Bugatti tipo 57 SC Atlantic 1936 – Solido 1 : 18

Questa automobile non ha bisogno di presentazioni: per molti è da considerare la vettura più bella mai costruita. Nata nel 1936, la sua linea meravigliosa si deve al genio creativo di Jean Bugatti, figlio di Ettore, fondatore della Casa. La storia del coupé Atlantic inizia nel 1935, al salone di Parigi di quell’anno. Nello stand Bugatti fu esposta una vettura mai vista, dalla linea audace e filante, spiccatamente influenzata sia dall’Art Decò che dal mondo aeronautico, caratterizzata da una “cresta” che percorreva tutta la lunghezza della carrozzeria. Era l’Aérolithe, costruita con una particolare lega di magnesio, l’electron, che la rendeva estremamente leggera. Il problema, però, era che l’electron era sì leggero ma anche estremamente infiammabile, tanto da rendere impossibili le saldature. Ed ecco il motivo di quella caratteristica cresta, che serviva, mediante migliaia di rivetti, a tenere letteralmente insieme la carrozzeria. Visto l’enorme successo della vettura, Bugatti decise di produrne una piccola serie: nacque così la Atlantic, basata sul telaio 57 S (Surbaissé, ovvero abbassato). Il corpo vettura questa volta era in alluminio, ma la caratteristica cresta rivettata rimase come elemento di stile.

This car needs no introduction: for many it is to be considered the most beautiful car ever built. Founded in 1936, its wonderful line is due to the creative genius of Jean Bugatti, son of Ettore, founder of the House. The history of the Atlantic coupe begins in 1935, at the Paris Motor Show that year. In the Bugatti booth was exhibited a car never seen before, with a bold and racy line, strongly influenced both by the Art Decò and by the aeronautical world, characterized by a “crest” that ran along the entire length of the bodywork. It was the Aérolithe, built with a particular magnesium alloy, the electron, which made it extremely light. The problem, however, was that the electron was so light but also extremely flammable, so as to make welding impossible. And here is the reason for that characteristic ridge, which served, through thousands of rivets, to literally hold the bodywork together. Given the enormous success of the car, Bugatti decided to produce a small series: the Atlantic was born, based on the 57 S chassis (Surbaissé, or lowered). The bodywork this time was in aluminum, but the characteristic riveted ridge remained as an element of style.

Soltanto quattro vetture, diverse tra loro in alcuni particolari, vennero prodotte tra il 1936 e il 1938: la prima, azzurra metallizzata, venne acquistata dal banchiere Rotschild, ed è arrivata intatta ai giorni nostri; la terza, venduta al francese Holzschuh, venne distrutta nel 1955 in un incidente dal secondo proprietario (è stata recentemente ricostruita); la quarta, venduta al miliardario inglese Richard Pope nel 1938, in origine blu con ruote a raggi (come il nostro modello!), è quella attualmente di proprietà di Ralph Lauren, restaurata in nero. La seconda Atlantic, vettura personale di Jean Bugatti e utilizzata per le esposizioni, detta “La Voiture Noire”, andò perduta durante la guerra: probabilmente nascosta per impedire che fosse requisita dalle truppe tedesche, non venne mai ritrovata.

Il modello Solido è come al solito ben fatto, anche se dichiaratamente economico: la verniciatura è comunque di buon livello e la riproduzione della linea è azzeccata. In più, sono presenti le portiere apribili, dettaglio questo che ultimamente sta andando verso l’estinzione… Alcuni particolari, inoltre, denotano una cura notevole nella riproduzione, difficile da trovare su modelli dello stesso livello.


Ad esempio, come non notare le bellissime ruote a raggi, molto fini? Altre Case ben più blasonate e care (vedi Minichamps) non sono arrivate a questo livello nelle loro ultime riproduzioni. Stesso discorso per le griglie laterali del cofano, che sembrano fotoincisioni (ma non lo sono) e danno un aspetto estremamente realistico.

La vista frontale mette in evidenza la bella fanaleria, ed anche la sottile griglia traforata applicata sulla calandra, altro particolare di pregio. Il parabrezza sembra errato, perché nella vetttura vera la parte centrale che divideva il vetro faceva parte della “cresta” sulla carrozzeria, che continuava ininterrotta dal tetto al cofano. In realtà, lo stampo del parabrezza è correto: la parte centrale in rilievo (la cresta) è stata però erronamente dipinta in argento, e ai suoi lati i bordi (ben delineati) della cornice del vetro sono stati lasciati trasparenti. Se siete degli amanti del fai-da-te modellistico, vi consigliamo di verniciare in tinta con il corpo vettura l’asta centrale e di dipingere in argento le due porzioni di cornice ai lati dell’asta stessa. Un lavoro da pochi minuti che può migliorare l’aspetto del modello.

Belli anche i sei sottili tubi di scarico, forati ed anneriti all’interno, che sporgono da sotto la coda, ed il tappo del serbatoio cromato ed applicato a parte. Meno belli sono i fanalini posteriori, semplicemente dipinti; avremmo preferito delle lenti in plastica colorata.

Come già detto, il modello ha le portiere apribili grazie a due cardini dal funzionamento realistico, ma purtroppo un po’ sovradimensionati. Sempre meglio, però, di antiestetiche cerniere a “zampa di cane”…

Anche per gli interni, però, avremmo preferito una maggior cura. I sedili ed il volante sono di forma corretta (notare il lunghissimo piantone di sterzo) e sul cruscotto non sono state dimenticate le lunghe leve delle luci; Il cruscotto cerca di imitare il legno, la strumentazione è riprodotta con decals, ed anche la lunga leva del cambio è di forma corretta, ma nel complesso il tutto risulta un po’ semplificato: mancano, ad esempio, tutte le cornici interne dei vetri, nella realtà in legno pregiato, che non sono state neanche abbozzate nello stampo; il cruscotto è una semplice barretta priva di tridimensionalità e i pedali sono semplicemente stampati e dipinti sul fondo dell’abitacolo. La mancanza della moquette non è un problema, visto il prezzo del modello.

In conclusione, che senso ha questa Bugatti di Solido, visto che è una vettura già abbondandemente riprodotta con dovizia di particolari da CMC, AutoArt, BoS, Neo, Ilario? Ne ha molto, risponderemmo noi. Perché, a differenza dei modelli citati, questa Solido ha un rapporto qualità/prezzo eccezionale. È un bel modello, fa un’ottima figura su uno scaffale e, cosa per importante per molti, consente agli amanti di questa vettura di mettere in collezione una buona riproduzione ad un prezzo equivalente a circa un decimo (avete letto bene) di quello della corrispondente CMC. Se questo non è avere senso…

In una foto d’epoca, la 57SC Atlantic esposta nello stand Bugatti.
Probabilmente si tratta proprio della mitica e perduta Voiture Noire…

Per informazioni sui modelli in scala prodotti dalla Solido potete contattare la Mini Miniera, ai seguenti  recapiti: Contatti tel 0171344420 oppure miniminierasas@gmail.com– sito web www.miniminiera.com.

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