Autobianchi Primula – After Market Models 1 : 43

All’inizio degli anni ’60 la Fiat non aveva ancora un modello a trazione anteriore: fu l’ing. Dante Giacosa a convincere i vertici dell’azienda a sperimentare questa soluzione. Fu però deciso, trattandosi di una vettura quasi “sperimentale”, di non utilizzare il marchio Fiat per la commercializzazione, scegliendo invece il logo Autobianchi, da anni ormai nell’orbita della Casa torinese. Il pianale della vettura era completamente nuovo; il motore, invece, era lo stracollaudato 1200 a quattro cilindri della 1100 D, leggermente potenziato e piazzato però trasversalmente con cambio esterno in posizione laterale. La carrozzeria, a due volumi con piccole pinne posteriori, si ispirava chiaramente a quella di alcune Austin dell’epoca (la 1100 in particolare) e risultò piacevole ed equilibrata. Era disponibile sia come berlina a 2, 3 4 o 5 porte (con la novità del portellone posteriore) oppure come coupé 2 porte, riconoscibile dal padiglione più basso e più spiovente nella parte posteriore. La produzione continuò fino al 1970, con un restiyling nel 1968 quando, oltre ad alcune modifiche estetiche, vennero adottati i motori della Fiat 124.

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A parte le riproduzioni dell’epoca, in scala 1:43 ad opera della Mebetoys e della Politoys, la Primula è una vettura che non è mai stata troppo considerata dai produttori di automodelli in scala: stupisce gradevolmente quindi la decisione della After Market Models di riprodurla, nella versione tre porte, con un modello in resina in scala 1:43. Sicuramente ha influito il fatto che la Primula, in particolare quella con il portellone, ebbe un discreto successo in Francia: resta comunque il fatto che la scelta sia singolare.

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Il modello non si presenta male, anche se la sua origine “artigianale” è chiaramente percepibile. La linea è corretta, le proporzioni buone. Le ruote girano sul proprio asse, anche se con un po’ di fatica. Alcuni particolari, come la calandra, i tergicristalli, le cornici dei finestrini, sono realizzati in fotoincisione.

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La verniciatura, sia pure ben lucida, non è perfetta: si possono notare alcune piccole colature e qualche granellino di polvere. Anche alcuni particolari, come i fanali posteriori presentano qualche imprecisione di verniciatura. Le parti cromate, come i paraurti, i cerchioni o le cornici dei fari, sono verniciate con vernice “effetto cromo” anzichè realmente cromati: cosa che, da un certo punto di vista, ne aumenta il realismo (spesso la cromatura è troppo brillante) .

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Gli interni, di colore rosso scuro ad imitazione della fintapelle, sono abbastanza ben definiti, così come il cruscotto ed Il volante, sufficientemente sottile. Manca lo specchietto retrovisore interno. Il fondo del modello non presenta particolari degni di nota, essendo completamente privo di qualsiasi dettaglio.

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primula_altoIn conclusione, il modello è interessante e nel complesso non è male ed alcune trascuratezze nell’assemblaggio sono  mitigate dal modesto prezzo di vendita.

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Da sinistra le Autobianchi Primula della Mebetoys e della Politoys, entrambe in scala 1:43

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