BENTLEY MULSANNE – MINICHAMPS 1/18

Bentley Mulsanne, Minichamps, 1/18

Nera come una pantera dai fianchi robusti e un corpo massiccio. Sotto la pelle pulsa un 8 cilindri a V di 6,7 litri che sviluppa, grazie al turbo e alla fasatura variabile, la invidiabile potenza di 512 CV e una coppia mostruosa che è massima ad appena 1.750 giri/min. La vettura, non propriamente una Gran Turismo, sfodera delle prestazioni che lo sono veramente: da zero a 100 Km/h in 5,3 secondi e una velocità massima che sfiora i 300 Km/h.

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Non è un coupé, ma una sontuosa berlina contraddistinta da una B alata sulla punta del cofano: la Bentley Mulsanne. Vettura di lusso eppure purosangue in grado di sorprendenti prestazioni, un connubio difficile da realizzare su un’auto che pesa due tonnellate e mezza, ma che sta in strada su gigantesche ruote da 20” che celano enormi freni in grado di dominarla in tutte le situazioni.

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Il modello della Minichamps, in una tinta nera che si sopporta più facilmente in una riproduzione di vettura d’alto rango, la ripropone 18 volte più piccola, ma con una finezza di dettaglio e di particolari che non fanno rimpiangere l’originale, che però costa parecchio di più.

La linea è perfettamente riprodotta, dalla fiancata alla coda “muscolosa. Ben riprodotto anche il particolare muso dominato da fari che solo la Mulsanne può sfoggiare, con quella curiosa forma a nucleo circondato da led che il modello ripropone in modo eccellente.

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I cofani del modello si aprono come al vero, quello anteriore con due pistoncini ad aria molto fini e molto realistici. Il cofano posteriore sfoggia una guarnizione così ben realizzata che vien voglia di toccarla per vedere se è soffice come quella vera. Davanti c’è il motore, ovvero la carenatura che lo ricopre, che sembra un po’ una scultura.

Le portiere hanno giochi minimi e per questo occorre dire che non sono facili da aprire: bisogna avere le unghie lunghe oppure un attrezzino di plastica per aiutarsi senza rigare la vernice. Ma una volta aperte si svela un interno dettagliatissimo e di grande realismo. Manca solo il profumo della pelle e sarebbe perfetto; osservandolo in foto si fatica a credere che sia un modello in scala … non fosse per la “B” alata sul volante che non è perfettamente allineata con la sua sede. La plancia ha quel giusto grado di lucido da rendere perfettamente il contrasto tra i pellami e il legno verniciato quasi a specchio dell’auto vera. Gli strumenti e gli altri dettagli, seppure minimi, sono decorati finemente e non ne manca uno. Verrebbe voglia di provare a salire, ma entra appena un pollice….

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Anche visto da sotto il modello Minichamps è all’altezza del suo prezzo. Al di fuori delle carenature appaiono i dettagli delle sospensioni (in particolare quella posteriore) e alcuni organi meccanici: la campana del cambio (un po’ piatta), parte dell’albero motore e le marmitte, che, aggirando il massiccio vano della ruota di scorta, vanno a inserirsi in due scarichi cromati di forma ovale che si innestano perfettamente sotto al paraurti posteriore.

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Un modello, insomma, che può ben figurare in una collezione d’auto di prestigio come in quella di Gran Turismo di gran classe.

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