ASTON MARTIN V12 VANTAGE GT3 – MINICHAMPS 1 : 43

Nello scorso 2012 L’Aston Martin ha presentato la vettura destinata a raccogliere l’eredità agonistica della DBRS9: la V12 Vantage GT3, berlinetta destinata a gareggiare nel Campionato FIA GT3. La V12 Vantage GT3 è motorizzata con un dodici cilindri a V con carter secco da 5935 cc, forte di 600 cavalli e di una coppia massima di 700 Nm. Il motore, rispetto alla “vecchia” DBRS9 è stato spostato all’indietro e abbassato per ottimizzare la distribuzione delle masse ed è accoppiato ad un cambio sequenziale a sei marce “Xtrac”, con comando a bilanciere dietro il volante.
Una vera “belva” da pista, della quale Minichamps ci offre la riproduzione quarantatrè volte più piccola dell’originale.

Foto di Andrea Torchio

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L’Aston Martin V12 Vantage S, auto dalla quale é derivata la Vantage GT3

Il modello è presentato nella consueta scatola-vetrina, con astuccio in cartoncino, elegante e funzionale: la scritta “Evolution” posta sotto al logo Minichamps sul cartoncino di sfondo ci rivela, però, che il modello appartiene alla serie realizzata in resina, materiale che sta godendo i favori anche dei produttori che hanno sempre utilizzato il metallo pressofuso.
Allentiamo le due viti che fissano il modello alla base e finalmente possiamo maneggiare la vettura: il cambio di materiale non influisce assolutamente ne’ sul peso ne’ sulla solidità, anzi. La linea, come al solito per Minichamps, è ben azzeccata e proporzionata. Non vi sono, come di consueto, parti apribili.

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               L’ Aston Martin V12 Vantage S in una foto di profilo

La vernice gialla è lucida, ben stesa, senza assottigliamenti sugli spigoli. Le parti nere della carrozzeria sono tampografate con un bell’effetto fibra di carbonio, così come il grande spoiler posteriore, sul quale però manca la scritta “Aston Martin Racing” presente in tutte le foto ufficiali della vettura vera (che, tra l’altro, in tutte le immagini è sempre presentata di colore bianco….)
Bella la fanaleria anteriore così come le griglie di sfiato poste sul cofano. Non manca l’anello rosso per il traino, che sporge dalla griglia della calandra. Il parabrezza e tutti i vetri hanno le cornici tampografate in nero, con spesse fasce parasole anche laterali.

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Il tergicristallo realizzato in fotoincisione é realistico e del giusto spessore. Sono notevoli anche i sottilissimi sostegni dello spoiler posteriore, sempre fotoincisi; migliorabile, invece, l’antenna radio posta sul tetto, troppo spessa e tozza. La fanaleria posteriore, in plastica trasparente è piuttosto realistica; il logo Aston Martin è realizzato con una fotoincisione adesiva, così come quello sul cofano anteriore. Anche sulla coda non manca il gancio traino. Ben fatto e particolareggiato l’estrattore posteriore.

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Le ruote sono molto ben realizzate, con cerchioni finemente riprodotti che lasciano a vista i grossi dischi freno con le relative pinze, e con pneumatici di giusta spalla e dimensioni.
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aston-gt3_latodxGli interni sono molto ben fatti e particolareggiati, anche se, viste le ridotte dimensioni dei finestrini, osservarli non è facile. Si possono comunque intravedere il volante racing, il sedile di guida anatomico, la gabbia del roll bar, il massiccio tunnel centrale con i vari interruttori e manettini. Fotografare qualcosa è praticamente impossibile, anche smontando il modello: trattandosi di resina, la “piastra” che compone gli interni è stata incollata al blocco della carrozzeria e non è smontabile.

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Il fondo del modello è completamente piatto e privo di qualsiasi parte meccanica.
Concludendo, come al solito Minichamps ci dà un’ulteriore conferma di saper fare bene gli automodelli, in qualsiasi scala e anche utlizzando la resina al posto del metallo.

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 L’Aston Martin V12 Vantage GT3 fotografata in pista

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