Borsa scambio di NOVEGRO – edizione del 16 giugno 2019

Si è appena conclusa l’edizione estiva della Borsa scambio di Novegro, un appuntamento alle volte un po’ trascurato dalla voglia di andare altrove, specialmente con una bella giornata come domenica 16.

The summer edition of the Novegro swap meeting exchange has just ended, an occasion that is sometimes overlooked by the desire to go elsewhere, especially with a nice sunny day like Sunday the 16th.

Non in questa edizione: i tavoli degli espositori erano tutti occupati e difficilmente un collezionista sarebbe potuto uscire a mani vuote senza aggiungere qualcosa alla sua raccolta, tanto materiale e di qualità si poteva vedere sui tavoli. Novegro è il posto in cui è ancora possibile stupirsi di vedere qualcosa di mai visto prima. Un esempio per tutti è una pregevole cabriolet di latta lunga una ventina di centimetri e di un bel colore blu metallizzato, con un simpatico musetto che ricorda quello di una Jowett Javelin inglese. Ma il modello è italianissimo, prodotto a Milano dalla G.E.M. (Giocattoli Elettro Meccanici) nei primi anni Cinquanta. Della G.E.M. si sa veramente poco. Anche il sito Rivarossi-memory, solitamente bene informato, ha delle lacune. Si sa solo che è una creatura di Francesco Biaggi, noto nel settore ferromodellistico per la sua vulcanica attività. Lui stesso produceva a suo nome eccellenti ferrovie di latta in scala ‘0’, ma grazie a lui sono sorti diversi piccoli fabbricanti di trenini elettrici, fra cui la G.E.M. che aveva una serie grande in scala ‘0’ e una serie piccola in scala ‘Ho’ (1:87).

Sull’unico catalogo conosciuto della serie grande gli unici pezzi non ferroviari sono due motoscafi e niente faceva presagire la presenza di un auto, per cui siamo debitori e ringraziamo l’amico Marco Benisi di avercela mostrata. I pezzi rari o curiosi non si fermano qui. 

Not in this edition: the exhibitors’ tables were all occupied and hardly a collector could have left empty-handed without adding something to his collection, so much material and quality could be seen on the tables. Novegro is the place where it is still possible to be surprised to see something never seen before. An example for all is a fine tin cabriolet about twenty centimeters long and of a beautiful blue metallic color, with a nice nose that recalls that of an English Jowett Javelin. But the model is actually Italian, produced in Milan by G.E.M. (Electro Mechanical Toys) in the early fifties. Of G.E.M. very little is known. Even the Rivarossi-memory site, usually well informed, has some gaps. We only know that it is a creature of Francesco Biaggi, known in the model railway sector for his volcanic activity. He himself produced excellent ‘0’ scale railroads with his name, but thanks to him several small manufacturers of electric trains have sprung up, including G.E.M. which had a large ‘0’ scale series and a small scale ‘Ho’ scale (1:87).

Meno comune dei ‘soliti’ Chevrolet è questo Bedford S “Falck Zonen” della danese Vilmer in scala 1:50

E altri pezzi di un indiscusso pregio si sono visti in altri tavoli, come ad esempio la cabriolet Ausonia della Ingat di Torino, da non confondere naturalmente con Ingap di Padova.

Cabriolet Ausonia, Ingat con motore a molla, 22 cm circa

Ambulanza Commer della Milton (India) in scala 1:43, evidente copia Corgi Toys)

  

Elegante cabriolet sportivo Ingap con guidatrice e cagnolino, in latta, lunghezza circa 18 cm

Dettaglio dei pupazzetti. Il cane a dire il vero sembra un grosso topo, ma è una coppia simpatica

Pesante cabriolet tipo Graham-Paige in ghisa con ruote in ottone e caucciù, marca UTF, USA

Gli unici carri armati che amiamo: quelli giocattolo. Qui un tavolo ben fornito

Fra gli oggetti visti c’é anche qualcosa a mezza via tra il soprammobile, la scatola e il modello: un autobus di quasi 70 cm prodotto in latta per le caramelle e cioccolatini Fidass di Castelnuovo Scrivia. Un grosso modello che non passa inosservato. Immaginarlo pieno di tanta roba buona….

La Edil Toys che conosciamo per i suoi pregevoli modelli in scala 1:43, si dedicava in precedenza alle scatole di costruzioni di plastica su modello dei Lego danesi. Ma non è facile trovarle. A Novegro abbiamo visto addirittura la cassetta n°5, di legno!

Questa Mercedes-Benz 300SL in pesante metallo cromato, faceva parte di una serie di modelli in scala 1:18 circa realizzata per il negozio di borse Spalding di New York. Vi era anche una Citroën DS19 e una Auto Union D da corsa.

Scatola di montaggio Solido con Rolls Royce in scala 1:43 e Simca Chambord in scala 1:36

Grossa auto sportiva TCO a metà strada fra una Alfa Romeo P2 e una Bugatti

Micropista inglese con pit-stop. Realizzata in latta da Fairlyte Mistery Race.

Lambretta 125C di Mercury in scala 1:32

 

Pistola Pussy 22 di Mercury, con la scatolina originale delle cartucce, molto rara

Ancora di Mercury il raro carro armato teleguidato, giocattolo che non si vede facilmente

Bella Karmann-Ghia 1200 di Atlas Verlag in scala 1:43

La KdF-Wagen della Distler d’anteguerra, poi prodotto come Volkswagen per molti anni

Imponente, bella e rara Rolls Royce Silver Cloud III della spagnola Sanchis

Chi non ha gli originali può ripiegare sui modelli da edicola, come questo Leyland Octopus

Scatolina completa con Maggiolino 2 vetrini in scala 1:87 spinto da un magnete

Un nuovo produttore si affaccia con una serie di modelli Fiat in scala 1:76. Si tratta di «Officina 942» e i suoi modelli sono proposti come blocchetti di alluminio verniciato, ruote fisse e aspetto piuttosto buono.

Da sinistra: Fia 1100 S MM, Fiat 500 B Topolino e Fiat 1100 BLR furgone

I modelli  fotografati sono ancora prototipi di preserie e quindi quelli definitivi potranno differire in qualche dettaglio, e saranno forniti di scatolina singola. Dovrebbero rendersi disponibili dopo l’estate. Si tratta di un’iniziativa di Alessandro Sannia che cerca distributori. Per informazioni: alessandro@ilcammello.it

Auto Montecarlo “la Sanclay”, in plastica, di produzione francese

Stupenda pista a 8 della Technofix in versione anteguerra ma fu prodotta anche dopo. Le due auto (a molla) si fermano alternativamente all’incrocio. Comandando una leva si blocca un modello e si fa partire l’altro e contemporaneamente il semaforo, alimentato da una batteria 4,5 volts dà luce verde o rossa a seconda della direzione.

Coperchio della scatola Technofix più vecchia

Alfa Romeo 2500SS Panoramica Zagato Johor Grand Prix 1953, Tron, 1:43

BMW V12 lmr 1999 art car Henny Holzer, Tron, 1:43

Concludiamo ancora con una perla anche se non è un automodello. Si tratta dell’ultima locomotiva della Bral di Milano, la S2 Pennsylvania Railroad. Presentata nel 1962, agli sgoccioli ormai della produzione nella grande scala ‘0’ (1:43), vi è qualche dubbio che sia stata realmente fabbricata in serie, visto che Bral chiuse il settore dei trenini nel 1963. Potrebbe trattarsi di un prototipo di preserie. Lo presentiamo per via del suo affascinante design.

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