Borsa di Novegro – 10 settembre 2017

L’appuntamento di fine estate per gli appassionati é quello di settembre a Novegro, di solito una edizione un po’ meno ricca di quella “natalizia”, ma non questa volta. La Borsa di modellismo di Novegro si è evoluta rispetto ai primi tempi in cui si vedevano solo auto e treni. Ora è un vero mercato del giocattolo che accontenta tutti i tipi di collezionismo, dalle bambole ai robot, dalle figurine per i bambini ai promozionali usati dai produttori di detersivi o formaggini.

The late summer event for fans is the one in September at Novegro, usually a slightly smaller edition than “Christmas”, but not this time. Novegro’s swap meeting has evolved from the early days when only cars and trains were seen. Now it is a real toy market that delivers all sorts of collectibles, from dolls to robots, from children’s figurines to promotions thinks used by manufacturers of detergents or cheese.

Un simpatico tavolo con bambole e qualche peluche

L’ampio corridoio centrale del capannone di Novegro

Naturalmente la parte del leone é sempre sostenuta dai giocattoli e dai modelli d’auto. Per questo è difficile uscire dalla Borsa a mani vuote… e cosa si possa trovare lo si vede su certi tavoli con veri pezzi da museo.

Of course, the lion’s part is always supported by toys and car models. That’s why it’s hard to get out of the bag empty-handed … and what can be found on certain tables it’s very rare and old.

Il nostro occhio si è posato su pezzi rari e curiosità che vi documentiamo grazie – é il caso di dirlo – anche alla cortesia dimostrata da molti espositori nel lasciar riprendere alcuni soggetti esposti.

Splendida Vespa a faro basso, di plastica, scala 1:18 circa, produttore sconosciuto, forse spagnolo

La vettura qui sopra merita due parole in più. E’ una sportiva un po’ futurista di grandi dimensioni (44 centimetri circa) prodotta dalla Antica Giocheria Spers, di Sori, in provincia di Genova all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento. Questa azienda produceva anche giocattoli come pistole di plastica e torchietti tipografici a caratteri mobili.

Piccola Porsche 356 pressofusa, marca AHI, scala 1:86 circa

Pubblicitario “Brueg” della AM-BO in latta, scala 1:48 circa, un pezzo molto raro

L’Aston Martin DB5 della Dalia-Solido, in 1:43, con la decal di “The Saint” sul cofano. Esposta d Marco Benisi.

Triciclo Bernardi 1896, Dugu, 1:43. La versione chiusa era riservata ai Soci del Club Dugu.

Trolleybus elettrico Eheim in scala 1:80, in confezione singola senza palificazione e linea aerea

Cose da turchi: autobus Magirus Deutz della Gürel, in latta, più o meno in scala 1:35

Una Citroën ID 19 break di latta made in Cina: è un giocattolo MF lungo circa 20 cm

L’inglese Triang aveva una pista elettrica in scala 1:66 chiamata Minic. Questa è una delle auto che vi correvano sopra, la Humber Super Snipe. Peccato che il tipo di plastica tenda a deformarsi col tempo.

Più famosa della Minic era la pista Faller AMS, pure in scala 1:66. Qui il Volkswagen Maggiolino 1°tipo coi paraurti uniti alla carrozzeria, poi modificati in una versione successiva perché estremamente fragili.

Ancora slot-car in scala 1:66. La Ferrari F.1 della inglese Wrenn, che aveva una pista a 3 corsie.

Sempre apprezzabili i modelli danesi della Tekno, come questo VW T1 pick up in scala 1:43. Esposto da Tiziano Gallinella.

Il giocattolo a molla che illustriamo qui sotto è della spagnola Rico e riproduce la vettura da record Silver Bullet. Aveva la particolarità di recare sul fianco destro la scritta “Silver Bullet” e sul sinistro una scritta nella lingua del Paese in cui il modello era destinato: questo ha la dicitura “Gran Premio” e quindi era esportato in Italia.

Ancora bella per gli standards attuali la Alfa Romeo Giulietta Sprint della APS di oltre 50 anni fa. Esposto da Tiziano Gallinella.

Curioso mini-racer di latta con stazione di servizio in latta, made in Japan, in scala 1:80 circa

La Jeep MB della Lima (quella dei trenini), in scala 1:30 circa, di plastica

L’americana Lincoln Line produsse questo racer “Rotoroll”, in scala 1:32 circa

Bellissimo Hot Rod tipo Ford della giapponese Marx, giocattolo di latta lungo circa 20 cm

Sopra la BRM F.1, sotto la Fiat 1100 Lusso in un colore raro (azzurro), entrambe Politoys in scala 1:41

 

 

 

 

 

Goffo scooter di scuola tedesca: girandolo si scopre che é un temperamatite. Scala 1:18 circa

Strana auto futurista che sembra un autoscontro. Produzione USA, marca Timely, 15 cm circa

Ai tempi dei primi modelli speciali, un autobus urbano snodato, tipo Fiat 411 Viberti in scala 1:48 circa, era qualcosa di veramente eroico ed eccezionale. Il modello realizzato da Idea 3 in resina era anche molto costoso e fu prodotto in pochi esemplari. Per l’epoca lo standard di finitura era considerato buono, ma il prezzo elevato ne limitò la produzione e oggi è molto raro. Modello esposto da Alessandro Gaetani.

Rimanendo in tema di trasporti urbani, c’é anche il grosso tram di legno della Alpia

Di legno anche questo grosso trattore con rimorchio dello Zoo e relativi animali, produzione italiana esposto da Marco Benisi.

Giocattolo moderno in stile retrò, Hanomag Kommisbrot dei pompieri, marca Tucher+Walther

La Unicar fu una delle poche marche italiane di slot-car professionali apprezzate anche all’estero.

Non sono molti gli artigiani a presentare novitá alla Borsa di Novegro: fra pochi giorni ci sará Hobby Model Expo e quella sarà la vetrina più adatta. FB Model, tuttavia ha portato il suo autofurgone Alfa Romeo 455 della Centrale del Latte di Milano, in una apprezzabile versione con le serrande alzate e le bottiglie di latte in vista.

Ferrari 250 GT 2ªserie 1962, Modelling Plus, scala 1:18

Ferrari 512 Müller Racing 1974 che corse a Watkins Glen, Rare Models, scala 1:18

Concludiamo la rassegna con qualcosa di un po’ diverso. Il primo partendo dal basso é un micromodello di plastica della APS di Milano ai tempi degli esordi, quando produceva penny toys da poche lire. La curiosità consiste nell’essere una locomotiva per alcuni versi ispirata alle Lilliput e Colibrí della Mercury, ma molto più piccola e grezza.

Quasi un negozio d’epoca questa vetrina di robot da nostalgia degli anni Cinquanta!

Oggetto misterioso per i giovani d’oggi il “nuovo telefono tipo americano” della Ingap. Espsto da Marco Douglas.

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