AUTOART – VOLKSWAGEN Maggiolino 1955 – 1:18

«Ein Meisterwerk müß Man haben» direbbe un tedesco: un capolavoro bisogna averlo. E il Maggiolino del 1955 dell’Autoart non sfugge alla collezione di capolavori che questa produttore ci ha abituato a vedere.

AutoArt VW Oval 1955

L’«Ovalino» del 1955 mancava ancora nella scala 1:18 e per Ovalino intendiamo tutti i Maggiolini prodotti dal 1953 al luglio 1957, quando venne adottato il lunotto ovale in un pezzo unico di vetro curvo al posto dei due vetrini separati che caratterizzavano l’edizione precedente.

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Esteticamente la linea di questa vettura è praticamente perfetta, ma c’é un ma. La targa dice 1955, mentre la marmitta con due scarichi cromati appartiene al modello 1956. Chi ha ragione ? L’AutoArt non ha sbagliato perché la marmitta a due scarichi cominciò ad equipaggiare il Maggiolino a partire dal 4 agosto 1955, quando, dopo la pausa delle ferie estive iniziava la produzione del model-year 1956, però tecnicamente il modello riprodotto è un 1956.

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La parte inferiore che riproduce il telaio mostra tutti i dettagli tipici della classica Volkswagen, ma appare solo un po’ “piatta” nell’aspetto, forse dovuto al colore un po’ troppo opaco usato per la sua verniciatura. Peraltro, a differenza di molti modelli in scala 1:18 dotati di ruote sterzanti, ma con un movimento delle ruote anteriori poco più che simbolico, qui la tiranteria dello sterzo fa davvero il suo lavoro ed è possibile ammirare il modello anche con le ruote sterzate.

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Le ruote stesse sono molto belle e perfino il battistrada dei tubeless a tele diagonali ha un aspetto molto realistico.

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Fra i dettagli che fanno la differenza ci sono i fari anteriori, con la vite per smontarli in vista e lo specchietto retrovisivo, croce e delizia di molti modelli per via della sua fragilità. Autoart sembra aver risolto il problema utilizzando per lo stelo un filo metallico alla cui estremità è inserito lo specchietto di plastica, creando un insieme più robusto in grado di sopportare anche quel minimo di maneggiamento cui il modello viene sottoposto per osservarlo e che qualche volta può essere già fatale a questo delicato accessorio.

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Un maggiolino dello stesso anno di quello riprodotto in scala 1:18 dalla Autoart

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Qualche nota dolente il modello la mostra aprendo il cofano posteriore. Il motore è dettagliato e ben fatto, ma dipinto nello stesso nero estremamente opaco usato per il fondo. Il cofano stesso non si apre come nella vettura reale, ma viene in fuori e questa è una pecca per un modello di questo prezzo. Sul cofano motore è applicata una luce targa che, vista da sotto, (ma bisogna proprio osservarla bene!) presenta perfino il pezzettino di plastica trasparente che riproduce la lente che copre la lampadina della luce targa.

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Molto curato è il cofano anteriore, con la ruota di scorta estraibile che mostra anche la cura con cui è fatto ciò che le sta dietro, ed è apprezzabile la riproduzione del piccolo pantografo che serviva al vero per bloccare il cofano in posizione aperta.

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Nel cerchietto si intravede la levetta del rubinetto della riserva.

Un plauso per gli interni, anche se i pomelli del cruscotto non sono dipinti di bianco e il volante ha un colore tendente al cipria invece che essere avorio. Sul pulsante del clacson c’é lo stemma di Wolfsburg, ma l’anello esterno tutto nero è troppo ampio rispetto al reale. Molto ben fatti i pannelli porta e per quanto riguarda gli interni si segnala un’altra piccola delizia: sopra il tunnel di trasmissione, vicino ai pedali, c’é una piccola levetta nera, che riproduce esattamente il rubinetto della benzina. Infatti il Maggiolino a lunotto ovale non aveva l’indicatore di carburante (non l’avevano nemmeno quelli con lunotto rettangolare fino al 1962!!!) e c’era il rubinetto a tre posizioni: chiuso, aperto e riserva. Quando si sentiva la carburazione singhiozzare occorreva girare il rubinetto su “riserva” e ricordarsi di andare a far benzina entro una cinquantina di chilometri, sennò si restava a secco.

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L’Ovalino di AutoArt è stato offerto anche nei colori nero, bright beige, stratos silver e rosa, mentre si pensa che altre i nuove tinte arriveranno presto, data la richiesta degli appassionati.

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Il modello presentato è in un color “Polar grau” (definito sulla scatola polaris silver) che sembra troppo scuro e poco convincente, benché sull’auto vera fosse disponibile un grigio acciaio metallizzato, però di una tonalità più bluastra.

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 Segnaliamo che questo é solo il primo di una serie di riproduzioni del Volkswagen Maggiolino che saranno prodotte dalla Autoart. La prossima novità sarà il classico “split window”.

 

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La vista posteriore della Volkswagen maggiolino del 1956

Ricordiamo agli appassionati collezionisti che é uscito di recente l’avvicente libro “Modellini VOLKSWAGEN”, scritto da Marco Batazzi che é uno dei maggiori esperti della storia e dell’evoluzione di questa ormai mitica autovettura

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Società Editrice IL CAMMELLO

Titolo   Modellini VOLKSWAGEN

Autore  Marco Batazzi

Formato 29,7 X 21

Numero pagine 105

Testo in italiano ed in inglese

Foto: più di 530 a colori

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