Alfa Romeo Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde – Kess scala 1: 43

Presentata nel 1976, l’Alfa Romeo Alfasud Sprint era una piacevole coupé a 4 posti con portellone posteriore, disegnata da Giorgetto Giugiaro ed ispirata all’altra coupé Alfa Romeo dell’epoca, l’Alfetta GT, anch’essa opera dello stesso designer. Nonostante la linea filante ed il nobile pedigree la vettura non riscosse particolare successo, sia a causa del prezo elevato (soprattutto raffrontato ad una qualità non eccelsa), sia a causa del motore, un boxer quattro cilindri da 1286 cm³ e 76 CV, dal comportamento brillante ma poco potente per il tipo di vettura, che deluse un po’ gli alfisti.

Foto di Andrea Torchio

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Per tentare di rimediare all’insuccesso, la gamma venne ampliata con delle delle versioni più performanti: nel 1978 vennero messe in produzione,  oltre alla “vecchia” versione base 1.3 a carburatore singolo,  la Sprint Veloce 1.3 e la Sprint Veloce 1.5,  rispettivamente con motori (sempre boxer) da 1351 cm³  con 86 CV e 1490 cm³ con 95 CV, entrambi con doppio carburatore. Nel 1983, con la presentazione dell’ Alfa Romeo 33, destinata a sostituire l’Alfasud, la Sprint subì il primo restyling: il nome perse la dicitura “Alfasud”, esteriormente vennero montati nuovi paraurti in plastica ed una nuova mascherina, anch’essa in plastica nera; i gruppi ottici posteriori divennero più grandi, tutte le parti cromate furono verniciate in nero opaco e, purtroppo, vennero anche montati dei massicci fascioni laterali in plastica, che altro non fecero che appesantire la linea.  Anche gli interni vennero rinnovati nello stile, con l’utilizzo di materiali migliori. Le versioni disponibili erano due: la 1.3 da 1351 cm³ 86 CV e la 1.5 Quadrifoglio Verde, che conservava il motore da 1490 cm³, potenziato però a 105 CV. Per tutte venne adottato lo stesso impianto frenante della 33.

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La versione di punta adottava filetti verdi su paraurti e fascioni, scudetto Alfa di colore verde, sedili sportivi con poggiatesta traforati e colorazione a dominanza verde dei tessuti interni e della moquette. Nel 1986 l’ultima serie: la linea venne alleggerita eliminando i fascioni laterali e modificando di poco i paraurti. Alla Quadrifoglio Verde spuntò un piccolo alettone posteriore verniciato nella tinta della  carrozzeria ed il motore aumentò di cilindrata fino a 1712 cm³ , con conseguente incremento della potenza che arrivò a  114 CV.
Nel 1989 la Sprint uscì di produzione, senza troppi rimpianti.

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                    Una foto con vista di profilo dell’Alfa Romeo Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde

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Ora la Kess, marca nata recentemente ma dal catalogo piuttosto interessante, ci propone un modello in scala 1:43 della Sprint Quadrifoglio Verde del 1984, realizzato in resina e plastica e disponibile in tre colorazioni: nero, grigio metallizzato e rosso, come il modello che passiamo ora ad esaminare.
Innanzitutto facciamo un apprezzamento per la confezione, piuttosto elegante: la vetrinetta è decisamente spessa e la base argentata si presenta molto bene. Il modello è verniciato in maniera uniforme ed il colore è della giusta tonalità. La linea è ben proporzionata, ed anche le ruote appaiono di dimensione e larghezza corrette. I cerchioni riproducono correttamente quelli specifici della Quadrifoglio Verde.

 

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La fanaleria anteriore è applicata, così come i fendinebbia, lo scudetto Alfa dipinto in verde e gli indicatori di direzione: questi ultimi, insieme alle due prese d’aria sul paraurti, sembrano però un po’ troppo sottili.
Il cofano anteriore ha le griglie delle prese d’aria applicate, ma le scanalature del cofano stesso sono un po’ troppo profonde. In compenso, i tergicristalli fotoincisi sono molto belli ed il parabrezza ha un’ottima curvatura e trasparenza. Stesso discorso anche per le altre superfici trasparenti. Merita inoltre notare che tutti i vetri del modello sono completati da cornici realizzate in fotoincisione e che queste ultime sono montate con estrema cura, senza sbavature e con una perfetta aderenza alla carrozzeria!

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Belli anche i montanti laterali dei finestrini e le maniglie delle porte, fotoincise e bicolori nero/argento. Sono applicate (un po’ troppo in basso, a dir la verità) anche le grigliette rotonde di sfogo dell’aria poste dietro i finestrini posteriori. Sarebbe auspicabile però una maggior attenzione nell’orientamento della griglia. Lo specchietto retrovisore, nero e di dimensioni “importanti” come nella realtà, ha la superficie riflettente.

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La coda del modello presenta dei gruppi ottici molto belli, il tergilunotto fotoinciso (e ben posizionato), la targhetta di identificazione dal lato destro ed il retronebbia incassato nel paraurti, reso con una piccola lente e non semplicemente dipinto. Il doppio tubo di scarico che sporge dal lato destro, applicato al fondino, completa piacevolmente l’insieme. Simpatica la targa, che porta la sigla di Teramo. Bello il sottile e preciso filetto verde che corre lungo tutto il perimetro della vettura ma, per contro, qualche sbavatura di troppo si nota nella verniciatura nera del fascione, in particolare dal lato destro.

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Il fondino, tenuto in sede da quattro viti (forse  un po’ troppo “invasive”) presenta una discreta riproduzione della meccanica, particolare non comune su questo genere di modelli. Notiamo però che è montato leggermente storto. Probabilmente basterebbe posizionare meglio le viti per risolvere il problema.

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Gli interni, neri con pavimento verde, nel complesso non sono male: i sedili sono di forma corretta, sono presenti le cinture di sicurezza con fibbia fotoincisa, i tessuti a trama verde di sedili e pannelli sono imitati con una decal, gli appoggiatesta hanno addirittura la tipica reticella; tuttavia le finiture prestano il fianco a qualche critica, soprattutto a causa del volante posizionato un po’ troppo in alto e del tunnel centrale che, nero nella vettura reale, è rimasto verde anche se la pedaliera è stata correttamente dipinta in nero.

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Il posto di guida dell’Alfa Romeo Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde

Concludendo, possiamo senz’altro dire che, nonostante qualche piccola imprecisione e qualche ingenuità (che, scommettiamo, verranno sicuramente corrette in futuro), la Sprint Quadrifoglio Verde presentataci da Kess  è un modello di buon livello e decisamente interessante che consentirà finalmente di riempire un altro vuoto nelle collezioni degli appassionati alfisti.

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Una vista posteriore dell’Alfa Romeo Sprint

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