ALFA ROMEO GIULIA GTA – TECNOMODEL MYTHOS 1 : 18

Ecco un’altra bella proposta di Tecnomodel: la Giulia GTA 1600. L’Alfa Romeo Giulia GTA (acronimo di Gran Turismo Alleggerita), venne presentata nel 1965 al Salone dell’Automobile di Amsterdam. Si trattava di una vettura preparata (e costruita) per le corse dall’Auto Delta di Tavagnacco (UD), azienda fondata da Carlo Chiti e Lodovico Chizzola, ovvero quella che da lì a poco, con il nome Autodelta SpA, si sarebbe trasformata nel reparto corse ufficiale dell’Alfa Romeo.
Ma torniamo alla “nostra” GTA: la vettura era stata alleggerita utilizzando per la carrozzeria pannelli in “Peraluman 25” (lega di alluminio, magnesio, manganese, rame e zinco). Inoltre, l’utilizzo di vetri in plexiglass e di componenti meccanici in magnesio consentivano di abbassare il peso di circa 200 kg rispetto alla Sprint GT di serie (745 kg contro 950); la meccanica era stata modificata con una nuova sospensione posteriore che abbassava il baricentro della vettura e con l’adozione, per il motore 1.570 cc bialbero, di doppia accensione e carburatori di maggiore dimensione (Weber DCOE 45). La GTA “stradale” sviluppava 115 cv, ma le versioni preparate gara potevano raggiungere la potenza di 160-165 CV, con un peso ridotto di altri 45 kg circa grazie all’eliminazione di paraurti, sedili ed altri piccoli particolari.

Here is another beautiful proposal by Tecnomodel: the Giulia GTA 1600. The Alfa Romeo Giulia GTA (acronym for Gran Turismo Alleggerita) was presented in 1965 at the Amsterdam Motor Show. It was a car prepared (and built) for racing by the Auto Delta of Tavagnacco (UD), a company founded by Carlo Chiti and Lodovico Chizzola, the one that with name Autodelta SpA would be transformed into Official Alfa Romeo racing department.
But let’s go back to our “GTA”: the car was lightened using the “Peraluman 25” (Aluminum, Magnesium, Manganese, Copper and Zinc Alloy) panels for body. In addition, the use of plexiglass windows and some magnesium mechanical components allowed the weight to be lowered by about 200 kg compared to the Sprint GT (745 kg versus 950); the mechanics had been modified with a new rear suspension that lowered the center of gravity of the car and with the adoption, for the 1.570cc engine, of twin-ignition and larger carburettors (Weber DCOE 45). The “road” GTA developed 115 cv, but the race-ready versions could reach 160-165 hp, with a reduced weight of another 45 kg by eliminating bumpers, seats and other small details.

La GTA, concepita per sostituire la Giulia Ti Super nelle competizioni, ebbe il suo esordio alla Trento-Bondone del 1965, aggiudicandosi la vittoria nella sua categoria: Nei successivi 1966, 1967 e 1968 la GTA vincerà il titolo europeo vetture Turismo, con una supremazia imbarazzante rispetto alla concorrenza. Tecnomodel ha pensato di riprodurre la GTA in varie livree di gara: quella da noi esaminata é la vettura di De Adamich alla 4 ore di Monza 1966. Il modello, in scala 1:18, é in resina con carrozzeria chiusa.

La bella linea di questa coupé é riprodotta con precisione e la verniciatura è veramente di alto livello. Come sempre abbondano le parti in fotoincisione, che in questo caso comprendono anche le cornici del parabrezza, del lunotto e dei vetri laterali; questi ultimi peró, pur essendo belli da vedere, hanno un effetto un po’ troppo piatto… ma forse siamo eccessivamente pignoli. Notiamo peró le belle ruote e soprattutto le maniglie delle porte di forma corretta. Dal lato sinistro lo scarico racing sporge grintoso da sotto la porta del pilota.

La vettura, essendo una versione gara, é priva di paraurti, modifica fatta per risparmiare peso ma che era molto di moda, all’epoca, anche per i possessori della Sprint GT stradale: sicuramente l’estetica guadagna in “cattiveria”.


Bella la fanaleria, sia anteriore che posteriore e apprezziamo molto il fatto che finalmente lo “scalino” del cofano anteriore, che caratterizzava tutte le Giulia GT, sia ben evidenziato. Notiamo peró che manca la “cornice” in lamiera che faceva da profilo, nella parte inferiore, ai fari ed alla calandra. Ben fatto e delle giuste dimensioni lo scudetto Alfa: peccato che la griglia della calandra non sia stata realizzata in fotoincisione, sarebbe stato un tocco di classe in piû. In coda spicca la targa della provincia di Udine, tipica delle vetture Auto Delta fino al 1966.

Gli interni sono piuttosto ben fatti, con il cruscotto e la strumentazione riprodotti con cura: i sedili rendono bene l’effetto fintapelle ed anche il volante é ben fatto, anche se le razze non sono in fotoincisione. Ben riprodotti anche i pannelli della porta. Sul tappetino del passeggero é posizionato un estintore. Notiamo la presenza del roll-bar, il che ci fa supporre che il modello sia stato “copiato” da una vettura dei giorni nostri, perché sulla vettura del 1966 il roll-bar non era montato, non essendo ancora obbligatorio per regolamento; cosa peraltro visibile anche sulle foto dell’epoca.

Proprio esaminando le foto, peró, notiamo che la livrea non è del tutto corretta: l’auto vera, infatti, aveva un triangolo con il quadrifoglio a destra della targa ed anche un piccolo logo Autodelta sul bordo del cofano anteriore, mancanti sul modello; inoltre, sul lato posteriore sinistro del tetto avrebbe dovuto esserci il numero 63. Comunque sia é un buon modello e considerando le qualitá i fanatici della “precisione storica” chiuderanno un occhio.

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