100 anni della Citroen

100 anni Citroën

André Citroën in una foto del 1932

Quando André Citroën si laureò al politecnico nel 1902 era già da due anni imprenditore, a capo di un’azienda per la produzione di ingranaggi speciali con dentatura a ‘V’, da cui trasse ispirazione per il proprio marchio quando sarebbe riuscito a coronare la sua idea di produrre automobili. Nel 1908 si fece assumere e risanò la Mors, azienda automobilistica in difficoltà. Viaggiò in America dove ebbe modo di apprendere i metodi di lavorazione di Ford. Lo scoppio della Iª Guerra Mondiale lo costrinse a rinviare i progetti e a produrre munizioni, applicando alla loro fabbricazione le teorie di Taylor. Appena terminato il conflitto convertì la sua azienda e già nel 1919 fu in grado di presentare la Type “A”, da realizzarsi nello stabilimento di “Quai de Javel” allora nuovissimo.

Una Citroën Type “A” del 1919 esposta al recente Salone di Ginevra

When André Citroën graduated from Polytechnic University in 1902 he was already an entrepreneur for two years, head of a company for the production of special gears with involute ‘V’, from which he drew inspiration for his own brand when he could realize his idea of produce cars. In 1908 he was hired and healed the Mors, automotive company in difficulty. He travelled to America where he had the opportunity to learn the methods of production of Ford. The outbreak of the first world war forced him to postpone projects and to produce ammunition, applying to their manufacture the Taylor’s theories. Just after the war, in 1919, he quickly converted his company and was able to present the Type “A”, to be carried out in the then new “Quai de Javel” factory.

Citroën 5hp 1925 della France Jouets in latta e plastica, scala 1:10

Citroën 5hp 1925, Anguplas, scala 1:86

Citroën Tréfle 1925, scatola di montaggio Heller in scala 1:25

Citroën B2 berlina, Rami, scala 1:43

Citroën aveva ben compreso l’importanza della rete di assistenza e la necessità di produrre vetture economiche, affidabili e facilmente riparabili in ogni angolo della Francia. Nel 1922 mise in cantiere la fortunatissima Type “C”, vettura che oltre al successo in patria trovò il modo di essere prodotta all’estero (Gran Bretagna e Belgio), oltre che su licenza. Due anni dopo fu la volta della Type “B”, prima vettura europea costruita interamente in acciaio. Non trascurò neanche la pubblicità e giunse a far illuminare la Torre Eiffel con il proprio nome, oltre ad iniziare la produzione di giocattoli per bambini, che sarebbero poi diventati i clienti delle auto vere. Notevoli furono anche le Crociere, effettuate nel deserto del Sahara e in Asia con veicoli semicingolati ideati da Adolphe Kégresse, o i record di velocità stabiliti con il modello Rosalie sul circuito di Montlhéry.

Citroën Kegresse 1931, Universal Hobbies, 1:43

Citroën Rosalie 1932, Eligor, 1:43

Citroën Rosalie 1932, Norev plastica, 1:43

Citroën Petite Rosalie dei record di durata, Norev, 1:64

Citroën had well understood the importance of a service network and the need to produce cheap, reliable, and easily repairable cars in every corner of France. In 1922 he produces the Type “C” car, that in addition to the success at home, found a way to be produced abroad (UK and Belgium), as well as under license. Two years later it was the turn of Type “B”, first European car built entirely out of steel. Did he not neglect either the advertisement and came to illuminate the Eiffel Tower under his own name, as well as begin production of toys for children  who would eventually become clients of the real cars. Also notable were the cruises, carried out in the Sahara desert and in Asia with half-tracks vehicles conceived by Adolphe Kégresse, and the speed records set with the model Rosalie on the Autodrome de Montlhéry.

Esemplare di pre-serie della Traction Avant, 1934

Quando la Grande Depressione del 1929 si abbatté sull’economia mondiale, Citroën non credette che si sarebbe trattato di una cosa di estrema gravità e si gettò in una nuova grande impresa: il progetto della Traction Avant, una macchina che racchiudeva la trazione anteriore in una scocca portante: una grande novità per la sua epoca. Il tutto con un design moderno dovuto all’italiano Flaminio Bertoni.

Flaminio Bertoni mentre lavora su un modello di creta

I costi per lo sviluppo e i guai delle prime Traction messe in commercio dopo il 18 aprile 1934 misero in crisi l’azienda. La prevista 22 cv con motore 8 cilindri fu giudicata troppo costosa e non venne prodotta altro che in pochi prototipi. Fortunatamente, per far fronte ai debiti, fu fondamentale l’intervento della Michelin ma costò il posto al suo fondatore: André Citroën morì poco dopo per un cancro. La direzione venne presa da Pierre Boulanger, che spese molte energie per studiare una utilitaria talmente economica da rasentare veramente il concetto di 4 ruote e un ombrello. Il progetto della TPV (Toute Petite Voiture) prese l’avvio nel 1936 ma giunse allo stadio di prototipo solo a ridosso della Guerra, che fermò ogni ulteriore sviluppo. Per certi versi fu una fortuna, perché Flaminio Bertoni non fu interpellato e la TPV era incredibilmente brutta. Nel dopoguerra Bertoni intervenne donando a quella che sarebbe diventata la 2CV un aspetto meno squallido, benché sempre molto spartana e più simpatica che bella.

Citroën 22 cabriolet 1934  8 cilindri, Norev per la collezione La Saga des Traction Citroën, scala 1:43

Citroën 7 CV  coupé 1935, Nostalgie, 1:43

Citroën 15 Six, Burago, 1:25

Citroën TPV prototipo 1939, Norev, 1:43

Citroën 11 cv militare in uso alla Wehrmacht nel 1941, Tamiya, 1:35

Pierre Jules Boulanger (1885-1950) , Presidente e Direttore generale della S.A. André Citroen dal 1938 al 1950 alla presentazione della 2CV, il 7 ottobre 1948

Serie di 2 CV in scala 1:32, 1:43, 1:66, 1:86 e 1:100. Si tratta dei modelli (da sinistra) Newray, Dinky Toys francese, Siku, Eko e Gitanes.

Il catalogo della 2CV era semplice come l’auto vera

Citroën 2CV della Maisto, in scala 1:18

La nuova vettura fu accolta con qualche perplessità, ma venne infine accettata per la sua praticità ed economia. Era il punto di ripartenza dopo la distruzione della guerra. Le Traction Avant (a 4 e 6 cilindri) continuarono ad essere prodotte e vendute senza difficoltà, ma cominciavano a invecchiare.

Citroën 15 Six EDM découvrable 1949, Norev per la collezione “La saga des Tractions Citroën”, 1:43

Citroën 11BL con bagagliaio, 1954, Dinky Toys F, 1:43

Citroën 15 Six familiale, Norev plastica, 1:43

Citroën 11 commerciale, con ceste di baguettes, Universal Hobbies per la collezione “La saga des Tractions Citroën”, 1:43

Venne perciò dato il via al progetto più straordinario e futurista che una Casa produttrice abbia mai affrontato: la DS. Quando apparve al Salone di Parigi del 1955 era come se fosse atterrato un disco volante al Grand Palais. Le innovazioni presentate dalla DS, a partire dalla linea (opera di Bertoni), fecero invecchiare di colpo tutte le altre auto.

Citroën DS19 presentazione 1955, Vitesse, 1:43. La vettura galleggiava su palloni gonfiati per pubblicizzare le sospensioni pneumatiche.

L’originale esposizione della DS al Salone di Parigi

La DS aveva un sofisticato impianto idraulico che la faceva funzionare: cambio, sospensioni pneumatiche, frizione, freni e servosterzo che la rendevano diversa da tutto quanto circolava sulle strade dell’epoca. Unico difetto: il motore era ancora il 4 cilindri di 1911cc della Traction Avant. Nel progetto era previsto un 6 cilindri, ma alla fine non c’erano più risorse per svilupparlo.

La vettura era però piuttosto costosa e complicata. Si rese necessario affiancarle un modello più economico, che prese il nome di ID19.

Citroën ID 19 break, Quiralu, 1:43

Citroën DS 19 cabriolet, Taiseyia serie Cherryca Phenix, scala 1:43

La caratteristica Citroën 2 CV Sahara con  due motori. Modello Vitesse in scala 1:43

La DS19 del 1960 aveva delle prese d’aria a griglia sui parafanghi. Modello Norev in plastica 1:43

Nel 1961 la nuova 2CV con cofano anteriore più moderno fu riprodotta dalla Dinky Toys francese

Nel 1961 si inserì fra la 2CV e la DS un modello intermedio ma ancora di carattere utilitario: era la Ami6, ultimo controverso lavoro di Bertoni prima della sua morte. Vettura piuttosto controversa, di soli 600cc, venne declinata, dopo poco tempo, anche in versione break, cioé giardinetta.

Citroën Ami 6 della spagnola Rico, in plastica, scala 1:43

Citroën Ami 6 break in scala 1:87, opera della Herpa

Alcune varianti sul tema Citroën ID 19 break della Corgi Toys, in scala 1:43

Sul modello Corgi Toys il sedile posteriore si poteva ribaltare come al vero

Una Citroën DS19 cabriolet 1962 della Rio in scala 1:43

Chi voleva distinguersi poteva avere una DS21 Le Dandy di Chapron. Modello Metal18, in scala 1:18

Nel 1965 la DS vinse il Rally di Montecarlo. Il modello è della Corgi Toys in scala 1:43

De Gaulle amava viaggiare in DS19: qui la versione presidenziale della Solido, in scala 1:18

Nel 1968, grazie ad un accordo con Maserati, si rese disponibile un motore 6 cilindri che diede origina alla sportiva SM, una lussuosa coupé di alte prestazioni. Nello stesso tempo vennero aperte collaborazioni con NSU per la produzione del motore Wankel e con Fiat, specialmente nel campo dei veicoli commerciali.

Nonostante gli sforzi in varie direzioni e il lancio della CX quale sostituta della DS, nel 1974 la Citroën era nuovamente a rischio a causa dei suoi investimenti. In suo soccorso venne la Peugeot che rilevò il 38,2% delle azioni, percentuale che salirà a poco meno del 90% nel 1976. La ristrutturazione diede i suoi frutti permettendo a Citroën di essere ancora presente oggi sulla scena automobilistica mondiale.

La Citroën Dyane del 1967 di Ottomobile in scala 1:18

Dal 1967 la DS di seconda serie aveva un nuovo frontale con fari carenati

Il modello della nuova Citroën DS 21 da scatola di montaggio di Ebbro in scala 1:25

I MODELLI

100 anni di storia possono essere raccontati da migliaia di modelli Citroën in ogni scala disponibile. E’ interessante come una serie di giocattoli sia stata prodotta dalla omonima casa automobilistica, sebbene fabbricata in subappalto da altre imprese, per soddisfare un desiderio di André Citroën che avrebbe voluto che i bambini imparassero a dire, dopo “mamma” e “papà”, la parola “Citroën”. Oltre a una vera e propria microvettura a motore a scoppio per bambini, è ben nota la serie di giocattoli in lamiera, tutti riproducenti auto della Casa francese, in scale comprese fra l’1:8 e l’1:12.

Uno degli ultimi Jouets Citroën fu la Traction Avant del 1934

Il primo modello fu realizzato da Fernand Migault nel 1921 in scala 1:10 e mostrato personalmente ad André Citroën che se ne dimostrò entusiasta. Fu siglato un contratto già all’inizio del 1922 e i primi giocattoli arrivarono già quell’anno, con carrozzeria in legno e senza meccanismi. Le prime due auto interamente in lamierino furono la B2 e la 5 HP (Trèfle), che cominciarono a essere fabbricate sul finire del 1922 o inizio 1923. Esistono anche giocattoli di lamiera in scale attorno all’1:25 e altri in scala più piccola, compresa fra l’1:32 e l’1:43, in materiali diversi come lamiera, piombo o in un materiale plastico simile allo stucco. Negli anni 1923-36 una parte dei “Jouets Citroën” fu prodotta in una fabbrica di Briare che poi divenne la “Compagnie Industrielle du Jouet” (C.I.J.) I modelli più grandi erano caratterizzati da una grande fedeltà agli originali: vi erano anche modelli di grande originalità come le camionette cingolate della traversata del Sahara del 1923. Citroën stessa provvedeva a inviare con un certo anticipo i disegni originali delle proprie auto perché fossero facilmente riprodotte. Molto bello fu un telaio della Citroën C6 venduto in scatola di montaggio e con tutte le parti funzionanti elettricamente.

Il telaio Citroën, rarissimo da trovare completo di espositore

L’ultimo modello della serie fu la Traction Avant 7CV dl 1934, dopodiché Citroën non continuò la produzione di giocattoli con il proprio marchio. Già nel 1937 la produzione dei giocattoli era stata affidata alla J.R.D., fondata da appena un paio d’anni. Dopo la seconda guerra mondiale l’allestimento di giocattoli Citroën fu nuovamente affidato alla J.R.D., ma vennero realizzati solo alcuni autocarri T45. Un modello grande del furgone Citroën “H” non fu mai venduto ufficialmente dalla rete della Casa automobilistica, bensì direttamente dalla J.R.D.

Citroën Mehari della Norev di plastica in scala 1:43

Citroën GS con 4 porte apribili, Norev in metallo, 1:43

Citroën SM coupé, Ottomobile, 1:18

Citroën SM Presidenziale Chapron, Norev metallo, 1:43

Citroën Ami Super 1973, Universal Hobbies per la collezione Passion Citroën, 1:43

Citroën CX 2200, Solido, 1:43

Citroën CX Break, MCG in metallo, 1:18

Nella scala 1:43 abbiamo una grande ricchezza di modelli. La francese Norev ne ha prodotti tantissimi e altre aziende francesi, come Solido e Universal Hobbies, hanno realizzato molte riproduzioni in scala. Inoltre le molte iniziative editoriali hanno portato in edicola numerose Citroën in miniatura e la popolarità di alcuni modelli della Casa francese, come 2CV, Traction Avant e DS fa si che spesso ancora oggi molti produttori abbiano in catalogo miniature di queste auto, oltre alle vetture attuali.

La Citroën LN fu il primo frutto della collaborazione con Peugeot. Modello Solido in scala 1:43

Citroën Visa Club 1979, Norev, 1:43

Citroën M35 Wankel, Ottomobile, 1:18

Citroën 2 CV Charleston 1980, Welly, 1:24

Citroën Visa II decouvrable 1984, Universal Hobbies per la collezione Passion Citroên, 1:43

Citroën CX 25 GTI Turbo 1984, Ottomobile, 1:18

Citroën XM berlina 1989, Norev, 1:43

Proponiamo al lettore una carrellata di modelli che illustra i 100 anni della storica marca, escludendo i modelli di veicoli industriali e commerciali che potranno essere oggetto di un articolo futuro.

Citroën ZX  1991, Norev 1:43

Citroën Xantia Taxi Barcellona, Burago, 1:43

Citroën Xsara break 1998, Norev, 1:43

Citroën C3 Pluriel  2000, Norev in scala 1:18

Citroën Saxo VTS 2001, Norev, in scala 1:43

Citroën C5 break e C4 coupé 2 porte, Norev, 1:43

Citroën C1. Hongwell Cararama, in scala 1:43

Citroën C6, Burago, 1:18

Citroën Picasso 2006 con tetto in vetro, Norev 1:64

Citroën C-Crosser 2007, Norev, 1:43

Citroën C4 Campione del Mondo Rally,  Motorama, 1:18

Citroën C3 2009, Norev, 1:43

Citroën DS3 in versione WRC e normale, Mondo Motors, 1:43

Citroën C4 2010, Newray, 1:43

La Citroën C4 Cactus con le caratteristiche fiancate “imbottite”…

Citroën C4 Cactus 2014, Norev, 1:43

Citroën C3 Aircross 2017, Norev, 1:64

Citroën DS3 Crossback 2019, Norev, 1:43

Citroën, nonostante le passate difficoltà, dimostra di avere un piede nel futuro, come appare dal prototipo elettrico AmiOne presentato a Salone dell’Auto di Ginevra quest’anno. I collezionisti avranno certamente la possibilità di incrementare le proprie collezioni ancora per molti anni.

 

 

 

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