60 anni di SCALEXTRIC

Mr.Francis cominció la propria attività nel 1947 con due modelli in alluminio di auto da record, ma la storia di questa Casa, famosa nel mondo per le sue piste elettriche, si fa risalire ai modelli Scalex, prodotti dalla ‘Minimodels Ltd.’ di Havant e usciti per la prima volta nel 1952: erano modelli in lamierino in scala 1:32, che ottenevano il moto da una frizione collegata a una quinta ruota, con un meccanismo senza chiavetta (Keyless clock-work).

Mr.Francis started his business in 1947 with two models of record car-br made of aluminum, but the story of this house, world famous for its electric tracks, is traced back to the Scalex models, produced by ‘Minimodels Ltd.’ of Havant and came out for the first time in 1952: they were scale models 1:32, which got the motion from a friction connected to a fifth wheel, with a Keyless clock-work.

La scatola della MG Midget della Scalex, in 1:32 circa

La gamma di questi modelli, chiamata ‘Scalex’ comprendeva Sunbeam Alpine, MG TF, Jaguar 2,4 litre, Aston Martin DB2, Austin Healey 100/6, Jaguar XK 120 insieme a una Ferrari ed a una Maserati da corsa. Più tardi il movimento era trasmesso sempre dalla quinta ruota, sulla quale però si avvolgeva un cavo di nylon da tirare. Questi modelli mutarono il nome in ‘Startex’. Nel 1955 fu osservata una pista elettrica, presentata alla Fiera di Londra dalla VIP, una piccola azienda inglese, che utilizzava elementi di pista metallici con una scanalatura in mezzo.

La diversa evoluzione della grafica Scalextric nei vari decenni di attività

Riedizione della prima Ferrari 375 della Scalextric, in latta, 1:32

Maserati 250F riedita da Scalextric in latta, in occasione del 50° anniversario

Minimodel utilizzò questo sistema trasferendolo su una pista in plastica gommosa, più flessibile e resistente. Così nel 1957 arrivò il motorino elettrico, che fu installato su tre modelli (una Ferrari, una Austin Healey e una Maserati) che risalivano alla precedente produzione: la nuova serie, presentata alla Fiera del Giocattolo di Harrogate di quell’anno, prese il nome Scalextric (Scalex-electric). Insieme ai modelli veniva prodotta la pista su cui dovevano correre e dalla quale ricavavano la corrente, tramite un apposito trasformatore. Inizialmente la linea Scalextric fu prodotta in Inghilterra dalla Minimodels.

A sinistra poster approvato dal famoso pilota Jim Clark, a destra locandina spagnola

Uno dei primi modelli con fari funzionanti: la Lister Jaguar Le Mans

Lotus 57 Scalextric, scala 1:32

Telaio in lamierino della Mercedes-Benz 230-250SL

Nel 1960 l’era del lamierino terminó ed i modelli furono interamente realizzati in plastica. Poiché in Francia i modelli Scalextric erano prodotti su licenza a Calais, da una branca della Lines, presto tutta la Scalextric entró a far parte del nutrito catalogo Lines Bros-Triang e la produzione fu trasferita nel 1971, insieme ai trenini Hornby, in un nuovo stabilimento. Il “boom” delle slot-car fu a metà degli anni ’60, quando venne lanciata anche una linea in scala 1:24, che ebbe un successo più limitato a causa del costo più elevato e dello spazio maggiore che occupava nelle abitazioni.

Scalextric Offenhauser C79 Indianapolis, scala 1:32

Ferrari 156 F.1, un altro modello Scalextric in 1:32

Scatola per pista Scalextric in scala 1:24

Una particolarità che ha sempre contraddistinto i modelli Scalextric rispetto alla concorrenza, fu che la Casa inglese non scese mai a compromessi e le sue miniature erano impeccabilmente riprodotte nella linea (anche se gli interni, per ovvi motivi dovuti alla presenza del motore elettrico e del telaio, non erano ovviamente ben dettagliati). Fra le tante riproduzioni vi sono anche delle auto antiche: una Bentley Le Mans 1927, un’Alfa Romeo 2300 Zagato e una Bugatti Type 59 che è oggi uno dei modelli più rari della serie.

Alfa Romeo 8C 2300 Zagato, qui in una confezione riedita molti anni fa

Bentley 4,5 litre Le Mans, Scalextric, 1:32

La scatola Grand Prix con le auto vintage

Inoltre in catalogo esisteva una nutrita serie di accessori che consentiva di arricchire il circuito con tribune, box, ponti, personaggi e quant’altro potesse stuzzicare la fantasia dei ragazzi.

Una serie di accessori originali Scalextric per ambientare le piste elettriche

Scatola con tre piloti per le piste in scala 1:24

Fra le confezioni più curiose vi fu la scatola «James Bond 007» apparsa nel 1966-67, contenente una Aston Martin DB5 con alcuni gadgets dell’auto di 007, funzionanti e una Mercedes 190 SL nera. La scatola conteneva anche alcuni elementi di pista speciali, con ostacoli e trabocchetti per aumentare il divertimento.

Recente perfetta riproduzione dell’Aston Martin DB5 di 007, modello Scalextric in 1:32

Riproduzione del coperchio della prima edizione della scatola con la pista di 007

Uno dei pochi fallimenti fu la linea “You steer” che permetteva di controllare lo sterzo dei modelli dal controller: i modelli in realtà non sterzavano affatto ma potevano traslare al massimo due centimetri rispetto alla pista, per eventualmente ostacolare un sorpasso. I modelli così equipaggiati furono cinque (Javelin, Ford Mirage, Ferrari P4, Ford 3L e una Lamborghini).

American Motors Javelin, 1:32

Catheram Seven Gulf 2002, 1:32

Ford GT 40 Mk.II Le Mans 1966

Ford Mustang Boss

MG Lola EX257 LM 2002

Mini Cooper 1964

Gli Scalextric furono montati anche nella filiale spagnola. Nel 1982 fu formata una impresa indipendente (Hornby Hobbies Ltd) che salvó la Scalextric dall’oblio e verso metà anni ’90 la produzione fu trasferita in Cina. Nel 2004 è stata adottata la tecnologia digitale, che consente scambi di corsia mantenendo il controllo di ciascuna vettura e nel 2007 la Scalextric ha festeggiato il suo 50° anniversario con un cofanetto contenente una riedizione in latta della sua prima Ferrari 375 GP insieme alla Ferrari F.1 del 2006.

Blister con personaggi a lato pista (Trackside) di produzione recente

Volkswagen Maggiolino 1200 East African Safari

Contemporaneamente, alla Fiera del Giocattolo di Londra, ha adottato un nuovo logo. Come già detto, una serie di piste in scala 1:24 fu offerta a partire dal 1967: era estremamente popolare in America e adottato per le piste professionali, ma in Europa il sistema 1:24 della Scalextric arrivó troppo tardi, con auto un po’ fragili e scarsa offerta di elementi di pista (con solo due tipi di curve, ad esempio), cosicché, anche per gli alti costi di produzione, la scala grande fu eliminata nel 1970.

Per i 60 anni la Scalextric ha in programma una serie di modelli in livrea speciale fra i quali vi sono:

Aston Martin DBR 9

Audi Quattro

468 ad