Dino 308 GT4 – Hot Wheels Elite scala 1 : 18

Presentata dalla Ferrari al Salone di Parigi del 1973, la Dino 308 GT4 era stata concepita come erede della Dino 246 GT; la vettura non utilizzò il marchio Ferrari, ma mantenne il logo Dino che all’epoca caratterizzava le Ferrari “piccole”. Era un coupé 2+2 a motore posteriore-centrale dalla meccanica piuttosto raffinata: il motore era un nuovo V8 di 2.926 cm3 con distribuzione bialbero per ogni bancata che, alimentato da 4 carburatori a doppio corpo, erogava 255 cv a 7.600 giri. Il telaio era a traliccio centrale, le sospensioni a ruote indipendenti con triangoli sovrapposti ed i freni potevano contare su  4 dischi autoventilanti. Il cambio era manuale a 5 rapporti con differenziale autobloccante. La velocità massima era di circa 250 km/h.

Foto di Andrea Torchio

Dino-308_copertina

Il disegno della carrozzeria venne affidato, caso unico, a Bertone. Lo stilista torinese realizzò una vettura dalle linee squadrate e tese ma nel contempo poco armoniose, lontane dai canoni  classici della Ferrari e che forse in alcuni particolari ricordavano un po’ troppo la Lamborghini Urraco. Per questi motivi i Ferraristi non accolsero con molto calore la nuova creazione del Cavallino, considerandola per lungo tempo una tra le Ferrari meno riuscite. In più, nel 1975, a causa della crisi petrolifera e della elevata tassazione sulle vetture superiori ai due litr di cilindrata, la Ferrari  presentò la 208 GT4, identica alla 308, ma con motore due litri sviluppante solo 177 cv, cosa che fece ulteriormente scendere l’indice di gradimento del modello. Neanche l’adozione, nel 1976, del logo del Cavallino al posto di quello Dino (che restò solo nel nome della due litri, denominata quindi Ferrari Dino 208 GT4) riuscì a rilanciare il modello. La vettura restò in produzione fino alla fine del 1980.

Dino-308_muso

Dino-308_codaLa Dino 308 GT4 ha avuto il merito di  avere inaugurato la felice serie dei motori 8V, ancora oggi colonna portante, insieme ai 12 cilindri, della produzione Ferrari; inoltre, col senno di poi, possiamo affermare che il lavoro di Bertone, condizionato com’era dal passo e dalle caratteristiche della vettura, non fu affatto male e che la linea della vettura, in realtà, è piuttosto piacevole. All’epoca  la Dino 308 GT4 fu scelta da parecchi personaggi dello spettacolo, proprio per la sua particolarità. Primo fra tutti Elvis Presley, che ne volle una nera con ruote in lega con disegno a raggi. E proprio questa vettura, per prima, è stata riprodotta dalla Hot Wheels nella serie Elite, in scala 1:18. Ora, a distanza di alcuni mesi, è stata presentata anche la versione “normale” della 308 GT4, disponibile in rosso oppure in livrea bicolore grigio metallizzato/nero.

Dino-308_trqmuso

Dino-308_trqcoda

Il modello della Hot Wheels Elite è piuttosto interessante, visto che si tratta di un inedito in questa scala. È confezionato in una scatola di cartone tutta chiusa, contenente il pratico “cofanetto” in polistirolo nel quale la miniatura è annegata. Una volta liberato dall’imballo, il modello si  presenta bene, sfoggiando una linea ben proporzionata ed una verniciatura lucente, anche se un pelo troppo spessa sulla parte superiore della carrozzeria, tanto da nascondere leggermente le scanalature dei fari.

Dino-308_fiancodxDino-308_fiancosx

Le aperture sono cinque, visto che anche il piccolo vano bagagli dietro al motore è apribile. Le ruote sono sterzanti. I fari a scomparsa purtroppo non sono apribili, ma il muso è comunque caratterizzato dalle luci di posizione con lente trasparente e dalle luci di profondità incassate sotto il paraurti, dotate di buona profondità. Peccato però per il logo Dino sul bordo del muso, che è profondamente incavato anziché a filo della carrozzeria.

Dino-308_aperta

Aprire il cofano anteriore (con griglia applicata e passante) è piuttosto difficoltoso, perché l’assemblaggio è molto accurato e lascia tra le parti mobili fessure molto esigue; conviene aiutarsi con la punta di uno stuzzicadenti per fare leva. Il vano che si scopre, seppur spartano e spoglio, è ben riprodotto. Si possono osservare il radiatore, i manicotti dell’acqua, la sacca del liquido lavavetri… Perfino la batteria, marchiata Champion, ha i suoi cablaggi. Stranamente, però, è assente la ruota di scorta. Passando oltre, si notano subito i tergicristalli realizzati in fotoincisione: la spazzola, però, è un po’ troppo grande e larga, e costringe il braccio ad una curva innaturale. La cornice del parabrezza, ottenuta applicando una decalcomania cromata sul metallo, presenta qualche bollicina e imperfezione. Sarebbe stato meglio realizzarla con una cornice in plastica montata a parte.

Dino-308_vano-ant

Dino-308_tergi-e-cornice

Le porte hanno, come di consueto, il finestrino semi aperto, per facilitarne l’apertura. Le maniglie portiera rettangolari sono applicate. Gli interni, in color “biscotto”, sono di ottima fattura: é bella la riproduzione del cruscotto, finemente replicato e belli anche i sedili con cintura di sicurezza “ventrale”, tipicamente anni ’70, in vero tessuto e con fibbie fotoincise. Sono riprodotti con la tecnica della fotoincisione anche i due posacenere, la cornice dell’autoradio e il selettore del cambio. Il colore dei rivestimenti interni rende bene l’effetto pelle. Il pavimento non è più floccato: la moquette è resa con la nuova verniciatura opaca e “ruvida” tipica degli ultimi modelli Elite. L’effetto è buono e la scala è rispettata, ma la morbidezza della moquette “vera” era più piacevole. Sono ben fatti anche i pannelli delle porte, le bocchette di areazione (con il pernetto di apertura dipinto in giallo) e le cornici dei vetri laterali cromate.

Dino-308_cruscotto

Aprendo Il cofano motore possiamo osservare un’accurata riproduzione del propulsore. Certo non se ne vede moltissimo, data la particolare conformazione del cofano (l’accessibilità meccanica non era certo un punto forte di questa vettura) ma quello che si può vedere è ben fatto e realizzato nella giusta colorazione. Non mancano i cablaggi e le targhette ed è persino visibile l’astina per il controllo del livello dell’olio. Il vano bagagli, che si apre senza interferire nel cofano motore, è interamente verniciato in nero con effetto moquette. Sul corto cofano è posta la targhetta “Dino GT” realizzata con una fotoincisione adesiva. Stranamente manca il “4”….

Dino-308_motore

Dino-308_fanaleria-post

La coda presenta una bella riproduzione della particolare fanaleria posteriore, ed i quattro scarichi perfettamente allineati. Le ruote sono del giusto diametro ed abbastanza dettagliate anche se manca la valvola di gonfiaggio. Il fondo del modello non é particolarmenter dettagliato..

Dino-308_ruota

Dino-308_fondo

In conclusione, una riproduzione interessante che colma un vuoto decennale nella collezione degli appassionati, ma se avesse avuto qualche dettaglio in più sarebbe stata ancora più soddisfacente.

 110349_car

La Dino 208  GT4  durante il Ferrari Tribute Targa Florio  2011


 

468 ad