70 anni Citroen 2 CV

Due cavalli per il fisco francese, ma la prima Citroën 2 CV di cavalli al motore non é che ne avesse molti di più: appena 9 spremuti da un bicilindrico boxer di soli 375cc che le permetteva di arrivare si e no a 60 Km/h con quattro persone a bordo. Se c’era una salita era necessario innestare la prima ed avere molta pazienza.

Two horses for the French tax, but the first Citroën 2 HP of horses to the engine is not that it had many more: just 9 squeezed by a twin-cylinder boxer of only 375cc that allowed her to get there and no to 60 km / h with four people on board. If there was a slope it was necessary to engage the first and be very patient.

 

Le prime 2 CV erano caratterizzate dall’ovale che racchiudeva il simbolo Citroën

La vettura fu fortemente voluta da Pierre-Jules Boulanger che, accanto alla costosa Traction Avant, vedeva bene il concetto di un’ utilitaria così spartana da essere definita un ombrello con quattro ruote. Più precisamente una vettura adatta alle aree rurali della Francia, per trasportare quattro contadini con gli zoccoli e 50 kg di patate. Ma con una attenzione alle sospensioni tale da poter attraversare un campo arato con un paniere di uova senza romperne neanche uno, e così alta da poter salire col cappello in testa.

L’aspetto molto primitivo di uno dei prototipi d’anteguerra

Due diversi prototipi realizzati in scala 1:43 da Universal Hobbies (a sinistra) e Norev (a destra)

Lo sviluppo della TPV («Toute Petite Voiture») ebbe il via nel tardo 1935. Il grande stilista Flaminio Bertoni (autore della Traction Avant e poi, anni dopo, creatore della DS) ne fu escluso. Semplicemente perché l’estetica sarebbe stata l’ultima preoccupazione per una macchina così spartana ed economica. Per la TPV furono studiate varie carrozzerie realizzate in leghe di magnesio ed alluminio, tutte con copertura in tela come capote e con dei sedili ad amaca sospesi ai montanti. Avviamento a manovella e un solo faro anteriore (all’epoca si poteva) caratterizzavano i prototipi del 1939, che furono alcune decine. La vettura era pronta per il Salone di Parigi del 1939, perfino una preserie di 250 esemplari da mettere a disposizione dei francesi insieme al lancio della vettura, ma la guerra si portó via ogni illusione ed i prototipi e quasi tutte le auto di preserie furono distrutti per evitare che cadessero in mano ai tedeschi. Qualche veicolo fu così abilmente nascosto che l’ultimo venne ritrovato nel 1995.

Da sinistra: Newray (1:32), Dinky Toys F (1:43), Siku (1:66), Eko (1:86), Gitanes (1:100)

Fra le prime 2CV in miniature vi fu la Dinky Toys francese, in scala 1:43

Il modellino Clé, di plastica, é in scala 1:55 circa

Microminiatura della francese Gitanes in scala 1:100. E’ una 2CV del 1954 con baule applicato

Essenziale é dire poco: il posto di guida di una 2 CV delle prime serie

Nel frattempo Flaminio Bertoni lavoró in gran segreto a una versione della 2CV esteticamente migliorata. Quando la mostró a Boulanger questi capì che se voleva restare sul mercato, nel dopoguerra, non poteva offrire al pubblico una macchina così misera come la TPV e diede l’ok al modello disegnato da Bertoni. La 2 CV fu presentata al Salone di Parigi del 1948 ottenendo un enorme interesse da parte del pubblico, anche se la stampa francese male accolse l’eccessiva spartanità della vettura. Quella italiana non vide nelle soluzioni adottate dalla 2CV alcun pregio, forse anche per il fatto che all’epoca i dazi doganali ne facevano salire il prezzo a un livello tale, per cui da noi il compratore in grado di permettersela aveva ben altre pretese in fatto di estetica e finiture e si rivolgeva ad altri produttori.

La Citroën 2 CV di Maisto, in scala 1:18

 

Vitesse ha avuto in catalogo numerose 2CV, a cominciare dal modello 1948, in  scala 1:43

Citroën 2 CV di Norev Classic, in scala 1:64

La 2 CV della Siku, in scala 1:66, con una canoa (Siku) al traino

Il modellino Eko in scala 1:86 ha i fari gialli com’erano i proiettori delle auto in Francia anni fa

La 2CV fu giudicata irrimediabilmente brutta. Un brutto anatroccolo che, col passare del tempo guadagnava in simpatia quello che non aveva in bellezza, fino a diventare un’icona del nostro tempo e un oggetto “cult”.

Tra il lancio e la commercializzazione passò quasi un anno: le prime 2CV cominciarono ad essere consegnate nel 1949: al pubblico piacque così tanto che la lista di attesa divenne presto molto lunga.

La berlinetta 2CV ribassata di Dagonnet del 1956, modello Norev in scala 1:43

Ben realizzata, a suo tempo, la 2CV della Matchbox serie Dinky, in scala 1:43

Heller ha miniaturizzato in scala 1:43 la 2CV offrendola in scatola di montaggio

Minialuxe ha riproposto la 2CV in zamac con alcune colorazioni di fantasia, in scala 1:43

La 2CV AZL con cofano posteriore metallico e sporgente. A sin. Vitesse, a des. JRD, entrambe in scala 1:43

Le prime modifiche di un certo rilievo furono introdotte nel 1953: nuovo colore grigio più scuro, cerchioni color crema e perdita della cornice ovale attorni gli “chevron” di Citroën sul muso. Nel 1954 apparve la 2 CV AZ, che aveva un motore di 425cc da 12 CV, munito di frizione centrifuga. Si affiancó al modello precedente senza sostituirlo. Le prime AZ avevano anche una tappezzeria interna in tessuto di tipo scozzese. Nel 1956 fu prodotta la 500.000esima 2 CV, mentre l’anno successivo la versione AZLM introduceva il cofano del bagagliaio di lamiera in luogo della tela (arrotolabile come la capote): una modifica che poi venne estesa a tutte le 2CV.

Bellissimo modello in scala 1:43 della 2CV Sahara 4×4 di Vitesse, fedele anche nei particolari

Ottomobile ha pensato alla 2 CV Sahara proponendola in scala 1:18

La piccola 2CV della APS (poi Politoys) in scala dichiarata 1:77, ma in realtà quasi 1:87

Curiosa livrea per questa Norev in scala 1:64

2 CV pubblicitaria “Berger” di Norev, in scala 1:43

Il primo restyling arrivò alla fine del 1960, con un nuovo cofano motore privo della caratteristica lamiera ondulata, una mascherina piú ridotta, un colore in piú fra cui scegliere (il giallo), nuovi paraurti e mezzo cavallo in più di potenza…

Di quell’anno é il lancio della versione Sahara: una 2CV 4×4 dove la doppia trazione, stante la scarsa potenza del motore, era ottenuta semplicemente mettendo un motore in piú dentro al bagagliaio posteriore, che praticamente spariva.

Nel 1961 la Dinky Toys francese mise in produzione la 2CV con il nuovo colore giallo, assai realistico

La 2 CV del 1964 della Tomica, in scala 1:57

Le modifiche alla 2CV sono spesso invisibili, come l’aumento a 18CV di potenza del motore, nel 1963, o versioni come la AZAM che ricevevano dei tubi di rinforzo ai paraurti o i coprimozzi cromati. Per distinguere bene l’anno di produzione di una 2 CV é bene comunque affidarsi alla letteratura specializzata. Le portiere anteriori con apertura controvento arrivarono nel 1965 insieme all’adozione dei vetri laterali sul montante posteriore su alcune versioni diciamo così “più lussuose”.

Una vera Citroën 2 CV del 1967: é evidente il terzo finestrino laterale

Quando la Dinky Toys francese aggiornó la sua 2CV in scala 1:43 la dotó di cofano anteriore apribile. 

Il modello Del Prado, in scala 1:43, mette in evidenza i tubi di rinforzo posteriori, ma non quelli anteriori

Piccola 2CV in scala 1:66 venduta da Giodi col proprio marchio molti anni fa

Pure se in scala molto piccola (1:160), il modellino della Fleischmann é molto ben riuscito

Polistil mise in commercio la 2CV in scala 1:24. Peccato per i fari anteriori cilindrici.

Sempre di Polistil, ma in scala 1:55 é questa 2CV con portiere apribili

Dettagliata e ben riuscita la scatola di montaggio Heller, in scala 1:24

Una 2CV non poteva mancare fra le Schuco Piccolo, in scala 1:90

Auto Pilen copió la 2CV della Dinky Toys, ma dopo qualche anno le mise i fari quadri e i lampeggiatori

Fari rettangolari anche per la piccola 2 CV di Herpa in scala 1:87

Nel 1967 la AZAM sparí, sostituita dalla “Export” che aveva nuovi indicatori di direzione. Nel 1970 il motore di 425cc fu pensionato a favore del 435cc da 26 CV della Dyane, cui poteva aggiungersi, pagando un sovrapprezzo, il 602cc da 28,5 CV dell’Ami 8. Nel 1975 la 2CV guadagnò nuovi fari rettangolari, cinture di sicurezza e lavavetro. I fari quadrati non piacquero molto e presto tornarono rotondi, mentre in quegli anni cominciarono ad essere prodotte delle serie speciali: la più nota é la “Charleston” bicolore del 1980.

Cruscotto un po’ più evoluto nei modelli 1972…

Forse la più apprezzata delle versioni speciali: la Citroën 2CV Charleston del 1980

La scatola di montaggio della Revell, in scala 1:24, é molto bella ma richiede abilitá nella verniciatura

La Welly ha prodotto una buona 2CV Charleston in scala 1:24, con qualche libertà nel contorno parabrezza

In scala 1:87 abbiamo anche la Charleston della Wiking

Doveva avere una tiratura limitata, ma rimase in listino a furor di popolo…La produzione della 2CV si chiuse in Francia nel 1988, ma continuò in Portogallo fino al 27 luglio 1990 arrivando a 3.872.583 esemplari.

I MODELLI

Non è facile parlare di modelli della 2CV: ce ne sono tantissimi: la lunga carriera, la simpatia della vettura e la sua diffusione, un po’ come per il Maggiolino, hanno fatto sì che siano tantissimi i produttori ad averne realizzata una, quando non addirittura delle serie complete: ci sono state diverse iniziative editoriali che hanno portato sul mercato decine di versioni tra le più curiose della 2CV.

Citroën 2 CV Citroneta, prodotta in Cile e Argentina, modello IXO in scala 1:43

2CV “limousine” con pubblicità Cochonou, di Norev, in scala 1:43

In un film di 007 apparve una 2CV, di cui poi venne fatta una serie speciale. Il modello é della Norev in scala 1:43

Da quelle di alcuni estrosi carrozzieri a quelle versioni speciali create dalla stessa Citroën negli ultimi anni di vita della celebre vettura. Fra i tanti produttori la Norev é forse quella che si è distinta più di tutti. Chissá cosa avrebbe fatto la Dinky Toys francese, autrice della prima 2CV in scala 1:43 se il marchio non fosse scomparso cosí tanti anni fa. Come sempre offriamo ai nostri lettori una serie non certo esaustiva ma piuttosto variegata di quanto offre il mercato, fra modelli obsoleti ed attuali.

L’ottimo modello Solido in scala 1:18 uscito parecchi anni fa

Sopra e sotto: il modello della Solido di nuova gestione in versione “Dolly” del 1985, sempre in scala 1:18

Anche Oxford ha scelto la “Dolly” per il suo modello 1:76, ma in una colorazione del 1986

La 2CV6 della Minichamps in scala 1:18, con quattro aperture

  

La 2CV promozionale Schuco per la Fiera di Norimberga 2017, in scala 1:64

  

Anche Tamiya propone una bella scatola di montaggio della 2CV, in scala 1:24

La 2CV Basket del 1976, un modello Vitesse in scala 1:43

Pure di Vitesse é la 2CV Spot del 1976, con fari rettangolari

 

Per chi ama il genere c’é anche la 2CV Tuning di Maisto, ma é un po’ esagerata…

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