60 anni Alfa Romeo Giulietta

Col modello 1900 del 1950 l’Alfa Romeo abbandonava la dimensione artigianale che aveva caratterizzato gli anni prima della Guerra Mondiale e la ripresa successiva. L’esperienza per la costruzione in serie le derivava dal settore dei veicoli industriali, posta sotto il massimo sforzo a causa della produzione bellica, ma una linea di montaggio per automobili era ben altra cosa.

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Immagine d’epoca con una Giulietta berlina

La 1900, poi, non era propriamente un modello popolare. La berlina che vince le corse, per prezzo e dimensioni, era la tipica auto da Commendatore, Professionista affermato o comunque benestante. Col numero di fabbrica “750” partiva il progetto di una berlina media adatta ad un pubblico più vasto. La nuova vettura avrebbe dovuto essere presentata al Salone di Torino del 1954, ma a quella manifestazione approdarono invece due coupé, quasi definitivi, ma dotati di un portello posteriore, primizia per quell’epoca. Per la produzione in serie furono interpellati vari carrozzieri e fu messa in opera una vera task force di noti designer che perfezionarono la linea finché si ritenne perfetta per il tipo di auto, anche se per ragioni di economia produttiva si tornò un bagagliaio a botola e il portellone fu abbandonato. Ma lasciamo questa vettura, che prese il nome di Giulietta, alla Bertone che si mise a produrla e torniamo alla berlina.

Mercury Giulietta

Alfa Romeo Giulietta berlina con la scatola originale, Mercury, 1:48

 

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Il celebre motore 1300 bialbero della Giulietta T.I.

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Cruscotto della Giulietta T.I. con gli strumenti supplementari ai lati del tachimetro a mezzaluna

L’Alfa Romeo Giulietta è il risultato di una progettazione indoor, tracciata dal Centro Stile guidato da Giuseppe Scarnati, sulla quale ingegneri come Giuseppe Busso (motore) e Orazio Satta Puliga (resto della meccanica) avevano dato il meglio che si poteva pretendere da una berlina costruita in grande serie in quegli anni. Dai prototipi del 1953 emerse una rumorosità dell’abitacolo molto superiore a quella della concorrenza e comunque intollerabile e difficile da ridurre. Fu questo anche uno dei motivi che spinsero la Casa del Portello a presentare prima la coupé, ma al Salone di Torino del 1955 la Giulietta berlina era finalmente sulla linea di montaggio. Fu un successo immediato.

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Ancora una immagine della Giulietta della Mercury, in scala 1:48

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Alfa Romeo Giulietta T.I., Mercury, 1:48

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Alfa Romeo Giulietta berlina “Esso”, Scottoy, 1:48

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Un trio di di rarissime Giulietta bicolore della Mercury

Si conquistò subito il cuore degli automobilisti italiani e persino il posto in copertina del primo numero di Quattroruote. Aveva un motore di 1290cc che sviluppava 50 cv, ma nel 1957 le fu affiancata la Giulietta T.I. (sta per Turismo Internazionale) che di cavalli ne aveva 65 e si distingueva per dettagli estetici, il più evidente dei quali era un accenno di pinne posteriori con le luci incassate.

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Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie

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Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie, Politoys, 1:41

McGregor Giulietta

Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie, McGregor, 1:41

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Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie, ICIS, scala 1:43

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 Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie Polizia, Politoys, 1:41

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La performante Alfa Romeo Giulietta TI era la preferita dalle Forze dell’Ordine

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Vista di tre quarti posteriore della Giulietta TI seconda serie Polizia della Politoys, di plastica in scala 1:41

Nel 1959 fu ristilizzata la calandra, la coda guadagnò fanali più grandi e all’interno c’era un nuovo cruscotto. Due anni dopo veniva prodotta la 100.000sima Giulietta e in quello stesso anni ci fu un secondo restyling con coperchio del bagagliaio più ampio, nuovo frontale, la normale adottò un motore che sviluppava 62 cv mentre la  T.I. fu potenziata a 74 cv, con i quali riusciva a raggiungere i 155 Km/h. Per queste sue caratteristiche fu sempre la preferita delle Forze dell’Ordine. Il carrozziere Colli propose una versione familiare che fu offerta attraverso la rete ufficiale nel 1959, ma risultò scarsamente appetita: del centinaio circa di esemplari prodotti gli ultimi vennero venduti nel 1960 e poi la vettura fu quietamente tolta dal listino.

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Una delle rare Giulietta Promiscua di Colli sopravvissute

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Da sinistra  le Giulietta Weekendina di Boneschi 1957  e la Giulietta Promiscua di Colli 1959 di Gulp Model, entrambe in resina in tiratura limitata, scala 1:43

Gulp Alfa Romeo Giulietta Ministerialea Colli 1959

Pure di Gulp Model  la Giulietta Ministeriale proposta dalla Carrozzeria Colli in pochi esemplari. Modello di resina in scala 1:43

La Giulietta ebbe una carriera lunga fino al 1964, quando, dopo un breve affiancamento, fu definitivamente soppiantata dalla nuova Giulia 1300, con la quale condivideva, per ragioni di economia industriale, lo stesso propulsore.

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Un’ Alfa Romeo Giulietta terza serie fotografata alla mostra Auto e Moto d’Epoca di Padova 2011

I MODELLI

 I modellini della Giulietta berlina sono decisamente pochi rispetto all’ampia produzione mondiale che si è occupata dell’Alfa Romeo. In particolare mancano i modelli di grandi dimensioni. Attualmente, a parte la riproduzione della Rio,non risulta reperibile nessun modello della Giulietta, per avere la quale occorre andarla a cercare nei mercatini e alle borse scambio.

APS Alfa Romeo Giulietta 4L’economicissimo modellino APS riproducente una Giulietta in scala 1:87 circa

La prima ad apparire fu la Giulietta della Mercury, un modellino semplice ma deliziosamente accurato, poi venne quella della Politoys. Era di plastica, in scala 1:41, riproduceva la TI seconda serie ed era disponibile anche in versione Polizia. Le copie del modello della Politoys furono  prodotte in Grecia col marchio Elvip ed in Messico con il marchio McGregor. La APS riprodusse un micromodello molto economico (si trovava inizialmente in bustine-sorpresa assieme a della gomma da masticare) che era ufficialmente dichiarato in scala 1:77, ma in realtà era molto vicino all’1:87. Negli stessi anni la Mercury fornì la sua Giulietta con finestrini di plastica trasparente, interni e sospensioni, e per l’occasione modificò anche lo stampo della coda e la chiamò Giulietta T.I. La Scottoy riprese il modello in scala della Giulietta normale prodotta dalla Mercury in scala 1:48 e lo comercializzò in numerose varianti. Nel 1960 uscì anche la Giulietta TI secnda serie della I.C.I.S., di plastica in scala 1:43, ma si trattò probabilmente dell’ultimo modello della Casa milanese ed è oggi rarissimo. Anche la F.I.P. riprodusse in plastica una Giulietta in scala 1:55 circa, ma si tratta del modello più raro di questa piccola azienda italiana. Citiamo anche, tra i produttori artigiani, il marchio Tron che ha riprodotto un buon numero di Giulietta normale e TI della prima serie in resina, scala 1:43 ed in alcune varianti sia stradali che pistaiole.

Mamone Alfa Giulietta PanteraBen proporzionata ma in tiratura limitata: Alfa Romeo Giulietta normale seconda serie Pantera, Mamone, 1:20

Poi, per anni, calò il sipario sulla Giulietta berlina, finché l’artigiano Mamone non riprodusse una berlina normale seconda serie in scala 1:20, che é anche l’unico modello esistente di grandi dimensioni ed é pure l’unica riproduzione esistente della Giulietta normale seconda serie, quella per intenderci con la fanaleria posteriore di minori dimensioni. La Rio decise di mettere in catalogo la Giulietta prima serie sia normale che TI in molte interessanti versioni ed in scala 1:43. Aggiungiamo anche che la Atlas, per la serie delle auto dei fumetti di TinTin ha miniaturizzato una splendida Alfa Romeo Giulietta TI seconda serie, ben resa nelle proporzioni, ma in scala leggermente più grande (1:40 circa). In tempi più recenti la IXO ha commercializzato una Giulietta berlina prima serie in scala 1:43 abbastanza riuscita mentra dobbiamo alla casa editrice Fabbri il merito di avere permesso ai collezionisti di avere una Giulietta TI terza serie in scala 1:43 facente parte della Alfa Romeo Sport Collection. Il modello in scala era stato realizzato dalla metro.mo.it, attualmente leomodels.

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Il modello Atlas con i personaggi di TinTin è in scala 1:40 circa e riproduce la seconda serie

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Alfa Romeo Giulietta, Rio, 1:43

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Alfa Romeo Giulietta T.I. rally di Montecarlo, Rio, 1:43

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Alfa Romeo Giulietta T.I. Tour de France, Rio, 1:43

Rio Alfa Romeo Giulietta Squadra Mobile

Alfa Romeo Giulietta Squadra Mobile, Rio, 1:43

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Alfa Romeo Giulietta, Ixo, scala 1:43

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Alfa Romeo Giulietta TI Tour de France 1959, Tron, scala 1:43

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Alfa Romeo Giulietta TI terza serie partecipante al Rally di Monte Carlo nel 1962, prodotta dalla  metro.mo.it per la collezione Alfa Romeo Sport Collection della casa editrice Fabbri, scala 1:43

Attendiamo qualche produttore che si prenda ancora cura della Giulietta Berlina e ce ne proponga un modello aggiornato, magari della seconda e terza serie decisamente meno riprodotte. In particolare non é mai state riprodotta le Giulietta berlina terza serie nell’allestimento “normale” contraddistinto dai fanalini posteriori di minori dimensioni e neppure esiste un modello in scala 1:43 della seconda serie normale. A tali mancanze potrebbe provvedere la casa editrice Hachette se deciderà di distribuire, dopo il market test, la sua Alfa Romeo Collection.

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Vista frontale dell’Alfa Romeo Giulietta Squadra Mobile, Rio, 1:43

 

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