45 anni BRUMM

Curioso traguardo da festeggiare per la Brumm di Reno Tattarletti a Oltrona di S.Mamette quello dei 45 anni dalla fondazione. L’attività prese l’avvio nel 1972 con una serie di carrozze, a cominciare dal “Brumm de Milan”, ovvero una versione milanese della carrozza Landaulette, usata come taxi. La scelta di produrre carrozze era dovuta a un preciso accordo con gli altri fratelli Tattarletti che impegnava Brumm a non produrre automodelli per un certo periodo dopo l’inizio dell’attività. I “Fratelli Tattarletti” era una azienda fondata a Cernobbio nel 1952 e si era evoluta nella “Stampoplastica” del 1961, che produceva stampi e parti in plastica per molte aziende, che andavano dalla produzione di tacchi per scarpe da donna agli stampi modellistici per la Rivarossi, comprese le grosse Fiat 600 e 500.

La Fiat 500 predisposta per l’occasione. E’ in scala 1:43

I fratelli Tattarletti avevano ottimi collaboratori, una buona disponibilità produttiva e tanto entusiasmo, così nel 1962 ebbe inizio la produzione di modelli d’auto antiche col marchio Rio.

Brum passò nel 1975 a realizzare alcuni carri a vapore, fra i quali il celebre Carro di Cugnot del 1769. Anche in questo caso Brumm eseguì una notevole ricerca storica, coadiuvata dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, per garantire la fedeltà dei propri modelli, inclusi in una serie denominata “Old Fire”.

Il coupé a 8 molle, fra i primi modelli di Brumm

Perfetta in ogni dettaglio la diligenza a vapore di Bordino, un modello Brumm in 1:43

Al termine dell’accordo, nel 1976, passò finalmente a riprodurre le prime automobili, cominciando con alcune Cyclecar (vetturette economiche degli anni ’20). Le prime ‘vere’ automobili seguirono nel 1978, cominciando con una Fiat 75HP da corsa del 1904 per poi inserire molte sportive d’epoca. Da allora l’attività Brumm è proseguita e continua con notevole successo.

Il cyclecar francese Bedelia del 1910, con guida posteriore e trasmissione a cinghia

Splendido il modello Brumm della Morgan a tre ruote

Bugatti 59 da corsa del 1933

Maserati 250F di formula Uno

Jaguar C Type Le Mans 1951

Porsche 356 coupé guida a destra con tetto apribile

Porsche 356 roadster con guida a sinistra

Le varie versioni Polizia di diverse nazioni proposte da Brumm sul suo modello della 356

Un forte impulso all’azienda venne quando alla Brumm capirono che i collezionisti volevano auto più vicine a loro nel tempo: con la Fiat 500C Topolino del 1949 per la Brumm giunse l’ora di abbandonare la strada tracciata dalla Rio, che continuava a proporre vetture molto antiche. Negli anni ’80 iniziava anche la produzione di bolidi da corsa e si avviava anche la fabbricazione di molti modelli promozionali con tirature limitate.

Fiat 508C Balilla 1100 del 1936 in versione lusso con fasce bianche

Fiat 500A Topolino del 1936, aperta.

Fiat 500A Topolino nella versione con bombole di metano

Splendido furgoncino per consegne Galbani su base Fiat 500 Topolino

Fiat 500C furgoncino “Ditta Garrone”

Fiat 508C 1100 in versione con alimentazione a gassogeno e decorazione del periodo bellico

Fiat 1400 B del 1956. Esisteva anche la versione Diesel e Seat 1400.

Una caratteristica della Brumm è di aver mantenuto per lungo tempo in catalogo quasi tutti i modelli finora realizzati, con l’esclusione dei primi 10 della serie Revival, tolti dal listino nel 1987 e di pochi altri.

Nel 1989 moriva Reno Tattarletti e la direzione dell’azienda passava al figlio Rio.

Alfa Romeo 1750 GS Zagato 1931

Auto Union tipo C record

La Auto Avio Costruzioni del 1940 fu la prima auto costruita da Enzo Ferrari

Un vuoto nelle nostre collezioni fu colmato dalla Lancia Aprilia 1937 di Brumm

La Lancia Aurelia convertibile 1957 in versione aperta e chiusa

Mercedes-Benz W196C formula 1 modificata per dei test aerodinamici a Monza

Porsche 550A Targa Florio 1956

All’inizio degli anni ’90 i modelli di maggiore successo furono la Mercedes 300 SLR, le varie versioni della Porsche 550 RS e la Ferrari 512BB, una versione della quale celebrava anche il 20°anniversario della Brumm stessa.

Diorama di una storica sfida fra una Ferrari 126 CK del 1981 e un caccia F104

Virtuosismi di Brumm: la bella Ferrari 126 CK con scocca separabile

Ferrari 312 T4 Gran Premio d’Italia del 1979

Ferrari 126 C2 Gran Premio di S.Marino del 1982

Mentre molti produttori cominciavano a spostare la propria attività in Cina, Brumm restò fedele al «made in Italy» facendone un vanto della propria azienda e si specializzò in una serie di utilitarie Fiat che ebbero origine da un modello della 600 Multipla, uno dei più belli mai realizzati per questa vettura. Con le piccole Fiat nasceva anche una nuova filosofia, che vedeva offrire i modelli in tutte le varianti di colore della vettura reale, rendendo anche facile ai collezionisti l’acquisto del modellino nello stesso colore della vettura di papà o che magari avevano guidato da neo-patentati.

La Fiat 500 del 1958, con moulure e coppe ruota

La versione aperta della Fiat 500 giardiniera mette in risalto gli ottimi interni

Uno dei tanti simpatici diorami Brumm, dedicato alla linea di montaggio a Mirafiori

La Fiat 500 nella livrea del giorno della presentazione, il 4 luglio 1957, a Torino

Fiat 500 R del 1972

Fiat 600 pubblicitarie: la Multipla “Singer” e la berlina “Buitoni”

Fiat 600 Multipla 1958 con pubblicità Oliofiat

La Fiat 600 trasformabile del 1956, ancora coi vetri scorrevoli

Fiat 600 D Multipla 1960

La Fiat 500 derivazione Abarth del 1957

Fiat-Abarth 595 SS (a sinistra) e 595 (a destra) del 1963

Due versioni della Fiat-Abarth 1000 derivata dalla scocca della Fiat 600

Ferrai 250 GTO 1962

Anche la Fiat 127 era disponibile in diverse colorazioni realistiche

Furgoncini Fiat 1100 e 500C della “Singer”

Fiat 1100 furgone “Ramazzotti”

Un esempio dei tanti articoli promozionali prodotti da Brumm: la Fiat 1100 “Caffé Musetti”

La Fiat Panda del 1982 con il prototipo camuffato (a sinistra)

Per la Panda 4×4 Brumm ha interamente riprogettato il fondino del modello

Giannini 500 TV, una simpatica realizzazione di Brumm

Altro diorama della linea di montaggio a Mirafiori: questa volta è la Fiat 600

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