatura Ebbro, si contano un eccellente giocattolo Bandai in scala 1:20 circa, una miniatura in 1:43 della Asahi, un giocattolo di plastica con motore a volano e un kit della Arii in scala 1:32.

Una Fuldamobil S6 con tetto apribile e (sotto) il modello Budig in scala 1:43

 

La foto del modello e dell’auto vera dimostrano l’ottimo lavoro di DNA Collectibles

Tutto sommato anche il giocattolo d’epoca della Bandai non era affatto male per i suoi tempi

Mazda R360 coupé 1960 in scatola di montaggio Arii, scala 1:32

Modellino Asahi, in scala 1:40 circa, oggi molto raro

Ben riuscito il modello Ebbro in scala 1:43

Una curiosità questa Mazda di marca sconosciuta con fondo in lamierino e motore a frizione

468 ad