Alfa Romeo Giulia TZ2 – Autoart in scala 1: 18

L’Alfa Romeo Giulia TZ2 fu prodotta in soli 9 esemplari nel 1965, come naturale evoluzione della TZ, benché quest’ultma plurivittoriosa  vettura fosse, all’epoca, ancora competitiva nella categoria GT 1600 (in realtà i telai prodotti furono 12, ma tre vennero destinati ai carrozzieri).

Foto di Andrea Torchio

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Approfittando di un’estensione del regolamento di gara per vetture derivate da altre già omologate, i tecnici dell’Autodelta furono in grado di estremizzare i concetti già espressi sulla precedente TZ, trasformandola in un’auto puramente da corsa, che non aveva neanche più bisogno di “fingere” una connotazione stradale… Difatti, nel 66, la TZ2 si trovò a gareggiare anche nella categoria Sport fino a 1600.

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Le differenze con la TZ erano molte, a partire dal motore, qui a doppia accensione, a carter secco e con valvole di aspirazione maggiorate. Inoltre, la carrozzeria, sempre disegnata da Ercole Spada, venne migliorata dal punto di vista aerodinamico: l’assetto ed il baricentro vennero abbassati, cambiarono gli attacchi degli ammortizzatori anteriori, il piantone di sterzo fu fatto passare sotto la traversa anteriore (passava sopra sulla TZ), il posto guida abbassato di 120 mm. Inoltre, la carrozzeria fu realizzata in vetroresina, per contenere il peso. Il muso era l’unica parte che ricordava vagamente il modello precedente: già il cofano era molto più basso, con la “bugna” centrale più accentuata ed il taglio di apertura modificato. Le fiancate erano più verticali, il parabrezza più inclinato: l’altezza della vettura era di soli 1060 mm. Le porte avevano vetri scorrevoli con un’apertura che comprendeva anche un piccolo pezzo del tetto, per facilitare l’ingresso nella vettura. Le ruote avevano cerchi più piccoli con superficie concava e fori autoventilanti.tz2_fianco_dxtz2_fianco_sx

Alla fine, la TZ2, pesante soli 650 kg, dotata di una eccezionale tenuta di strada e forte di ben 170 cv a 7500 giri/min, fu in grado di toccare i 250 km/h, arrivando ad infastidire (ed a volte battere) vetture ben più potenti e di categoria superiore come le Ferrari.

Tra il 1965 ed il 1966 vinse tutto quello che poteva vincere nella sua classe: Sebring, Monza, Targa Florio, Nürburgring, Rally dei Jolly Hotels. La sua carriera venne interrotta prematuramente dalla decisione, da parte dell’Alfa, di partecipare alle gare della categoria Turismo con la Giulia GTA, più simile alla vettura stradale  e quindi con maggiore presa pubblicitaria e nelle competizioni per prototipi con una nuova Sport a motore posteriore, la mitica “33”.

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Passiamo ora ad esaminare lo splendido modello che Autoart, ultimamente impegnata a riprodurre le vetture del Museo Storico Alfa Romeo, ci propone nella scala 1/18. A prima vista, osservato fissato sulla base della confezione, il modello si presenta piccolissimo… tanto da far pensare che la scala sia in realtà l’1/24! Questa impressione è fortemente accentuata se si pone la TZ2 accanto ad una qualsiasi vettura Sport moderna. In realtà, confrontandola con la TZ dello stesso produttore, si nota che il passo è identico e che l’assetto è persino più largo. In compenso la macchina è notevolmente più bassa e compatta. La linea è riprodotta con estrema cura, la verniciatura è come al solito perfetta. Le aperture disponibili sono tre, cofano anteriore e portiere, con fessure di accoppiamento ridottissime. Il lunotto posteriore, come nella vettura vera, è fisso. Come sulla TZ, la presa d’aria supplementare sul cofano, qui in un unico pezzo, è apribile. Sotto il cofano si può osservare una superba riproduzione del motore e del telaio tubolare, notando una cura particolare nel replicare le sospensioni anteriori, estremamente dettagliate ma purtroppo non funzionanti. Il motore è completamente cablato, ed i colori sono assolutamente realistici.

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Gli interni, spartani come si addice ad una vettura da corsa, sono stampati in plastica nera: solo piccole gocce di colore argento definiscono alcuni particolari. Strumentazione, volante, sedili sono perfetti, anche se avremmo preferito, per questi ultimi, una plastica più morbida al tatto. Bella è la riproduzione dei vetri scorrevoli delle portiere, molto realistici ma purtroppo fissi. Splendido anche il finissimo tergicristallo a pantografo, con aste fotoincise. La fanaleria, come consuetudine per Autoart, è di un realismo notevole.

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I cerchioni sono ben dettagliati, benché leggermente piccoli: belli anche gli pneumatici finemente scolpiti. Capovolgendo il modello, si possono apprezzare una notevole replica del telaio tubolare, il carter secco del motore, i freni posteriori on-board, l’impianto di scarico racing con uscita sotto la porta del conducente. Il modello è completato dalle piccole Z di Zagato sui lati del parafango, dalla targhetta Giulia TZ sulla coda e dai loghi Autodelta.

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E’ difficile trovare un difetto ad un modello simile. Sicuramente, oltre ai già citati cerchioni, i loghi Autodelta sono un po’ troppo spessi e sporgenti, i ganci fermacofano sono un po’ troppo inclinati  ed anche lo sportello della presa d’aria supplementare anteriore è un po’ troppo spesso;  ma sono vere piccolezze che non pregiudicano assolutamente la qualità e la bellezza di questa miniatura. I collezionisti e gli appassionati del marchio Alfa Romeo, sicuramente non mancheranno di mettere in vetrina questa TZ2, probabilmente accanto alla TZ.

E attenzione, conservate uno spazio nelle vostre collezioni: sta per arrivare la “33 stradale”…

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L”Alfa Romeo TZ 2 reale in una bella foto ufficiale dell’Alfa Romeo

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