100 ANNI della SCHUCO

Heinrich Müller fondò la propria azienda nel 1912 insieme all’uomo d’affari Heinrich Schreyer. All’inizio si chiamava Schreyer & Co., ma nel 1919 fu deciso di chiamarla semplicemente Schuco (anche se il marchio venne registrato ufficialmente solo nel 1924).

Schuco 100 anni

Schuco Akustico 100 anni

La riedizione della Akustico in occasione dei 100 anni della Schuco

Nel 1920 produceva scimmiette, orsacchiotti meccanici e altri animali: famoso nel 1929 era l’uccelletto “peck-peck” che sbecchettava con un buffo movimento a molla.

Schuco Mirako car b

Una delle varie versioni esistite della Miraco Car

La prima autogiocattolo risale al 1934: aveva un caratteristico dispositivo brevettato che non la faceva cadere dal tavolo, grazie a una quinta ruota gommata nascosta nel telaio. Fu proposta per anni anche dopo la guerra, col nome “Miraco Car 1001”. Al contrario di molte altre ditte tutte impegnate nello sforzo militare, pare che la Schuco abbia avuto il permesso di produrre alcuni tipi di giocattolo (in tirature limitate) per tutto il corso della guerra.

Schuco Kommando anno 2000

La Kommando anno 2000 (qui nella versione originale d’anteguerra) aveva un ingegnoso  dispositivo di blocco che poteva funzionare con un semplice soffio

Schuco Patent 3000

La Patent 3000, che si poteva guidare con un filo inserito nel tetto

Al ritorno della pace, una delle più note auto giocattolo della marca fu la “Schuco Studio 1050”, una tozza riproduzione di una Mercedes Benz W25 GP del 1935. Oltre a essere quasi indistruttibile, mossa da un robusto motorino a molla, aveva anche le ruote smontabili con un galletto centrale come le ruote delle vere auto da corsa. Un altro mitico esempio dell’abilità Schuco infusa nei propri giocattoli fu la “Examico”, una vettura cabriolet lunga circa 14 cm e proposta in molte varianti.

Schuco Schnittmodell 1

Una rarissima versione dimostrativa della Examico e, sotto, la versione col pupazzetto che agita il palloncino

Schuco Examico

La sua caratteristica era quella di avere il motore a molla connesso con un vero e proprio cambio a quattro marce, comandato da una leva del cambio dotata di un pulsante laterale che fungeva da frizione.

Schuco Radio

La “Schuco Radio” dove un carillon simulava la radio che trasmetteva musica

A proposito di cambio, non va dimenticata una grossa cabriolet ispirata a una Packard che talora riportava effettivamente la scritta Packard sul muso, talaltra semplicemente il logo “Schuco”, proposta in molte versioni fra le quali la “Elektro Synchromatic”, con motore elettrico, che disponeva di un cambio automatico a due marce avanti più retromarcia. Poteva essere comandato da minuscoli bottoni sulla plancia oppure funzionare in modo del tutto autonomo, innestando una levetta.

Schuco Packard Synchromatic

Sopra la Packard 1958 cabriolet (in realtà esisteva solo coupé) con cambio automatico azionato con la pulsantiera installata sul cruscotto che si vede nella foto sotto.

Schuco Packard Synchromatic (1)

Schuco Rollfix Mercedes

La Mercedes Rollfix, con il motore a frizione azionato a strappo tirando il pomello rosso come nei motori fuoribordo

Fra i numerosi giocattoli degli anni ’50 la Schuco riprodusse una bella Mercedes Benz 220 coupé/cabriolet del 1956, in seguito una 190 SL, e – curiosamente – anche una Alfa Romeo 2000 spider (in più versioni). Un’altro famoso giocattolo fu la «Ingenico» (di cui pure esistono molte varianti), una vettura di fantasia di tipo americano, un po’ Ford e un po’ Studebaker, che era venduta anche in scatola di montaggio oppure montata, con le istruzioni per lo smontaggio. Le versioni più semplici non avevano motore, ma venivano spinte con un sistema componibile di bacchette collegate allo sterzo. Le stesse bacchette, tirate leggermente, rilasciavano un dispositivo a molla che suonava simulando un clacson.

Schuco Alfa Romeo Magico

La Schuco Magico, ovvero un’Alfa Romeo 2000 spider

Schuco Elektro Ingenico

Elektro Ingenico, versione con motorino elettrico del noto giocattolo Schuco

Schuco-Werke R

Donne al lavoro alla linea di montaggio della Schuco Ingenico, nel 1955

Schuco Ingenico esplosa

La Ingenico in scatola di montaggio nella sua versione con motore a molla e teleguida

All’inizio degli anni ’50 Schuco inventò il sistema di piste Varianto, che era costituito da un insieme di vetturette e camioncini di latta con motorino a molla, che correvano su un filo che costituiva il tracciato. Elementi di filo d’ottone, dritti o curvi, o di spirale d’acciaio armonico flessibile uniti da tubetti di rame costituivano la “pista” che i veicoli seguivano grazie a una ruota a gola (simile a una carrucola) presente al centro del telaio. Vi erano poi accessori come ponti, stazioni di servizio, incroci, deviatoi e quant’altro serviva a divertire i bambini di allora. Sul finire degli anni ’50 ai veicoli a molla se ne aggiunsero altri elettrici con le pile ospitate a bordo ed anche alcuni tipi ad accumulatori ricaricabili, prime esperienze del genere in campo modellistico. L’apparecchio di ricarica era nascosto dentro la riproduzione di un distributore di carburante, sotto la cui pensilina sostavano i modelli: piccoli contatti sul tetto toccavano le prese di corrente sotto la tettoia, assicurando il “pieno” di energia elettrica. I veicoli del sistema Varianto non riproducevano nulla di reale, anche se il camioncino possedeva una calandra stile Packard e l’autobus aveva una vaga rassomiglianza con un Krauss-Maffei dell’epoca.

Schuco varianto CRI

Ambulanza varianto con motore a molla

Schuco Varianto grande

La scatola regalo più grande del sistema Varianto, che comprendeva anche gallerie, casette e alberelli

Schuco Varianto

La Volkswagen in pressofusione del sistema Varianto con accessori originali Schuco

Solo l’auto sportiva assomigliava abbastanza all’Austin Healey 100 del tempo e il Maggiolino Volkswagen era assolutamente realistico, ma ciò era dovuto al fatto che era l’unico Varianto realizzato in pressofusione poiché utilizzava la stessa carrozzeria del Maggiolino della serie Micro-Racer.

Schuco Micro-Racer

Il Maggiolino della Serie Micro Racer

Schuco RAcer BMW 503

La bella BMW 503 Micro racer, per anni unica riproduzione in scala circa 1:43 di quest’auto

I Micro Racer erano infatti una serie di veicoli in metallo pressofuso con un potente motore a molla, nata nel 1954. Il primo modello era una Ferrari F.1, piuttosto approssimativa, seguita da altre monoposto un po’ stilizzate. Tutte avevano il musetto di gomma, che serviva ad attutire i colpi contro i muri o i mobili… Le vetture seguenti, in scala 1/40 circa, avevano un aspetto migliore, tanto da poter ben figurare anche nelle collezioni di 1/43. Per molti anni è risultata inedita la BMW 503 cabriolet, peraltro assai ben riuscita. Molto bello (e oggi forse il più raro della serie) era un «hot rod» stile americano, mentre completamente fuori scala rispetto agli altri modelli, era un goffo Go-Kart. Nella serie, oltre al già accennato Maggiolino, apparvero anche un pick up Ford Taunus FK1000 e due auto antiche: una Mercedes SSK e una Mercer 35J del 1913. Nel 1970 uscirono gli ultimi quattro modelli della serie, che però apparivano snaturati dalla nuova carrozzeria in plastica: una Opel GT, una Chaparral, una Porsche Carrera 6 e una Mercedes C111. Fra il 1987 e il 1988 uscirono alcune repliche, uguali in tutto e per tutto agli originali (ad esclusione del marchio Schuco), ad opera di un ex-dipendente della Schuco di nome Nutz, mentre nel 1999 venne realizzato ex-novo un furgoncino Volkswagen T1 e qualche anno più tardi anche un Maggiolino Cabriolet.

Schuco Construction 1

Anche in questo caso si tratta di una delle molte varianti dell’autocarro Schuco, qui con motore elettrico

Tornando al 1955, in quell’anno uscì una serie di grandi autocarri che erano venduti anche in scatola di montaggio: molto bella era una autoscala dei pompieri, con i personaggi in un materiale simile al gesso, dipinti a mano. Dopo la morte di Heinrich Müller, nel 1958, Schuco continuò a produrre giocattoli sfruttando tutti i tipi di meccanismo fino ad allora realizzati, ma non furono più introdotte grandi innovazioni.

Schuco Piccolo Firebird

La General Motors Firebird a turbina nella serie Piccolo, scala 1:90

Alla Fiera di Norimberga del 1957, Schuco presentò le prime 12 auto in scala 1/90 e 4 piccoli aerei, costruiti in un’unica massiccia fusione di metallo, che risultava assai pesante. Non avevano dettagli riportati, ma, all’epoca, nemmeno i bellissimi Wiking erano migliori, avendo la carrozzeria in guscio di plastica senza finestrini traforati. Quelli degli Schuco Piccolo erano disegnati con della vernice argento.

Schuco Piccolo Mercedes GP

Una delle primissime confezioni a ‘bolla’ di plastica, qui con una Mercedes Benz GP

Questi modellini avevano assi con ruote cromate e piccole gommine, molto scorrevoli. Ebbero un successo insperato e già l’anno successivo vennero messe in catalogo 17 novità, fra cui i primi autocarri composti da più parti: ad esempio la bella scala girevole ed estensibile del veicolo dei pompieri Magirus Deutz. Vennero messe in catalogo anche diverse auto da corsa, caratterizzate dalla presenza di un volante decisamente troppo grande per il rispetto della scala, ma molto amato dai bambini perché dava un tocco di realismo. Lo stesso volante a tre razze apparve anche su alcuni modelli cabriolet, come la BMW 507 e la Austin Healey.

Schuco P NSU-Fiat 1100 TV (2)

Curiosamente la NSU-Fiat 1100 TV spider fu invece rappresentata col tettuccio alzato.

Nel 1959 le novità furono solo sette e negli anni suei ccessivi calarono ad appena quattro all’anno. Il problema era la concorrenza: i Matchbox in metallo, costavano la metà ed erano più attraenti e in Germania anche la Siku, coi suoi modelli in plastica un po’ più grandi (1/66 circa), reggeva il confronto. Le miniaturizzazioni della Siku, utilizzavano una picola zavorra nascosta nei sedili, per non farli sembrare troppo leggeri. Per i piccoli risparmi dei bambini c’era più soddisfazione a spenderli in modelli di questo tipo. Inoltre gli Schuco si trovavano solo nei negozi migliori, mentre Siku e Matchbox avevano una diffusione più ampia. L’ultimo pezzo della serie (forse quello oggi più raro) uscì nel 1969: una grossa autogru Coles con accessori, venduta in confezione di cartone rigido.

Schuco Piccolo 100 anni

Alcuni modelli delle nuove serie Piccolo che sfoggiano il marchio Made in Germany con grande fierezza

Schuco Piccolo Bulli+Barkas

Alcuni Schuco Piccolo, come il camper Volkswagen e il furgoncino Barkas della Minol sono veramente gradevoli

Tutte le rimanenze degli Schuco Piccolo, furono vendute a un importante grossista di Norimberga che aveva spazio a sufficienza per conservarli e che iniziò a rivenderli nuovamente agli appassionati a partire dal 1978, al prezzo di 15.-DM l’uno.

Schuco Tyrrell

La Tyrrell della serie di auto da corsa in scala grande

Nel 1967 arrivò la serie di auto da corsa in scala 1/16 circa, con carrozzerie in plastica, telai in latta, motore a molla molto ben mimetizzato, sospensioni e riproduzione funzionante del differenziale. Ferrari, Lotus e BMW F.2 furono le prime, cui seguirono Matra-Ford, Tyrrell-Ford e altre, disponibili anche in kit. Dopo una produzione che nel 1974 aveva superato i 3.500.000 pezzi uscì, nel 1975, la McLaren-Ford F.1, che rimase in catalogo un solo anno e che è perciò la più rara del gruppo.

Schuco Modell Scirocco e 20M TS

Fra i primi Schuco Modelle vi furono la Ford Taunus 20M e la Volkswagen Scirocco

Nel 1970 Schuco, fino ad allora produttore di giocattoli di vario genere, debuttò nel settore dei modelli in pressofusione in scala 1/66 con la serie “Schuco Modelle”, che intendeva fare concorrenza alla Siku. I modelli Schuco avevano una fusione più fine e una maggior fedeltà alla scala, ma costavano un po’ di più.

Schuco Modell Escort 1a e 2a serie

Quando la Ford Escort subì un profondo restyling, anche la Schuco propose la n uova serie

Schuco Modell Renault 17

Non mancarono modelli d’auto francesi (qui una Renault 17 TS) che vennero venduti anche come Norev-Jet

Schuco Modell MB O303

Il bellissimo Autobus Mercedes Benz O303 con parti apribili, scala 1:66

Visto il successo della serie piccola, nel 1972 avvenne il debutto nella scala 1/43: i primi modelli, dalle fusioni molto fini e ben realizzate, furono una Audi 80 in due versioni, la Mercedes 350 SE e il prototipo BMW Turbo. Fino al 1976 la serie proseguì, sempre rivolta alla riproduzione di auto tedesche (alcune proposte anche in scatola di montaggio).

Schuco Audi 80

La Audi 80, qui in una confezione promozionale per l’Audi stessa, in scala 1:43

Schuco BMW Turbo

La BMW Turbo in 1:43 e 1:66, si notino le differenze nei copriruota posteriori, modificati come sull’auto vera

Schuco BMW 320

BMW 320, scala 1:43

Schuco Passat Variant

Volkswagen Passat Variant, scala 1:43

I modelli avevano parti apribili, fondino in zamac grezzo e ruote veloci, ma esteticamente ben riuscite, poiché avevano il cerchione riportato in plastica cromata fedele a quello originale. Nel 1977 Schuco era però in grosse difficoltà e tre modelli uscirono con il marchio Gama: sulla Audi 100LS il fondino riportava ancora il nome Schuco, mentre la Opel Rekord e la BMW 733i recavano già la scritta “Gama-Mini”. Intorno al 1979 lo stampo della Porsche 924 finì in Russia, dove venne prodotta per qualche tempo, mantenendo sul fondino il marchio Schuco e differenziandosi dalla versione tedesca solo per la scritta “made in URSS”.

Schuco 911 Targa

La Porsche 911T targa, ormai riprodotta in plastica ma ancora con fondo in lamiera e motore a molla

Schuco Cadillac De Ville 67

La Cadillac De Ville 1967, in plastica, con motore elettrico. Scala 1:18 circa

Schuco Distler Porsche 356

Una delle riedizioni proposte da Schuco, in origine era una Porsche 356 cabriolet della Disler

Nel 1980 la Schuco finì in bancarotta e solo negli anni ‘90, ritrovato il successo e la stabilità finanziaria, mise in commercio dei nuovi giocattoli in lamiera molto apprezzati ma anche molto costosi: erano la BMW 327 in versione coupé e cabriolet. Nel 1995 fu invece la volta della riedizione della Mercedes-Benz 250 SE Cabriolet, un pregevole giocattolo uscito per la prima volta nel 1967. Schuco non era nuova a questi “remake” e continuò anche negli anni successivi a rimettere in produzione alcune sue vecchie glorie.

Schuco Hanomag

La Hanomah Kommissbrot 1924 della nuova serie in 1:43 della Schuco

La serie in 1/43 ebbe una nuova partenza e oggi è costantemente alimentata da novità. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio di quelli ’90 l’interesse per i vecchi Schuco Piccolo si risvegliò, tanto da spingere la Schuco a rimettere in produzione alcune auto da corsa e i modelli di aereoplano. Nel 1994 fu la volta della Mercedes F.1 carenata, appositamente fatta per il Museo Daimler-Benz e sul finire dello stesso anno la rivista «Motor Klassik» commissionò un modellino della serie per la sua manifestazione “Techno-Classica” di Essen. Dal 1995 gli Schuco Piccolo erano nuovamente una realtà per tutti. Furono messe in vendita alcune riedizioni di vecchi modelli e presto ne arrivarono di nuovi, che tuttavia mantenevano lo stesso identico stile (e ruote) degli originali degli anni ’50.

Schuco Piccolo 300 SL

Mercedes Benz 300 SL, facente parte della serie nuova della Schuco Piccolo

Ogni anno la Schuco sforna alcune novità e continua a produrre interessanti offerte, come gli annuali Piccolo-Set, deliziose scatoline di legno con tre modelli di colore uguale e realizza con i  furgoncini belle versioni pubblicitarie, oltre a speciali versioni per Club, catene di negozi, Musei, occasioni particolari e mostre.

Schuco jr Politie

Un Maggiolino della serie Junior in scala 1:72 in versione polizia olandese

Nel 1999 la Schuco entrò nel gruppo Simba/Dickie, trasferendo gran parte della produzione in Cina. In quegli anni nacque la serie “Schuco Junior”, costituita in pratica da modelli Cararama marchiati diversamente e all’inizio degli anni 2000 venne presentata la serie “Schuco Edition 1-87”, con piccoli pressofusi in scala H0 prodotti a Hong Kong dalla High Speed.

Schuco Edition87 1303 e 181

Maggiolino 1303 cabriolet e VW 181 della serie Schuco Edition 1:87

In tempi più recenti, visto anche il successo a livello mondiale della scala 1/18, La Schuco ha debuttato anche in questo settore, con modelli realizzati come di consueto con grande finezza e dovizia di particolari, anche se posti in vendita ad un prezzo un po’ più elevato della concorrenza. Alcuni dei modelli in scala 1/18 sono stati proposti anche in una esclusiva versione radiocomandata.

Schuco trattore Schlüter

Trattore Hanomag in scala 1:18

Schuco Mexico R-C

Volkswagen Maggiolino 1200L della serie in scala 1:18

Quest’anno a Norimberga è stato presentato il primo modello in scala 1/10, una Cobra 427 ed é stato annunciato che per il mese di settembre sarà disponibile uno splendido libro che racconterà la bella storia dei 100 anni della Schuco

468 ad