1968 – 50 anni VOLKSWAGEN 411

Cinquanta anni fa veniva presentata a Francoforte l’ultima Volkswagen progettata nell’era di Heinz Nordhoff, che aveva assunto la direzione del complesso industriale di Wolfsburg esattamente 20 anni prima chiamato dal comandante inglese Ivan Hirst, che aveva allora la responsabilità della fabbrica per conto delle truppe alleate.

La 411 presentata nel 1968 come modello 1969, aveva grossi fari ovali

Il modello promozionale realizzato dalla Cursor in scala 1:43

La nuova vettura meritò un titolo a parte: era la Tipo 4, perché non aveva nulla in comune con la Tipo 1 (il Maggiolino), la Tipo 2 (il furgone Transporter) e la Tipo 3 (la 1500-1600). Il nome per riconoscerla fu semplicemente la sigla 411.

Il modellino in scala 1:87 della Wiking era molto ben riuscito nonostante le piccole dimensioni

Si trattava di un’automobile di classe medio-superiore, costruita per la prima volta con la scocca portante, che permetteva interni molto comodi (grazie anche al passo aumentato di 10 centimetri), con il pavimento perfettamente piatto. Nuove anche le sospensioni McPherson all’avantreno, che consentivano di realizzare un bagagliaio molto grande e adatto alla classe della vettura e nuove erano anche le 4 portiere, per la prima volta su di una Volkswagen europea, anche se un modello a due porte era pure disponibile. Dove tutta questa modernità non appariva era nel motore, derivato dal 4 cilindri boxer della 1600, portato a 1700cc, con una potenza di appena 60 CV. Le critiche si appuntarono – oltre che sul frontale pesante dominato da due grandi fari ovali – soprattutto sulla inadeguatezza della meccanica per una berlina di questa classe. Volkswagen intervenne prontamente, lanciando nel 1969 la versione con il motore dotato di iniezione elettronica, che di cavalli ne sfornava 80, ritenuti questa volta adeguati al modello e alla filosofia della Casa di Wolfsburg.

In sezione si nota la buona abitabilità e lo spazio per i bagagli (anche sopra il motore)

Veduta dello stand Volkswagen al Salone di Parigi del 1968

Cruscotto di una 411 automatica del 1971 per gli USA con il condizionatore

Fifty years ago was unveiled in Frankfurt the last Volkswagen designed in the era of Heinz Nordhoff, who had taken over the industrial complex at Wolfsburg 20 years earlier called by the English Commander Ivan Hirst, who was then at the responsibility of the factory. The new car deserved a title aside: it was the Type 4, because it had nothing in common with the Type 1 (Beetle), Type 2 (Transporter van) and Type 3 (1500-1600). The name to recognize it was simply “411”. It was an upper-middle class car, built for the first time with the bearing shell, which allowed interior very comfortable (with the wheelbase increased by 10 cm), and the floor perfectly flat. New front McPherson suspension, who also allowed to make a very large boot suitable for car class, and new were also four doors, for the first time on a European Volkswagen, though a two doors was also available. Where all this modernity did not appear was in the 4-cylinder boxer engine, derived from the 1600’s, and led to 1700cc, with an output of just 60 HP. The criticism was heavily – in addition to the bulky front-end dominated by two large oval headlights – directed on the inadequacy of the mechanics for a sedan in this class. Volkswagen intervened promptly, and launched in 1969 the version with the engine equipped with electronic fuel injection, which they regarded as 80 churning out horses this time adapted to the model and to the philosophy of the House of Wolfsburg.

La prima versione del modello Gama in scala 1:43, con ruote cromate e uno strano cofano nero opaco

La seconda 411 della Gama, con verniciatura uniforme e ruote di plastica grigia

La VW 411 dell’ADAC (Automobil Club tedesco) della Huki, di lamiera in scala 1:30 circa

Lo stesso modello Huki ma nella versione con motore a molla e ruote sterzanti.

La bella VW 411 Märklin in scala 1:43, con 4 porte apribili

L’iniezione elettronica era già apparsa su di una VW, ma solo sui modelli destinati alla California che aveva leggi restrittive sull’inquinamento. Era invece la prima volta al mondo che ne veniva equipaggiata una vettura di serie destinata a tutti i mercati. La cosa non rallegrò peró gli acquirenti del primo modello, rimasti con una vettura fortemente deprezzata e dalle prestazioni meno che sufficienti. Inoltre la nuova versione aveva i doppi fari e un nuovo fregio sul frontale, che lo snellivano otticamente. A ciò si aggiunse il lancio dell’Audi 100, una vettura molto moderna e appagante per l’epoca e non molto più costosa della Volkswagen 411.

Il frontale dei promozionali Cursor a confronto: a destra la versione uscita nel 1970

La piccola 411 della Wiking in scala N (1:160)

La concorrenza fra le due auto vide la 411 perdente, anche se disponibile in una nuova versione: la giardinetta a tre porte, chiamata Variant, che fu subito la preferita della gamma. Per il model-year ’73 – nell’agosto del 1972 – la nuova 412 sostituì la 411, con una vettura ridisegnata soprattutto nel frontale, per renderlo più moderno e migliorarne l’aerodinamica, ma le vendite non ripresero quota. Nel 1974 la 412 venne equipaggiata con un motore di 1800cc da 75 CV nel quale l’iniezione elettronica era stata sostituita da due carburatori. Fu il canto del cigno e la vettura uscì dai listini nel 1975, dopo essere stata prodotta in poco più di 367.000 unità di cui la metà nella versione Variant.

I MODELLI

Possiamo mettere in collezione una discreta serie di Tipo 4 in tutte le scale e con alcuni modelli oggi piuttosto rari. Sono tutti tedeschi ad eccezione di uno speciale di produzione francese e di una copia brasiliana di un modello prodotto in Germania.

La VW 411 Variant della Herpa nella serie Magic, in scala 1:87

Le prime 411 sono i promozionali prodotti in scala 1:43 per conto della Volkswagen dalla Cursor e non più dalla Wiking com’era accaduto fino ad allora, ma quest’ultima arrivò subito a ruota con il modellino nella sua tradizionale scala 1:87. Il lancio della versione a 4 fari con l’iniezione elettronica sorprese anche i costruttori, ma sia Cursor sia Wiking modificarono velocemente gli stampi per aggiornare le loro miniature. Wiking commise un piccolo errore: le prime con 4 fari non avevano il fregio anteriore e mantenevano lo stemma VW sulla punta del cofano. Dopo qualche tempo uscì il modello definitivo con i particolari al posto giusto.

I tre differenti frontali della 411 Wiking in scala 1:87

Quindi uscirono i modelli della Gama e della Märklin, interamente apribili (compreso il piccolo cofano motore), con la riproduzione in scala della Märklin dotata di 4 portiere apribili a scatto di grande finezza. Anche la Siku mise in produzione una 411, non troppo precisa, ma nella versione a 2 porte. Rimase in catalogo un solo anno ed é il più raro modello di questa vettura. Si ipotizza una possibile rottura dello stampo che non permise di riprendere la produzione.

Il modello in 1:66 della 411 a 2 porte Siku rimase in catalogo un solo anno ed è molto raro

Meno rara è la copia in gomma, pure in scala 1:66, della Stelco

Fra i giocattoli citiamo l’unico di latta, prodotto dalla tedesca Huki: era una 411 a 2 porte con movimento a molla o elettrico con ruote sterzanti, oppure a frizione con telaio semplificato e ruote fisse. 

Quando uscì la 412 solo la tedesca Strelco la riprodusse in scala 1:66 e per molti anni rimase l’unico modello di questa vettura finché la BS-Design non fece una piccola Variant di resina in scala 1:87 e la francese Miniroute non la riprodusse, con approssimazione, in 1:43.

Immagine da catalogo della VW 412 Variant

La VW 412 Variant di BS-Design: era un minikit di resina in scala 1:87

La VW 412 di Miniroute in scala 1:43

Il modellino della Strelco era in plastica con fondino metallico. La scala era 1:66

In primo piano, senza le parti cromate, è la copia brasiliana della 412 della Strelco

In tempi piúecenti la 411 è tornata a far parlare di sé con gli splendidi modelli della Minichamps in scala 1:43, con le piccole Variant Herpa in scala 1:87 e la grande miniatura BoS in scala 1:18. Anche la 412 ha avuto da poco una miniatura di buon livello, prodotta da AutoCult, ma anche se decisamente più appagante del modello Miniroute, per il prezzo ci saremo attesi un frontale più riuscito.

Sopra e sotto (in versione pompieri) la VW 411 di Schuco Modell in scala 1:66

 

Sopra e sotto due viste dell’eccellente realizzazione in scala 1:18 di BoS

Volkswagen 411 LE 4 porte di Minichamps, in 1:43

VW 411 Variant di Minichamps. Esiste anche in versione pompieri (foto sotto)

   

Sulla versione Taxi della 411 Minichamps, in scala 1:43, l’attenzione al dettaglio si è spinta alla riproduzione della targhetta con su scritto “allacciate le cinture” (in tedesco) applicata sul cruscotto davanti al sedile del passeggero e leggibile dai finestrini con l’aiuto di una lente.

VW 412 Variant di Auto Cult, in scala 1:43

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