Aste di inizio anno a Parigi terza parte ARTCURIAL

Testo Fabrizio Panico

Foto Fabrizio Panico e Henri Orange

Artcurial ha svolto la propria asta nell’ambito del Salon Retromobile il 6 febbraio, con tre sessioni dedicate rispettivamente alle automobilia, alla classica asta “Retromobile” ed alla Collezione Baillon. Quest’ultima è stata senz’altro quella che ha destato il maggiore interesse e non a caso le 59 vetture presentate sono state definite la “scoperta del secolo”, paragonabile forse al “ritrovamento” del museo “segreto” dei fratelli Schlumpf (i media l’hanno invece paragonata alla tomba di Tutankhamon). L’esposizione delle vetture è avvenuta in un intero padiglione semi-immerso nell’oscurità, solo dei faretti ne inquadravano i resti spettrali, con un effetto veramente suggestivo. Tra le vetture della vendita “tradizionale” da segnalare una Bugatti 55 cabriolet (invenduta), un paio di Maserati 3500 GT spyder Vignale (aggiudicate entrambe oltre gli ottocentomila euro), una Bizzarrini 5300 GT Strada (ha superato il milione) ed una Mercedes 380 K cabriolet A. Tra le curiosità una Moretti Multipla Mare, una Tracta Gregoire, una Cord Beverly sedan ed una Ford Crown Victoria Skyliner del 1956. Anche per quest’ultima asta una elevata percentuale di vendite, con tre lotti oltre il milione ed un paio prossimi.

DSCN9025 Ferrari 250 GT SWB California spider 1961

La Ferrari 250  GT SWB California 1961

DSCN8918 Chrysler Imperial roadster Pourtout 1939

Chrysler Imperial Roadster carrozzata Pourtout 1939

DSCN8917 Ford Crown Victoria Skyliner 1956

Ford Crown Victoria Skyliner 1956

La storia di Baillon è stata già raccontata a profusione, ci limiteremo a rilevare come il suo proposito di costituire un museo delle grandi marche francesi, e quindi dei grandi carrozzieri, ha consentito di salvare centinaia di capolavori dalla totale distruzione. Già un centinaio di vetture di alto livello erano state vendute alle liquidazioni giudiziarie del 1979 e 1985, mentre altre sono ancora rimaste di proprietà della famiglia, tra cui la famosa “Oiseau Bleu” del Salone di Parigi del 1947. La sessantina di vetture presentate erano certo in uno stato pietoso, dopo decine d’anni di abbandono, ma occorre sottolineare come siano state tutte aggiudicate e non certo per pochi euro. A parte gli oltre sedici milioni di euro pagati per la ormai famosa Ferrari di Alain Delon, i due milioni di euro per la Maserati di Frua ed il milione e settecentomila euro per la Talbot Lago T26 Saoutchik (in condizioni inenarrabili), tutti gli altri “rottami” sono stati venduti a cifre considerevoli, almeno considerando quanto sarà necessario elargire per il loro restauro.
Ma probabilmente alcune di esse saranno lasciate allo stato in cui sono state presentate, a futura memoria, come è già avvenuto per altri ritrovamenti (vedi la Bugatti estratta dal lago Maggiore).

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Panhard Levassor Dynamic X76  coupé Junior 1936

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Una vista d’insieme delle auto provenienti dalla collezione Baillon con in primo piano la Talbot Lago T120 Coach 1936

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Talbot Lago T26 coach “superprofilé” 1948

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Dalahaye Type 43 camion-plateau 1911

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Maserati A6G 2000 Gran Sport Berlinetta Frua 1956

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Facel Vega Excellence 1960

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Porsche 356 SC coupé 1963

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Delahay 235 Coach Chapron Grand Luxe 1952

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Talbot Lago T26 Record Fastback Coupé  Saoutchik

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Al centro la Barré Torpedo

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Ballot berline de voyage  Chapron

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Da sinistra la Delahaye type 43 coupé-chauffeur Adineau et Cie 1914, Delaunay Bellville Type VL8 limousine 1932 e Renault 12 CV type EU torpedo1918

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Delahaye 235 coach Chapron

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