BoS FIAT 1100 Lusso 1959

Nel 1957, con l’introduzione della Fiat 1100/103 D la storica media di Casa Fiat aveva subito un profondo restyling, avvertibile soprattutto nella coda, dotata di piccole pinne, così di moda all’epoca, e una forma più squadrata del coperchio del baule, che aumentava la capacità.

In 1957 the new Fiat 1100/103 D introduced an heavy restyling to the old 1100, with a squared-off rear end that offered a bigger bonnet, flanked by small fins, so fashionable at the time. Brakes were vastly improved while the engine remained the old 1089cc unit but developed 43hp at 4800 rpm. The sporty 1100 TV was updated introducing the new 1200 Granluce, that was more powerful (55hp) thanks to a bigger 1221 engine but lacked the sporty appearance. Between the 1100/103 D and the 1200, Fiat added a new model: the 1100/103 H Lusso, or simply the “1100 Lusso”. Painted in two-tones this car had a more substantial grille, new wheel covers and new bumper overriders (rubber covered), had revised interiors with divided front seats and the engine was capable of 50hp at 5200 rpm, all obtained with just a small increase of purchasing price.

Una vera 1100/103 H Lusso negli stessi colori proposti dal modello BoS

La Fiat 1100 Lusso della BoS in scala 1:18

Il motore restava il classico 1089cc potenziato però a 43 CV DIN a 4800 giri e l’impianto frenante, vero tallone d’Achille della vecchia 1100/103, completamente rivisto.

Scompariva di fatto la vecchia 1100 TV, sostituita dalla 1200 Granluce, che aveva a disposizione un motore più grande (1221cc) e potenza maggiore di 55 CV, senza però avere la stessa grinta sportiva della celebre Turismo Veloce.

Ancora una vista dell’auto vera in una foto d’epoca

Il cruscotto della Fiat 1100 Lusso

Tra le due auto, nel 1959, Fiat inserì un nuovo modello chiamato 1100/103 H Lusso, o semplicemente 1100 Lusso. La vettura si distingueva per il bicolore del tetto che si ripeteva in una fascia sulla fiancata delimitata da due sottili cromature. Una calandra a riquadri, di aspetto più sostanzioso di quella montata sulla ‘D’, copriruota differenti e grandi rostri gommati ai paraurti completavano l’aspetto esterno, mentre all’interno si notavano le poltroncine anteriori singole con eleganti portadocumenti a rete sul dorso. La potenza del motore saliva a 50 CV  a 5200 giri, il tutto con una differenza di prezzo tutto sommato modesta: 1.050.000 lire contro il milione tondo della 1100/103 H.

La tedesca BoS (“Best of Show”), che ci ha già abituato a diversi modelli italiani in scala 1:18, ha pensato questa volta di offrire la 1100 Lusso nella sua abituale serie in resina al prezzo di 119,95 euro all’origine, che giudichiamo buono in relazione alla fattura e alla finizione della miniatura.

Vista posteriore del modello

Vista anteriore: si nota lo specchietto che era un accessorio non fornito di serie ai tempi della 1100

La fiancata mostra l’andamento della decal che crea l’effetto bicolore

Data la fame di vetture italiane dell’epoca si tratta di una scelta particolarmente apprezzabile, tanto più che si tratta proprio della Fiat 1100 italiana e non della NSU/Fiat 1100, che differiva dalla nostra per alcuni dettagli fra cui una pesante mascherina…

Diciamo subito che ci spiace non siano stati montati gli pneumatici con fianco bianco, tanto consoni alla 1100 Lusso da essere ordinati insieme all’auto nuova da buona parte della clientela. Per il resto siamo estasiati nel vedere una macchina così ben riprodotta. Davanti la mascherina è resa in fotoincisione, così da risultare pressoché perfetta ma giocoforza un pochino più piatta di una mascherina di fusione. Dietro le pinne, i fanali e le scritte sono venute molto bene (ma sul nostro esemplare la luce di targa destra non era perfettamente posizionata). Sotto si nota l’assenza di qualsivoglia riproduzione della meccanica, ad eccezione della marmitta, riportata, che spicca nella vista posteriore col dovuto rilievo.

Buono l’aspetto nella vista di 3/4 posteriore, se solo ci fossero anche le fasce bianche…

Semplice fondino, coi dati del modello e la marmitta applicata

La decalcomania che crea l’effetto bicolore sulla fiancata è contornata da due semplici filetti argentati che, anche in questo caso, hanno un aspetto un po’ piatto rispetto al volume della vettura, ma rispetta perfettamente la forma del baffo di vernice della vettura reale ed è completata dal logo della rondine iscritta in un cerchio realizzata con uno speciale adesivo cromato.

Alcuni dei dettagli migliori non sono visibili al colpo d’occhio. Per vedere gli interni, infatti, occorre affacciarsi ai finestrini. Si noterà la plancia verniciata nello stesso colore della carrozzeria principale, con posacenere cromato, strumento in plastica nera con contachilometri a nastro, poltroncine e pannelli porta in tono su tono, e perfino le reticelle dietro agli schienali chiaramente riprodotte.

Alle volte è un peccato che simili modelli non abbiano componenti mobili, tanto sono perfettamente realizzati gli interni…

Per noi il modello è promosso, diremmo quasi a pieni voti se avesse le fasce bianche alle ruote. Per chi non è convinto dobbiamo ricordare che la 1100 Lusso fu riprodotta in scala 1:41 soltanto dalla Politoys nella serie di plastica, con una certa cura nel realizzare le parti in bicolore, ma pur sempre con la fattura di un giocattolo molto lontano dalla perfezione di miniature attuali. Chi non trovasse il Politoys può optare per il modello cecoslovacco della KDN, prodotto con gli stessi stampi per un periodo molto lungo e ancora facilmente rintracciabile alle Borse specializzate. In scala 1:18 ricordiamo il modello artigianale di resina di Toscani, apprezzabile nelle proporzioni ma non nelle finiture, e comunque realizzato in piccolissime quantità.

La 1100 Lusso della Politoys di plastica, in scala 1:41

Il modello KDN in scala 1:41 era identico al Politoys salvo le decals sulle pinne e ruote diverse

Il modello realizzato in pochi esemplari da Toascani, in resina, scala 1:18

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