ALFA ROMEO GTA 1300 JUNIOR – MINICHAMPS 1 : 18

Il modello  di cui ci occupiamo oggi non è una novità in senso stretto, in quanto l’Alfa Romeo GTA 1300 Junior di Minichamps in scala 1:18 è sul mercato da qualche anno (dal 2009, per essere precisi), sia in versione “clienti”, rossa e priva di grafiche corsaiole, sia con la livrea Jaegermeister DRM 1972 di Maschke o  quella bianca di Colzani – Pooky – Venturi che corse a Jarama nel Campionato Europeo 1972. Però recentemente Minichamps ha presentato delle nuove versioni, una “biancospino” senza grafiche, e due versioni da corsa: quella rossa/gialla vincitrice di classe al Paul Ricard nel 1971 e quella bianco/rossa vincitrice di classe a Jarama nel 1972, pilotata da Hezemans e Van Lennep, la cui vittoria consentì all’Alfa di aggiudicarsi il Campionato Europeo di quell’anno.
Ed è proprio questa la vettura che andremo ad esaminare.

Foto di Andrea Torchio

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Il modello è decisamente d’effetto: la sua livrea rossa con parte del muso dipinta bianco è esattamente quella che viene in mente ad ogni appassionato quando si immagina una GTA. I passaruota allargati rivettati, le ruote larghe, le vistose bande bianche ed i quadrifogli sulla fiancata, uniti al biscione sul cofano rendono la riproduzione dell’autovettura estremamente grintosa e “cattiva”.

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La linea è ben fatta, l’altezza da terra corretta, la verniciatura lucida, uniforme e brillante. Le porte ed i cofani si aprono, le ruote sterzano. La fanaleria è molto realistica, così come le griglie fotoincise della calandra che lasciano intravedere la presa d’aria dei carburatori ed il radiatore.

ARHA0349_Giulia Coupé 1300 GTA Junior 1968-1976

L’Alfa Romeo GTA 1300 Junior in allestimento stradale

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Il famoso motore “milletré” bialbero a doppia accensione, che in versione Autodelta riusciva a erogare ben 160 cv, è molto dettagliato e completo di cablaggi e targhette: i cavi delle candele sono in verità un po’ troppo spessi e stranamente la batteria non è cablata, ma nel complesso il risultato è decisamente buono.

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Anche gli interni sono ben riprodotti, giustamente spogli e spartani, dominati dal roll-bar che sembra enorme rispetto ai i piccoli sedili avvolgenti, dei quali solo quello del pilota è dotato di cinture di sicurezza (realizzate in plastica stampata). Sono ben fatti anche lo spartano cruscotto ed i pannelli della porta. Il volante è una riproduzione molto fine del classico Hellebore con corona in legno e razze forate, ma purtroppo non è corretto, in quanto su questa specifica vettura  il volante era “tipo corsa”, nero, di piccolo diametro e con corona in pelle.

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Sotto la porta del pilota sporge la “bocca” rettangolare del tubo di scarico e sul cofano posteriore un grosso foro fa intravedere il tappo a sgancio rapido del serbatoio da corsa. I rivestimenti sono stati eliminat, ed il vano per la ruota di scorta è giustamente vuoto. La fanaleria posteriore è molto fine e ben dettagliata.

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Le ruote hanno pneumatici scolpiti, di giusta dimensione e dalla spalla corretta: sono molto belli i tipici cerchioni da corsa Alfa, con fori circolari e dotati, finalmente, anche di valvola di gonfiaggio. Purtroppo  è stata omessa la scritta Firestone stampata in bianco sulla spalla del pneumatico. E’ molto particolareggiato anche il fondo del modello.

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La livrea “racing” è di buon livello: la posizione, la grafica ed i colori delle decorazioni sono corretti (anche se stranamente manca la scritta identificativa della vettura applicata sul bordo del baule), le decals e le tampografie sono applicate con cura; purtroppo, però, Minichamps si è limitata a “vestire” il modello base senza correggere i particolari peculiari della versione riprodotta. L’auto vera, infatti, aveva i tergicristalli neri e non cromati; il volante, come già detto, era nero; i ganci fermacofano anteriori erano due e non uno solo; sul cofano posteriore vi era un ulteriore foro, oltre a quello per il tappo del serbatoio; le cornici dei finestrini non avevano i fermi di sicurezza.

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Inoltre, trattandosi di una riedizione, ci dispiace che Minichamps non abbia approfittato dell’occasione per un “upgrade” su alcuni particolari: ad esempio aggiungere i vetri laterali alle portiere, modificare le cornici dei vetri (interamente cromate e prive della guarnizione nera), utilizzare tessuto vero per le cinture di sicurezza e magari delle fotoincisioni per i tergicristalli, ora un po’ spessi.

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In ogni caso, queste sono pignolerie, perché nel complesso il modello è di ottima qualità e le foto lo possono senz’altro testimoniarlo. E se per caso vi venisse voglia di vedere la vettura vera in azione, cliccate qui e connettetevi a YouTube: potrete assistere ad una bella sintesi della gara di Jarama 1972, con commento d’epoca e ammirare tutta la pattuglia di GTA che l’Autodelta schierò in pista quel giorno, compresa ovviamente la “nostra” n. 33.
Credo proprio che dopo aver visto questo video, a molti verrà voglia di correre in negozio per acquistare questa bella Alfa Romeo GTA 1300 Junior di Minichamps!

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Una bella foto ufficiale  Alfa Romeo del 1972

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