Alfa Romeo Giulietta Spider

Una foto ufficiale dell’Alfa Romeo Giulietta Spider

Nel 1945 l’Alfa Romeo, come del resto l’Italia tutta era in condizioni molto difficili. Per sopravvivere la fabbrica dovette adattarsi anche alla costruzione di cucine per mense e abitazioni. Il modello 6c 2500 Freccia d’Oro era una macchina costosa, costruita praticamente a mano, inadatta ai tempi. Così nacque il modello 1900, prima vettura costruita inserie, con carrozzeria autoportante, dall’Alfa Romeo. Ma non bastava ancora.
Nel 1948 la Casa milanese era entrata nel gruppo Finmeccanica e il suo direttore, Giuseppe Luraghi, decise che, per assicurare un futuro stabile all’Alfa Romeo, era necessaria una macchina più piccola, con una cilindrata attorno ai 1300cc.
Le basi per lo sviluppo della fortunata Giulietta dal simpatico nome shakesperiano che ben si abbinava con il Romeo presente nel marchio, erano state gettate.
Curiosamente l’iter della nascita di questa vettura passò per lo stadio di coupé ancor prima di approdare alla berlina. La Giulietta Sprint (questo il nome che identificava il coupé) venne presentata al Salone di Torino nell’aprile 1954. Vero è che occorse un anno circa perché venisse effettivamente avviata la produzione in serie, curata da Bertone che ne aveva disegnato la carrozzeria e con il Salone di Torino del 1955 vedeva la luce anche la versione berlina, ma ci vollero ancora alcuni mesi per vedere la spider.
Un prototipo di Pininfarina fu presentato al Salone di Parigi nell’autunno 1954, ma il modello definitivo arrivò al Salone di Torino del 1956.

1 Cat.Giulietta spider

Immagine da catalogo originale Giulietta Spider

Aveva il passo accorciato a 2,25 metri contro i 2,38 della Sprint e due soli posti. Il motore, con il famoso bialbero a camme in testa, con una cilindrata di appena 1290 cc era in grado di sviluppare 65 CV a 6000 giri, con i quali poteva raggiungere i 165 Km:h.
Di lì a pochi mesi le venne affiancata la “Spider Veloce”, che aveva la bellezza di 90 CV, sempre a 6000 giri, con i quali poteva toccare i 180 Km:h.
A differenza della Sprint, che inizialmente aveva il cambio al volante, sulla spider (con l’eccezione di alcuni prototipi), la leva del cambio è del tipo a “cloche”.
L’Alfa Romeo Giulietta Spider risultò essere l’asso vincente con cui la Casa del Portello si era presentata sul mercato americano. Le richieste si rivelarono così numerose da costringere la dirigenza a posticipare le vendite in Italia fino al 1957 inoltrato.
3 Solido
Il modello Solido, 1:43, era per l’epoca un piccolo capolavoro.

4 Solido e Metosul

A sinistra il modello Solido, a destra il modello Metosul, entrambi 1:43

Non sono molte le variazioni di carrozzeria subite dalla Giulietta spider nel tempo. La più vistosa è stata l’applicazione, nel 1961, di fanalini posteriori maggiorati.
Nel 1962 l’Alfa presentò, a Monza, la nuova Giulia 1600, una berlina più moderna e con 92 CV, ben più potente della Giulietta. Questo motore, senza variazioni di potenza, andò a sostituire il 1300 della Sprint e della Spider. Mentre sulla Sprint non si presentarono problemi dimensionali per alloggiare il nuovo propulsore, per il cofano rastremato della Spider necessitarono alcuni centimetri in altezza in più, per guadagnare i quali venne aggiunta una larga presa d’aria finta. La Giulia spider rimase in produzione ancora per quattro anni circa, prima di essere sostituita dalla Duetto.
Possiamo mettere in collezione parecchi modelli della Giulietta Spider e qualcuno della versione 1600 con motore Giulia. Infatti ,non solo all’epoca in cui la vettura era in regolare produzione, furono numerose le riproduzioni in scala, ma anche oggi il mito della Giulietta spider non tende a offuscarsi e molti costruttori la ripropongono in varie scale.

5 Hammer

La Giulietta della tedesca Hammer, in plastica, scala 1:55 circa, aveva una curiosa panchetta posteriore.

Degli anni ’50 sono le italiane E.G.M. e Politoys in plastica. Entrambi questi modelli erano piuttosto approssimativi. L’E.G.M., poi, è rarissimo e ha la tendenza ad accusare il cosiddetto «metal fatigue», che rende fragilissimi i pochi esemplari sopravvissuti.
Fino all’avvento degli speciali e dei modelli più recenti la migliore Giulietta spider fu quella della Solido, accompagnata poi dal modello Metosul che ne ricalcava le linee con una finitura un po’ più grossolana.
In scala 1:20 circa citiamo il raro modello spagnolo Paya, con motore a frizione, un piacevole giocattolo in plastica con gomme a fascia bianca e una eccellente riproduzione dell’hardtop.
Notevole è la spider in metallo della Togi nella caratteristica scala 1:23 adottata da questa marca, che ha anche modificato lo stampo del cofano anteriore per riprodurre la variante Giulia spider.
In tempi più recenti la Giulietta è tornata alla ribalta con la bella  “Spider Veloce” in scala 1:43 in resina dei fratelli Tron e con alcune diverse versioni proposte in metallo in scala 1:43 dall’italiana Detail Cars.  Lo stampo della Detail Cars è stato in seguito riutilizzato dalla francese Solido.
Probabilmente la riproduzione in scala più vecchia della Giulia Spider, che si può far risalire all’epoca dell’auto vera, è una riproduzione in scala 1:66 in metallo della Lone Star.

2 Politoys
La Giulietta spider della Politoys, in scala 1:41, non era molto fedele, ma costava pochissimo e piacque ai bambini.

In tempi più recenti è apparso un modello in scala 1:43 in metallo della Giulia Spider ad opera della New Ray, mentre nelle scale maggiori possiamo citare le piacevoli riproduzioni sia della Giulietta che della Giulia spider in scala 1:14 e 1:12, in resina, di ABC. Belle anche le scatole di montaggio della Giulietta spider in scala 1:24 della Protar e quella della Giulia spider nella stessa scala della Revell. In tempi recentissimi la Minichamps, con la sua consueta maestria, ci ha proposto una fedele riproduzione della Giulia spider in metallo in scala 1:43.

6 Fabbri

Interamente apribile e accurato è il modello Fabbri, in scala 1:24, apparso in una recente iniziativa editoriale.

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In alto: la Giulietta spider della Fabbri (1:24), in basso quella di Grani & Partners (1:43)

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Giulietta con hardtop invernale, Detail Car, 1:43.
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In alto Detail Car, in basso Solido, scala 1:43

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Versione Mille Miglia, modello speciale in resina della MDS, scala 1/18.

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Giulietta spider, con cofano apribile e riproduzione del motore. Modello artigianale di MDS, scala 1:18.

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Modello in pressofusione della Ricko, scala 1:18.

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Il primo modellino della Giulia spider 1600 fu della Lone Star, in metallo, scala 1/66 circa.

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Catalogo Togi con entrambe le versioni della Giulietta spider, 1300 e 1600. Sullo sfondo la scatola di montaggio.
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La Giulia 1600 spider della Newray, die-cast, 1:43

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Giulia spider della Minichamps, die-cast, 1:43.

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