La Chevrolet Corvair
La Chevolet Corvair venne presentata nel 1960 e nel 2010 ha compiuto i suoi primi 50 anni. Le dedichiamo un articolo che permette di conoscere meglio un’autovettura molto moderna per l’epoca anche molto criticata a causa di problemi sulla sicurezza e sul comportamento stradale.

La Chevrolet Corvair in un’immagine pubblicitaria del 1960

Chevrolet Corvair 1960, Lone Star, 1/50
La ‘vedette’ di tutti i Saloni del 1960 fu un’auto americana con motore posteriore raffreddato ad aria. Una berlina compatta, dalle dimensioni quasi europee con una estetica così pura e rivoluzionaria da influenzare più di un fabbricante che ne avrebbe imitato la linea: la Chevrolet Corvair.Già nel 1948 la General Motors si era baloccata con prototipi di auto di medie dimensioni a motore posteriore, ma le vendite dei modelli tradizionali andavano così bene da sconsigliare il colosso a metterle in produzione. Nel corso degli anni, però, le vendite negli Stati Uniti di una piccola e modesta vettura d’importazione mossa da un motore posteriore raffreddato ad aria crebbero al punto da impensierire anche i grandi costruttori americani. L’importazione di Volkswagen stava aumentando in modo preoccupante e il motivo era che il Maggiolino costituiva un mezzo di trasporto economico nell’acquisto e nei costi di gestione e la qualità e la robustezza chegli americani ottenevano in cambio di pochi dollari erano proverbiali.
Chevrolet Corvair 1960, Dinky Toys France, 1/43
Con la crisi del 1958 (quella che uccise sul nascere la Edsel) era assolutamente necessario che i fabbricanti americani proponessero qualcosa di più piccolo ed economico. La Chevrolet aveva ricominciato a studiare una vettura compatta già nel 1957, scegliendo di combattere la Volkswagen sul suo stesso terreno, cioè con una non convenzionale vettura a motore posteriore. Ma alla moda americana: i cilindri erano 6 invece di quattro, (per collaudarlo adoperarono una Porsche 356 opportunamente modificata) i posti erano 6 e la lunghezza della piccola era 50 centimetri maggiore di quella del Maggiolino, per non parlare della larghezza. Alla fine del 1959 la vettura fu presentata come modello 1960. Aveva un 6 cilindri di 2287cc e una potenza di 81 cv, le sospensioni a 4 ruote indipendenti e una linea mozzafiato.
Chevrolet Corvair 1960, Corgi Toys, 1/43
Chevrolet Corvair 1962, Gorgo (Argentina), 1/40 circa

La Chevrolet Corvair Monza in una foto ufficiale del 1962
Chevrolet Corvair Monza 1962, AMT promozionale, 1/25
Chevrolet Corvair Monza 1962, Norev, 1/43
Chevrolet Corvair Monza Los Angeles Fire Chief, Eligor, 1/43
Chevrolet Corvair Monza, Eligor, 1/43
Chevrolet Corvair Monza, Franklin Mint, 1/24
Chevrolet Corvair Monza 1964, Dinky Toys Hong Kong, 1/42
Disponibile subito anche come grazioso coupé a 5 posti, la Corvair ebbe successo di critica e di pubblico, ma non era esente da difetti. Finiture spartane, cambio automatico a soli due rapporti, bagagliaio insufficiente per 6 persone. Tanto è vero che già il modello 1961 presentava uno stampaggio della lamiera frontale meno concavo per guadagnare qualche centimetro di spazio nel cofano bagagli, e la ruota di scorta venne spostata nel vano motore, visto che altrimenti occupava quasi tutto lo spazio davanti, aggravando la già sbilanciata distribuzione dei pesi della vettura.
1961 Corvair Lakewood Station Wagon
Chevrolet Corvair Lakewood 1961, Hubley, 1/35 circa
Vennero presentati anche uno spider e una Station Wagon, il modello Lakewood, che riscosse un successo così misero da sparire dal listino nel giro di due anni. L’americano medio, abituato ai ponti rigidi posteriori con le balestre, ebbe qualche difficoltà a guidare una vettura col motore a sbalzo oltre le ruote posteriori e a domare i semiassi oscillanti che nelle curve prese in velocità potevano dare, oltre al tipico sottosterzo, qualche reazione imprevista. Ciò poteva accadere anche con il Maggiolino, ma il suo passo ridotto (2400mm invece di 2743), le carreggiate più strette, il minor peso dietro e la potenza di gran lunga inferiore, non causarono mai gli stessi problemi e gli stessi incidenti che potevano verificarsi su una Corvair guidata male.
Chevrolet Corvair 1960, Ingap, 1/87
Chevrolet Corvair 1960, Franklin Mint, 1/43
Chevrolet Corvair 1960, Shioji (SSS), tinplate 1/25 circa
Chevrolet Corvair 1960, Bandai, 1/20
E che la causa degli incidenti fossero spesso gli autisti maldestri poco importava a Ralph Nader, che, puntando la sua accusa su questa vettura, iniziò una battaglia senza precedenti per ottenere auto più sicure. Alla Chevrolet sottovalutarono la faccenda e solo con il modello 1965, completamente ridisegnato, furono presi seri provvedimenti per migliorare il retrotreno della Corvair con nuovi semiassi a doppio snodo che, riducendo gli angoli di camber in curva eliminavano buona parte del rischio di scodate improvvise. Era già troppo tardi.
Chevrolet Corvair Monza Spider 1965
Chevrolet Corvair Monza 1967, Brooklin, 1/43
Sebbene la berlina a 4 porte avesse guadagnato magnifico un look da hardtop senza il montante centrale, e coupé e spider fossero quasi a livello di una Gran Turismo europea, le vendite cominciarono a calare.
Poco importa che fossero stati offerti nuovi motori (un 2800 da 120 cv, e poi una versione con compressore dello stesso che arrivava a 150): la flessione delle vendite fu evidente e dopo meno di tre anni la berlina chiuse ingloriosamente la sua carriera mentre coupé e spider, forti di una versione “Corsa” con uno dei primi motori equipaggiati con il Turbo e una potenza di 180 cv restarono in listino fino al 1969. Il modello che già da tempo la dirigenza General Motors aveva affiancato alla Corvair (la Chevy II) era tornato al motore anteriore con trazione posteriore tramite il tradizionale ponte rigido con balestre…
Chevrolet Corvair Monza 1969, AMT kit, 1/25
Chevrolet Corvair Monza 1969, AMT kit, 1/25
Chevrolet Corvair Monza 1965, AMT promozionale, 1/25
Chevrolet Corvair Monza 1965, Sabra, 1/43
Chevrolet Corvair Monza 1965, ATC-Asahi, 1/28 circa
A parte i kit e i promozionali in plastica in scala 1/25 subito offerti in America al lancio della vettura, furono gli europei, deliziati dalla bella linea della Corvair a tributarle subito un omaggio. Corgi Toys, con un delicato modello con cofano motore apribile, Lone Star, con un modellino un po’ semplificato in scala 1/50, Dinky Toys francese e perfino la italiana Ingap con una microvettura in 1/87 furono tra le prime miniature della vettura americana. Seguite poco più di un anno dopo dalla Norev che aveva scelto il coupé Monza per il suo modellino in 1/43, mentre la Hubley mise in commercio una Lakewood Station Wagon troppo semplificata per poter veramente piacere e in una scala difforme dall’1/43 (era in 1/36 circa). Da ricordare anche la Monza coupé in scala 1/42 realizzata dalla Dinky Toys di Hong Kong e facente parte di un gruppetto di 6 auto americane. In Giappone fu oggetto di riproduzioni in latta fra le quali ricordiamo il modello Bandai.
Chevrolet Corvair Monza spider 1965, Yatming, 1/43
Chevrolet Corvair Monza spider 1965, Yatming, 1/18
Chevrolet Corvair Monza spider 1965, Yatming, 1/18
La Corvair seconda serie fu all’epoca ricordata – a parte i kit e i promozionali in 1/25 – solo dalla Sabra/Cragstan, con un modello in scala 1/43 semplice ma abbastanza riuscito. La spider ci è stata invece proposta qualche anno fa dalla Yatming, sia nella popolare scala 1/43 che nella nuova scala 1/18, oggi definitivamente affermata, mentre Eligor aveva messo in catalogo la Monza del 1962 ricavata dallo stampo Norev e affiancata da qualche improbabile versione polizia o pompieri. L’americana Franklin Mint preferì una Monza coupé in scala 1/24 e mise in catalogo una Corvair berlina del 1960 con quattro porte apribili, ma non certo irresistibile, però in scala 1/43.
1962 Corvair Monza GT concept car
Chevrolet Corvair Monza GT concept car, Tekno, 1/43
Chevrolet Corvair Monza GT, Eidai Grip, 1/28
Recentemente una Monza 1962 è apparsa in scala 1/64 della serie di Johnny Lightning e una Monza 1967 è stata riprodotta da Brooklin.
Da ricordare infine che Tekno e Eidai Grip riprodussero una particolare Showcar, la Monza GT, realizzata in esemplare unico, così come la Politoys Export che mise in catalogo la estrosa Corvair Testudo carrozzata da Bertone.
Chevrolet Corvair Monza, Racing Champions, 1/64
Chevrolet Corvair Monza, Johnny Lightning, 1/64
Bertone Corvair Testudo, Politoys Export, 1/43






![Corvair_001[1]](http://farm5.static.flickr.com/4009/4473130107_89fb8bc37b.jpg)





























